4 motivi per amare l’IPA (ovvero l’alfabeto fonetico internazionale)

Nello studio di una lingua, l’alfabeto fonetico internazionale può diventare il nostro migliore alleato e il nostro grande amore.
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4 motivi per amare l’IPA (ovvero l’alfabeto fonetico internazionale)

Illustrazione di Kati Szilagyi

Ricordo benissimo la prima lezione di linguistica all’università. L’insegnante – mezza età, messa in piega voluminosa, tinta bionda, aria bonaria – si volta verso la lavagna e scrive [ʤo.kɔ’ljɛ.re] .
“L’esame sarà tra un mese e mezzo. Vi conviene iniziare a studiare l’lPA”.
Quei simboli astrusi, quei geroglifici sempre schivati nei dizionari linguistici dovevano diventare la nostra nuova lingua, in pochi giorni. Ancora non sapevo che l’alfabeto fonetico internazionale sarebbe diventato un piccolo grande amore.

PS: se siete arrivati qui pensando che si parlasse di birra, mi spiace molto: come avrete capito non sarà così.

L’IPA

L’International Phonetic Alphabet fu ideato nel 1888 a Parigi da undici linguisti dell’International Phonetic Association, con l’obiettivo di semplificare l’apprendimento della pronuncia delle lingue straniere. Questo fu possibile creando un alfabeto ex novo comune, dato da un insieme di simboli – per lo più latini e greci – e segni diacritici che consentivano di rappresentare i suoni di tutte le lingue conosciute. Essendo la pronuncia di una lingua sempre in via di mutamento per pressioni interne – della lingua stessa – ma soprattutto derivanti dall’incontro con termini stranieri, l’IPA è sottoposto a continue revisioni e aggiornamenti.  Per questo non smetterà mai di sorprenderci.

Le ragioni per amare l’IPA

1) Ha un carattere per ogni suono

Nel bene o nel male, le lingue possono essere rappresentate con decine e decine di diversi sistemi di scrittura, dagli abjad consonantici ai kana giapponesi. Molto spesso, però, una singola lettera può essere pronunciata in modalità totalmente differenti. Prendiamo  due parole per la “C”: cane, ciao. L’IPA, riconducendo ogni singolo suono ad un simbolo, diventa quindi essenziale per riuscire a capire quale pronuncia dare ad una parola. In IPA la “C” di cane verrà traslitterata in [k], quella di ciao [ʧ].
Per questo motivo l’IPA è l’unica lingua al mondo a non creare malintesi, ambiguità e fraintendimenti.

2) È un sistema di scrittura univoco

Tutte le lingue possono essere rappresentate tramite l’utilizzo dell’IPA. Un testo redatto in alfabeto fonetico può essere letto in modo perfetto da parlanti di altre lingue. Molto probabilmente non ne capiranno il senso, ma è già un primo passo.

3) Permette di migliorare la pronuncia delle lingue e la dizione

L’IPA è uno strumento fondamentale per affinare la pronuncia delle lingue, o impararla da zero se si è di fronte ad un nuovo termine. La trascrizione fonetica delle parole permette di individuare le differenze di suoni che il nostro orecchio non è in grado di cogliere. Guardate come è diversa la pronuncia delle “oo” di good [‘gʊd] e moon [‘mu:n].

4) Ci fa sentire appagati

Ma quanto è bello saper decifrare un linguaggio così lontano rispetto alla nostra lingua madre? Ecco, questa sensazione dovrebbe bastare a spingervi verso lo studio dell’IPA. Con poca pratica sarete già in grado di decifrare le parole; per quanto riguarda la scrittura….beh, l’importante è saperlo leggere, dai.

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