Imparare il francese

“Babbel è il sito che abbatte le frontiere dell’apprendimento linguistico.”

“Babbel, una delle icone del fai da te per l’apprendimento online.”

“Babbel.com, una app di gran successo per l’apprendimento delle lingue.”

Imparare il Francese: alcune ragioni e metodi per farlo

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Ufficiale in 33 nazioni, lingua di lavoro dell’UE e seconda in Europa per numero di parlanti (circa il 12% della popolazione). Il Francese si aggiudica la Medaglia d’Argento anche per il numero di Premi Nobel per la Letteratura (16 esattamente, tra cui Camus e Sartre, citandone solo alcuni) e per gli Oscar al Miglior film straniero (40 nomination e 12 vittorie, considerando solo le pellicole prodotte in Francia, con registi del calibro di Truffaut). Ma non sono solamente culturali i motivi che spingono tantissime persone ad innamorarsi della lingua di Cyrano de Bergerac.

Da Parigi alle Seychelles, tout le monde parle français

Originatosi dal Latino volgare –le prime fonti scritte risalgono al I sec. d.C.– divenne nel tempo la lingua comune nel territorio grossomodo corrispondente all’odierna Francia. Lo “standard linguistico” che noi conosciamo e studiamo oggi deriverebbe, secondo le ricostruzioni fatte dai linguisti, dalla parlata di Parigi, mescolatasi in seguito ad altre lingue e dialetti con cui è venuta a contatto. Il Dictionnaire –pubblicato nel 1694 sotto il regno di Luigi XIV, quando ancora le app per imparare il Francese erano fantascienza– può considerarsi a buon diritto uno dei punti di svolta nello sviluppo di una lingua di cultura destinata a diventare di importanza vitale, tanto in Occidente (basti pensare all’Encyclopédie ed alle idee dell’Illuminismo, della Rivoluzione Francese, etc.) come nelle colonie orientali. Nel mondo, esistono addirittura lingue, originatesi nelle ex-colonie, che sono il prodotto della fusione tra la lingua di Diderot ed altre parlate autoctone. È il caso del creolo haitiano e di quello della Louisiana; ancora oggi vivi in luoghi lontanissimi dalle rive della Senna. Al giorno d’oggi, sapersi destreggiare con l’idioma di Balzac può davvero fare la differenza. La sua enorme diffusione lo rende capace di “raccontare” culture più ricche e diverse di quanto si possa immaginare. Imparare il Francese –rispettando le norme dell’illustre Académie française, che da quasi 400 anni vigila sulla purezza della lingua e promuove eventi culturali ovunque nel mondo– apre alla conoscenza di costumi ed a sfide lavorative o di studio nuove –oltre che a mete di viaggio– pressoché infinite. Qualche esempio? Il Marocco, il lontano Québec o, ancora, il Belgio.

Una risorsa chiave nel mondo del lavoro

Con i suoi circa 220 milioni di parlanti, il Francese è una delle 3 lingue internazionali del nostro tempo ed è pertanto una risorsa utilissima per qualsivoglia viaggiatore, lavoratore o studente. In ogni continente esiste almeno uno Stato francofono, che adotta cioè questo idioma come lingua ufficiale e/o di insegnamento obbligatoria. Moltissime sono poi le ragioni economiche per imparare il Francese. È difatti una delle lingue ufficiali dell’ONU e della NATO, del Comitato Olimpico Internazionale ed in Italia gode di co-ufficialità e speciali tutele in Valle d’Aosta. Inoltre, è una delle lingue dell’Archeologia, della Filosofia e delle Scienze Umanistiche; la sua conoscenza è poi molto utile nel mondo della Finanza e dell’Economia. La Francia è infatti il secondo partner commerciale dell’Italia ed è oltralpe che hanno sede aziende che danno lavoro a 239 mila persone solo nel Bel Paese. BNP Paribas e Total, nomi tra i più grandi al mondo –per profitti e valore di mercato– nascono e prosperano sotto il drapeau tricolore blu, bianco e rosso. E poi il vino, la gastronomia, la moda, lo sport… Non esiste campo o interesse per cui non valga la pena apprendere le basi di questa lingua; per sfida personale o per incrementare le proprie chance lavorative, cercando e provando i più diversi metodi d’apprendimento: corsi, viaggi, giochi o, ancora, app per imparare il Francese.

Apprendere la lingua di Molière viaggiando

Sarà anche un cliché, ma se gli italiani non sono universalmente considerati dei poliglotti, neppure i francesi possono permettersi di salire in cattedra. Le statistiche europee li vedono difatti in testa tra quelli che meno si prestano ad apprendere la lingua di Sua Maestà Britannica. Fare un viaggio nella vicina Francia allora –magari degustando i vini della Borgogna– oppure trasferirsi nella romantica Parigi o nelle campagne della Loira, è certamente un ottimo modo –seppur costoso, in termini di tempo e denaro– per imparare il Francese o praticare la lingua, facendo al contempo un favore ai nostri cugini e risparmiandogli lo sforzo di cimentarsi con l’Inglese. L’inconveniente di un approccio così diretto? La timidezza iniziale e la paura di sbagliare, facendo magari qualche brutta figura. In realtà, dicono anche i più navigati, commettere errori –in questa lingua più che in altre– è giustificabile, e non solo a causa delle “coniugazioni impossibili” (cit.). Le sue 16 realizzazioni vocaliche (contro le 7 dell’italiano) sono forse l’incubo di tutti i principianti, ma proprio per questo sono stati sviluppati giochi per imparare il Francese e programmi specifici (alle volte anche molto costosi) e corsi online dedicati al miglioramento della pronuncia dei non madrelingua, ad esempio attraverso la registrazione vocale ed esercizi mirati.

Leggere Flaubert per capire meglio noi stessi

Tendiamo a dimenticarlo, ma imparare il Francese, per molto tempo, non è stata affatto una scelta, bensì la normalità per tantissimi “italiani”. I nostri nonni –risalendo fino ai padri del Risorgimento– lo parlavano fluentemente ed alcuni, ad esempio Cavour, si difendevano addirittura meglio nella lingua di du Bellay che in quella di Dante. I cugini d’oltralpe, infatti, hanno dominato –culturalmente e politicamente– la penisola italiana per lunghi anni ed in diverse epoche storiche. Probabilmente, né l’Italiano, né l’Italia sarebbero oggi gli stessi se non fosse esistito il Francese. Conoscerle entrambe, dicono gli esperti, migliora nel parlante la proprietà di linguaggio in ambedue le lingue. Per via della discendenza neolatina, condividono difatti un vocabolario comune che, con i dovuti adattamenti e possibili cambi di registro (più o meno colto, a seconda dei casi), può essere usato sia in una lingua che nell’altra. Questo vuol dire che, a parità di sforzo, è molto più facile per un madrelingua italiano imparare il Francese piuttosto che l’Inglese o il Tedesco, di discendenza germanica.

Film e libri per esercitare la comprensione

L’origine comune può inoltre agevolare l’apprendimento (almeno in forma passiva, ovvero allenando la sola comprensione) anche per chi volesse cimentarsi come autodidatta, ad esempio guardando film o leggendo in lingua originale le opere dei grandi romanzieri (Proust, Gide, etc.). Facendo attenzione e con un po’ di sforzo si possono infatti individuare i punti in comune tra le due lingue. Ad ogni modo, il processo può essere lento e, ovviamente, non dà nessuna garanzia di successo. Pur essendo altamente personalizzabile e, ovviamente, di costo ridotto, è comunque sconsigliabile come unica pratica di studio, per via delle “fastidiose” regole grammaticali. Riparare agli errori derivanti dall’apprendimento “selvaggio” e senza un metodo chiaro può costare caro! Gli amanti della Storia d’Italia e della nostra lingua nazionale, come tutti coloro che credono – sbagliando– di non essere portati per le lingue, non dovrebbero comunque scoraggiarsi e provare con alcuni giochi per imparare il Francese… Ed in effetti –dicono gli esperti, economisti e linguisti– per un italiano è più facile e redditizio investire sulla lingua del Carrefour che su quella di Apple (senza per questo smettere, se lo desidera, di richiedere il rimpatrio de La Gioconda o, per dirlo alla parigina, La Joconde!)

Vecchia scuola vs. nuovi sistemi. Babbel per imparare il Francese

Considerata la sua grammatica “antipatica” –incubo di molti appassionati– potrebbe essere controproducente buttarsi a capofitto nello studio dei manuali, magari scegliendo un corso “classico” ed intensivo che rischia poi di annoiare o scoraggiare. L’apprendimento delle lingue straniere è oggi a proprio agio con la tecnologia e sono state sviluppate app per imparare il Francese che possono risultare più efficaci di molti libri di testo. Alcune piattaforme di e-learning, ad esempio Babbel, offrono pacchetti e servizi a costi molto contenuti o in forma gratuita e –grazie all’utilizzo di computer e smartphone (Android e iOS)– grande flessibilità in termini di orari e personalizzazione. In questo modo, realtà come Babbel sono in grado di soddisfare tutti i tipi di studenti, mettendo a disposizione percorsi d’apprendimento, attività interattive e giochi per imparare il Francese studiati appositamente per loro. In aggiunta, sono un utile supporto per tutti coloro che vogliano conoscere le culture francofone ed entrare in contatto con altri appassionati in tutto il mondo. Possono inoltre essere usate parallelamente ad altri percorsi di studio già intrapresi o, semplicemente, nel tempo libero; in vista di un viaggio, per lavoro, studio e piacere, per esercitare e migliorare la propria pronuncia, la grammatica ed il vocabolario.

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