Ridiamo tutti allo stesso modo?

La risata è spesso considerata un’espressione involontaria, ma in realtà è plasmata da molti fattori diversi.
Ridiamo tutti allo stesso modo?

Illustrazione di Fotini Tikkou

Tutti ridono. I bambini ridacchiano, gli anziani sghignazzano e persino gli animali sogghignano di tanto in tanto. Ma non tutti lo fanno allo stesso modo.

Pur essendoci disaccordo su ciò che realmente fa ridere la gente, tutti concordano sul fatto che la risata abbia una funzione sociale. C’è un motivo per cui ridiamo molto di più quando siamo con amici rispetto a quando guardiamo da soli le repliche di Friends su Netflix.

Probabilmente non è una sorpresa, quindi, che la risata sia più di una semplice risposta involontaria a qualcosa di divertente. È un aspetto importante della comunicazione, motivo per cui quando le persone non ridono, può essere alquanto imbarazzante. Ma perché alcune risate sembrano diverse da altre risate? Perché alcune persone si schiaffeggiano le ginocchia e praticamente urlano di gioia, mentre altre fanno solo una risatina forzata? Leggiamo alcuni dei fattori che influenzano i nostri “ahah” e “eheh”.

Come ridiamo fisicamente?

Quando ridiamo, il nostro corpo sta compiendo alcune azioni diverse. Innanzitutto, ci sono almeno due tipi principali di risate: spontanee e non spontanee. Quando fate una risata non spontanea, state solo emettendo il suono della risata “ah ah ah”. La risata spontanea è quando invece si comincia involontariamente a ridacchiare. Potete certamente provare a sopprimere le risate spontanee, ma è un processo molto più subconscio.

Quando iniziate a ridere spontaneamente, il vostro corpo entra in azione. Primo, deve succedere qualcosa per farvi ridere. Può essere una barzelletta, ma molto spesso le risate servono per mantenere una conversazione leggera e amichevole, anche se non sta accadendo nulla di esplicitamente divertente. Si attiva quindi il sistema limbico, che è la parte principale del cervello che governa forti emozioni come la paura e il piacere. Il sistema limbico controlla la risata spontanea, cosa che aiuta a spiegare perché la gente a volte ride quando è spaventata o a disagio. Questo sistema provoca la contrazione di quindici muscoli facciali, dando vita alla cosiddetta “faccia da risate”, e poi l’epiglottide (un lembo di cartilagine nella gola) chiude parzialmente la laringe (dove si trovano le corde vocali), con la conseguenza che il flusso d’aria nella gola viene disturbato. Tutti questi processi hanno come risultato quello che chiamiamo “risate”.

Possiamo dire che, a un certo livello, il suono delle nostre risate è dettato dal nostro corpo. Le persone che hanno voci profonde avranno risate con un timbro più basso  e le persone con voci squillanti avranno risate più acute. Le risate sono praticamente un riflesso della nostra voce. Tuttavia, ciò non tiene conto di tutte le differenze nei suoni che le persone producono. Per approfondire questo aspetto, dobbiamo analizzare le aspettative sociali della risata.

Come ridiamo socialmente?

Ridere può essere un atto spontaneo, ma ciò non significa che non abbiamo alcun controllo su di esso. Forse senza volerlo, emettete un grugnito quando ridete. Purtroppo, la società ha deciso che grugnire è strano, quindi potrebbe essere stato l’imbarazzo a non farvi grugnire più. Come spiega questo esempio, il grugnire, come altre caratteristiche della risata, sono dettate dalle pressioni sociali.

Atlas Obscura ha recentemente parlato di risate e commutazione di codice. Al fenomeno della commutazione di codice ci si riferisce solitamente per descrivere i mutamenti che si verificano nel proprio modo di parlare quando ci si relaziona con altre persone. Ad esempio, potreste dire parolacce davanti agli amici, ma non davanti al vostro capo. E a quanto pare, lo stesso avviene con la risata. A seconda delle persone con cui vi trovate, il modo in cui ridete potrà variare da una risatina a una risata fragorosa. Non ridereste a crepapelle per una battuta che qualcuno vi fa in biblioteca, così  come non vi limitereste a una risatina per una battuta di un amico a una festa. A meno che non sia un cocktail party.

In ogni caso, il vostro corpo inconsciamente analizzerà la stanza e cercherà di creare il giusto tono di e il giusto “suono” di risata. In realtà, abbiamo un intero repertorio di risate diverse che usiamo di volta in volta. Potreste avere la risata che usate quando vi fa una battuta il capo, così come quella che usate quando state flirtando in un bar. A volte perderete il controllo e riderete troppo fragorosamente, fenomeno noto ai funerali, ma, in generale, la risata è dettata dal contesto in cui ci troviamo.

Potreste anche usare la risata non spontanea, che non ha praticamente niente a che fare con quella spontanea. Certo, potreste provare a imitare il suono della risata spontanea quando state cercando di ridere per educazione. Ma quando lo fate, non state usando il sistema limbico. Una risata non spontanea può sembrare quello che volete che sia. Quindi, se qualcuno ride in modo diverso a una battuta che pensavate fosse divertente, forse dovreste cominciare a domandarvi se fosse davvero divertente.

Le persone ridono con un accento?

Potreste aver visto qualcuno riportare una “risata alla francese” da qualche parte online con un “hon hon hon”. Alcuni americani sembrano pensare che questo sia davvero il modo in cui i francesi ridono: con un timbro nasale. Da ciò, potreste pensare che le persone ridano effettivamente in modo diverso a seconda di dove vivono nel mondo. Il problema, tuttavia, è che i francesi non ridono in quel modo, e nessuno è veramente sicuro da dove “hon hon hon” sia venuto fuori.

Eppure, può sembrare che le risate cambino da Paese a Paese. Gli psicologi tuttavia affermano che tutti ridiamo allo stesso modo indipendentemente da dove ci troviamo nel mondo, il che significa che la risata è influenzata solo dall’anatomia e dall’ambiente sociale di una persona. L’unica cosa che potrebbe causare una differenza nelle risate nel mondo sono le aspettative culturali. In un Paese in cui ci si aspetta che la gente sia più sobria, le risate seguiranno questo modello. Non si può certo definire un accento, ma è un aspetto da tenere in considerazione.

Un esempio che dimostra come la cultura possa influenzare la voce, e possibilmente la risata, viene da uno studio di Mark Liberman, che ha scoperto che la società in cui viviamo può influenzare il tono della nostra voce. Confrontando americani e giapponesi, ha scoperto che gli uomini giapponesi tendono ad avere voci più basse degli uomini americani, e le donne giapponesi hanno invece voci leggermente più alte rispetto alle donne americane. Questo è probabilmente dovuto alle diverse aspettative su come dovrebbero apparire un uomo e una donna in queste società. Anche se non ci sono stati studi specifici sulle risate, è probabile che i risultati sarebbero simili.

Le risate possono quindi variare leggermente da cultura a cultura, ma comunque rappresentano senz’altro un linguaggio universale importante. Dopotutto, le risate devono sembrare simili nei diversi Paesi e culture, altrimenti non sarebbe immediatamente chiaro che il suono che sentiamo è davvero una risata.

Non è bello sapere, non importa dove ci troviamo nel mondo, che possiamo comunicare almeno un po’ con una risatina?

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