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Le lingue parlate in Iran

E soprattutto: qual è la differenza tra persiano e farsi?
Le lingue parlate in Iran

Se provenite da un’altra parte del mondo, potreste avere delle risposte errate alla domanda “che lingua si parla in Iran?” Per prima cosa, potreste pensare che in tutti i paesi del Medio Oriente si parli una variante dell’arabo oppure, che in Iran si parli il farsi o il persiano. Sapete che deve trattarsi di una di queste lingue, perché entrambe vi suonano familiari, ma non sapete con esattezza quale delle due.

Innanzitutto, il persiano è la lingua ufficiale dell’Iran, ma non appartiene nemmeno alla stessa famiglia linguistica dell’arabo. Il persiano è infatti un idioma indoeuropeo ed è quindi più imparentato all’italiano, mentre l’arabo appartiene alla famiglia delle lingue afro-asiatiche. In secondo luogo, il persiano e il farsi non sono altro che due termini che indicano la stessa lingua. Il farsi è semplicemente l’endonimo di persiano, ossia è il termine utilizzato dalla popolazione locale per indicare questa lingua. In un certo senso, possiamo dire che corrisponde alla stessa differenza che c’è tra i termini “spagnolo” ed “español”.

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Circa il 62 percento della popolazione iraniana parla il persiano iraniano, mentre per il resto del paese esiste una realtà linguistica molto complessa. In Iran si parlano infatti ben 79 lingue vive, incluse 65 lingue autoctone. Ma diamo uno sguardo più da vicino al panorama linguistico di questo paese.

Quale lingua si parla in Iran?

Persiano (farsi)

Il persiano è la lingua ufficiale dell’Iran ed è noto alla popolazione locale come farsi. Tuttavia, tecnicamente il persiano è una macro-lingua ed include il dari, noto anche come persiano afgano, e il tagico, la lingua parlata in Tajikistan. Inoltre, bisogna considerare anche i parlanti di madrelingua dari che vivono in Iran. Di fatto, è più corretto definire il “persiano” come lo standard scritto letterario con differenze lessicali minime in diverse regioni, mentre il farsi, il dari e il tagico sono le varianti parlate.

Il persiano parlato in Iran può essere inoltre suddiviso nei seguenti dialetti regionali: abadani, ketabi, tehrani, shirazi, shirazi antico, qazvini, mahalhamadani, kashani, esfahani, sedehi, kermani, araki, shirazjahromi, shahrudi kazeruni, mashhadi (Meshed), basseri, yazdi e bandari.

Altre lingue

Se qualcuno vi domandasse che lingua si parla in Iran, però, non basterebbe rispondere con il farsi. Se vengono raggruppati insieme, le lingue e i dialetti tatari (incluso il turco) sono parlati da almeno il 18 percento della popolazione iraniana. Tra questi idiomi, uno dei più comuni è l’azerbaigiano, che è legato strettamente al turco e alla lingua tatara della Crimea e in Iran è parlato da 23 milioni di persone, la maggior parte delle quali vive nella regione nord-occidentale del paese, nota come Azerbaigian iraniano. Ci sono anche numerosi madrelingua turchi che vivono a Teheran mentre nelle regioni a ovest è stanziata una popolazione significativa di curdi che parlano la lingua curda, con più di 5,5 milioni di parlanti totali nel paese.

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Tra le lingue parlate in Iran è compreso anche l’arabo, soprattutto nelle zone situate a sud lungo il golfo persico; tuttavia, solo una piccola percentuale di persone parla l’arabo come lingua madre. Il suo stato è infatti soprattutto un retaggio della conquista islamica della Persia, quando l’arabo divenne la lingua letteraria principale della regione. In realtà, da allora il persiano ha adottato molte parole arabe come prestiti linguistici, oltre ad altre caratteristiche grammaticali.

Molti iraniani parlano correntemente anche una seconda lingua, come l’inglese e il francese. Mentre l’inglese è parlato soprattutto dai più giovani, il francese è diffuso tra le generazioni più anziane, poiché è stato la seconda lingua ufficiale dell’Iran fino agli anni ’50.

In Iran, inoltre, si parlano numerose lingue con gruppi di parlanti più ridotti, tra cui l’ebraico, l’armeno, l’assiro, il georgiano, il circasso e il luri.

Questo articolo è apparso originariamente nell’edizione inglese di Babbel Magazine.

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