Imparare il portoghese

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Imparare il Portoghese: quale variante, come e perché?

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Sempre più persone ritengono essenziale l’apprendimento di questo idioma e si moltiplicano i giochi per imparare il Portoghese –rivolti ad un pubblico sia infantile che adulto– con buona pace dell’Inglese, che perde la palma d’oro di “unica lingua straniera” conosciuta ed insegnata. Secondo le statistiche, la lingua nazionale dello Stato più antico d’Europa è al sesto posto al mondo per numero di madrelingua. Il suo primato è invece indiscusso a sud dell’Equatore, dove è l’idioma materno della maggior parte della popolazione. Le sue varianti principali –europea, brasiliana ed africana– sono l’eredità linguistica di uno dei più vasti imperi coloniali del passato e, oggi come allora, imparare il Portoghese può considerarsi una risorsa chiave per chiunque abbia interesse a girare il mondo, apprendere la Storia o arricchire il proprio curriculum per essere più competitivo a livello internazionale.

Il collante tra diversi mondi

Lingua di cultura e conoscenza (l’Università di Coimbra, fondata nel 1290, è tra le più antiche del mondo), ha una tradizione letteraria ricchissima che ha influenzato, nel tempo, le opere di letterati aragonesi, castigliani e catalani, oltre che italiani (tra i più recenti, vale la pena ricordare Antonio Tabucchi). Parla portoghese, inoltre, la penna del premio Nobel per la letteratura José Saramago, così come quelle di Luís de Camões e Fernando Pessoa, considerati imprescindibili dagli estimatori.

Ma imparare il Portoghese non significa solamente avere libero accesso ad uno dei tesori culturali più preziosi e ricchi d’Europa, ma anche e soprattutto ampliare i propri orizzonti al di fuori di questa. Spingersi fino in Asia, in Africa e, ovviamente, in Brasile: settima economia su scala globale, dove gli investimenti –anche a causa dei recenti Mondiali di Calcio ed all’organizzazione della XXXI Olimpiade– sono in costante aumento. È lì che la parlata che in Europa canta la malinconia e la separazione (la famosa saudade), struggenti e magnifiche, del fado si è trasformata per celebrare i colori e la gioia di vivere del carnevale carioca.

È stato l’incontro con le culture africane a Salvador de Bahia (Brasile) a rendere possibile la creazione di nuovi generi musicali come la samba, prima, e la bossa nova, a sua volta influenzata dal jazz. Il gergo importato dai conquistatori portoghesi e dai missionari cristiani si è quindi fuso con le tradizioni musicali, religiose e cosmologiche di numerose etnie africane (in particolare, joruba e naghò) ed amerinde ed è ora il codice linguistico che diffonde la religione sincretica afro-brasiliana, dove l’animismo del Continente Nero convive con le forme ed i rituali della fede cattolica.

Imparare il Portoghese per dialogare ovunque e con chiunque

Idioma del commercio per eccellenza, è stato per secoli impiegato come lingua franca lungo itinerari che solcavano i sette mari. Le terre lusofone (dove cioè viene parlato il Portoghese) non si limitano infatti al Vecchio ed al Nuovo Mondo; si spingono piuttosto fino all’India –dove è purtroppo in fase di scomparsa– ed in diverse regioni dell’Asia. In Africa poi, le più grandi aree linguistiche sono certamente l’Angola ed il Mozambico. Nato in una piccola regione della Penisola Iberica; il Portoghese ha trovato nell’Atlantico la propria rotta per sopravvivere ed espandersi, lì dove altre lingue hanno dovuto invece cedere spazio al Castigliano, venendo da questo soppiantate o, in alternativa, rientrando all’interno dell’orbita politica e linguistica spagnola. Oggi difatti, con i suoi più di 200 milioni di madrelingua, quel vernacolo originatosi dal Latino volgare nel nord del Portogallo ed in Galizia è la quarta lingua più utilizzata nel Web; la seconda se si considerano solamente i blog. Una risorsa unica ed inestimabile nell’epoca digitale e delle nuove tecnologie.

Differenze e similitudini con altre lingue

La storia del Portoghese precede di secoli l’era delle grandi esplorazioni –e dunque della sua incredibile diffusione– risalendo infatti a prima dell’invasione della Penisola Iberica da parte dei “mori” (I sec. d.C.). L’imposizione dell’Arabo come lingua amministrativa –come avvenne nelle regioni ora spagnole che entrarono a far parte del mondo musulmano– non frenò difatti l’evoluzione di questa parlata neolatina. Al contrario, l’arricchì e la rese, sotto certi aspetti, unica. Chiunque abbia già iniziato ad imparare il Portoghese sa perfettamente che il suo lessico –oltre alle visibili somiglianze con quello di altri idiomi e dialetti neolatini– presenta un elevatissimo numero di vocaboli (più di 3000) di chiara o probabile derivazione araba. Questi sono in special modo termini agricoli o legati al cibo. Anche per tale ragione, all’inizio il vocabolario di uso più comune può apparire bizzarro, quasi misterioso per un italiano che voglia approcciarvisi da autodidatta. Questo può impedire infatti la comprensione, anche solo passiva mediante la visione di film non doppiati– che è invece più semplice con altre lingue romanze. Per imparare a ricordare queste parole e superare tale scoglio esistono app per imparare il Portoghese con giochi che aiutano ad entrare in confidenza con tale particolarità ed esercitare la memoria, uditiva e visiva.

A renderne la parlata, sotto diversi aspetti, profondamente diversa, ad esempio, dallo Spagnolo è stata la precoce indipendenza del Portogallo dagli altri regni peninsulari: nel 1143 (più di trecento anni prima del crollo dell’ultimo Califfato in Europa) il re Alfonso I separava infatti il proprio territorio dalla Castiglia (poi divenuta Spagna). I segni di questo antico divorzio politico sono meno evidenti nei vernacoli parlati ai confini dei due Paesi. In questi territori periferici le due lingue si mescolano (come avviene nelle zone di frontiera tra il Brasile e gli altri stati ispanofoni), mentre nella comunità spagnola della Galizia è co-ufficiale una lingua quasi ibrida tra le due: il gallego, differente esito storico della stessa radice che si è poi evoluta nel Portoghese odierno.

Le conquiste coloniali hanno poi fatto il resto, frammentando la pronuncia ed il lessico in un mosaico unico di parlate, dialetti ed accenti differenti che all’inizio può certamente intimorire. Per questa ragione, sempre più spesso i giochi per imparare il Portoghese sono studiati in modo da esercitare negli studenti la comprensione di un vocabolario che rifletta, quanto più possibile, le diverse anime di questa incredibile realtà linguistica, esercitando al contempo il riconoscimento e la pratica delle diverse pronunce.

Europeu ou brasileiro: quale Portoghese studiare?

La prima domanda che viene fatta a chiunque voglia imparare il Portoghese riguarda ovviamente la scelta di una delle sue varianti più conosciute. Questo è particolarmente importante se si è deciso di ricorrere ad un approccio d’apprendimento incisivo: il viaggio di studio. Prima di prenotare qualsivoglia biglietto aereo però –ché vedere il Cristo Redentore di Rio de Janeiro può risultare caro– è meglio fare una premessa su queste famose differenze e riflettere sul perché si è interessati a questa lingua e non ad un’altra. In questo modo, è possibile focalizzarsi sulla parlata specifica del posto in cui desideriamo andare o che ci attrae di più, anche per ragioni professionali.

La Rete offre inoltre moltissime risorse per lo studio, come app per imparare il Portoghese specificatamente studiate per insegnare l’una o l’altra variante. In realtà, queste non sono altro che le due facce della stessa medaglia: per quanto vengano pronunciate in maniera differente rispettano infatti la medesima grammatica. Molto semplicemente, da una sponda all’altra dell’oceano la stessa lingua ha trovato diverse vie per esprimersi e dare un nome alle cose. In questo modo, i lusofoni hanno escogitato maniere differenti –più o meno comprensibili ad un orecchio poco allenato– per rappresentare due mondi altrettanto differenti.

Mentre la variante carioca si diversificava da quella originale, la massiccia e costante emigrazione verso il Nuovo Mondo di europei provenienti dall’ex-madrepatria non ha permesso che il brasiliano si trasformasse in una lingua a sé (come è successo invece in altre ex-colonie: è il caso del creolo di Capo Verde o del papamiento a Curaçao). Lo stesso è accaduto per la variante africana. In Angola e Mozambico –dove pure è lingua ufficiale, affiancato da altre lingue e dialetti nazionali– imparare il Portoghese continua a rivestire un’importanza fondamentale: è difatti impiegato nelle scuole e nell’amministrazione statale. Qui la parlata di Vasco da Gama è, ancora una volta, l’idioma principale delle relazioni internazionali (è una delle lingue ufficiali dell’Unione Africana) ed intercontinentali (con l’UE e l’UNASUD, rispettivamente con l’Europa e l’America Latina), oltre che di collegamento tra le diverse etnie africane che convivono in questi territori.

Qual è il modo migliore per apprendere il Portoghese?

Il portoghese è una lingua che può scoraggiare. Pensare alle sue varianti, al numero dunque vasto di parole ed alle diverse pronunce (più o meno nasali) e grafie da ricordare può far sfuggire la bellezza di una lingua così ricca e variopinta. Tante informazioni, così come la sua vicinanza ed al contempo differenza con l’Italiano, possono insidiare, certo, la motivazione. Anche per questa ragione, sempre più spesso il primo approccio ad una lingua straniera smette di essere quello classico, vale a dire la lezione di tipo scolastico ed il libro di testo, non sempre adatti a trasmettere la bellezza di una lingua così ricca.

Alle vecchie grammatiche gli studenti o semplicemente gli amatori preferiscono allora le app per imparare il Portoghese. Piattaforme di e-learning come Babbel forniscono infatti a chiunque la possibilità di esercitare la lingua e concentrarsi sugli aspetti che più gli interessano –anche mettendo in contatto gli appassionati ed i madrelingua– grazie a percorsi d’apprendimento ed attività interattive studiate appositamente per esercitare e migliorare tutti gli aspetti dello studio: pronuncia, grammatica e vocabolario.

Attraverso veri e propri giochi per imparare il Portoghese –studiati da team di insegnanti, esperti di didattica delle lingue e poliglotti– è così possibile personalizzare al massimo il proprio apprendimento, adattandolo alle proprie necessità. Sempre connesse al computer o con il proprio smartphone (Android e iOS), le nuove tecnologie costituiscono la nuova sfida –in parte già vinta– per l’apprendimento efficacie delle lingue straniere, offrendo un’indubbia flessibilità in termini di tempi e costi. La nuova maniera di insegnamento di applicazioni come Babbel può dunque aiutare lo studente alle prime armi, oppure agevolare lo studio di chi possiede già le basi ma vuole andare oltre; per chi si prepara ad un viaggio nell’incantevole Lisbona o chi desidera affinare l’udito ai suoni della samba.

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