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6 città che hanno cambiato nome nel corso dei secoli

È quasi sempre una questione politica, ma a volte anche di scaramanzia.
6 città che hanno cambiato nome nel corso dei secoli

Le città che hanno cambiato nome, e perfino i paesi che hanno cambiato nome, si possono trovare in tutti i continenti. Tra i paesi, l’esempio più celebre è probabilmente quello della Nuova Zelanda. Quest’ultima venne inizialmente battezzata Staten Land dall’esploratore olandese Abel Tasman (a cui si deve anche la scoperta della Tasmania) e, successivamente, ha adottato il nome di Nuova Zelanda, dall’omonima provincia dei Paesi Bassi. In olandese, Zeeland significa, letteralmente, terra (land) del mare (zee). Ultimamente, alcuni politici maori hanno proposto di cambiare il nome della Nuova Zelanda. Il paese verrà davvero ribattezzato Aotearoa, ossia, letteralmente, “lunga nuvola bianca” in maori? È stata lanciata una petizione! 

L’esempio neozelandese è uno dei più celebri, ma non è l’unico. Nel corso del tempo, numerosi territori hanno cambiato nome. Vediamo dunque alcuni dei paesi e delle città che hanno cambiato nome (anche più volte)!

Da Lutezia a Maleventum: 6 città che hanno cambiato nome

1. Parigi (Lutezia)

Quando i tempi cambiano, anche le città si adattano e cambiano nome. Fino al quinto secolo, Parigi si chiamava infatti Lutezia. Un nome lasciato in eredità dai Romani, che, tra l’altro, avevano anche battezzato una delle loro colonie Lugdunum, oggi conosciuta come Lione

(Leggi anche: Appunti per un tour insolito attraverso Parigi)

2. Istanbul (Bisanzio, Costantinopoli)

La città greca di Bisanzio è stata fondata nel 667 a.C.; integrata nell’Impero Romano da Costantino I, Bisanzio è stata rinominata Costantinopoli nel 330. Nel 1453, la presa di Costantinopoli da parte degli Ottomani ha segnato la caduta dell’Impero romano d’Oriente. La città sul Bosforo ha poi conservato il suo nome per diversi secoli. È solo nel 1930, nei primi anni della giovane Repubblica di Turchia, e dopo la dissoluzione dell’Impero ottomano, che Costantinopoli è diventata ufficialmente Istanbul, il nome con cui la conosciamo ora.

3. San Pietroburgo (Pietrogrado, Leningrado)

La storia di San Pietroburgo (in russo Санкт-Петербург) è molto più recente. La capitale degli zar è stata fondata nel 1703 sotto il regno di Pietro il Grande. In tre secoli, tuttavia, la città ha avuto abbastanza tempo a disposizione per mettersi alla pari con Istanbul nella corsa ai cambi di nome. Contrariamente alla credenza popolare, il nome San Pietroburgo (ossia “città di San Pietro”) non si deve al suo fondatore, ma rende piuttosto omaggio all’apostolo. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, San Pietroburgo divenne Pietrogrado (Петроград). Il suffisso “-grad” deriva dalla parola russa город (gorat) che sta per “città”. La città russa, che ha perso il titolo di capitale in favore di Mosca, ha mantenuto per dieci anni questo nome, che onora la cultura slava.

Quando Vladimir Il’ič Ul’janov, meglio conosciuto come Lenin, morì nel 1924, Pietrogrado, prima San Pietroburgo, cambiò ancora una volta nome, trasformandosi in Leningrado (“città di Lenin”). San Pietroburgo ruppe così definitivamente con il proprio passato, acquisendo un nome completamente sovietico. Nel 1991, in seguito al dissolvimento dell’URSS e ad un referendum, San Pietroburgo ha ritrovato il suo nome d’origine.   Oggi come oggi, molti russi sembrano continuare questa lunga tradizione di cambi di nome: fanno riferimento alla città in modo affettuoso usando il soprannome Piter (Питер). La regione in cui si trova la seconda città della Russia, però, si chiama ancora oblast’ di Leningrado (Ленинградская область).

4. New York (New Amsterdam)

Tra le altre città celebri che hanno cambiato nome, non va dimenticata la città che non dorme mai. All’inizio del diciasettesimo secolo, quando New York era ancora una colonia olandese, il suo territorio portava il nome di Nuova Amsterdam (Nieuw Amsterdam). In precedenza, aveva portato brevemente il nome di Nuova Angoulême. Nel 1673 e 1674, gli olandesi occuparono di nuovo la baia di Hudson e ribattezzarono la città Nouvelle-Orange (Nieuw Oranje). Gli inglesi hanno tenuto a cambiare il nome di New York, ma, d’altro canto, hanno mantenuto il nome dato dai francesi a New Orleans (La Nouvelle-Orléans).

5. Tokyo (Edo)

A più di 10.000 km da New York troviamo la capitale del Giappone: Tokyo. Ma questa città non si è sempre chiamata Tokyo: fino al 1868, era conosciuta con il nome di Edo (江戸), che si traduce come “porta del fiume”. L’imperatore Meiji volle chiamarla “capitale dell’est”, in giapponese, per l’appunto, “Tokyo” (東京), per contrapporla all’antica capitale Kyoto (京都). Si possono trovare anche altri esempi in Asia: in Vietnam, il nome ufficiale di Saigon è stato città di Ho Chi Minh a partire dal 1975.

6. Benevento (Maleventum)

La leggenda narra che fu un eroe greco, Diomede a fondare Benevento, e non saremo certo noi a smentire il mito. Ad ogni modo, il nome originario di questa città pare fosse Maloenton, che poi i romani tramutarono in Maleventum. Fu nei pressi di Maleventum, nel 297 a.C. che i romani sconfissero Pirro nel corso della terza guerra Sannitica. Dal 268 a.C., anno nel quale i romani si stanziarono nell città, il nome venne cambiato: siccome Maleventum veniva considerato un nome dai cattivi presagi, la città venne rinominata Beneventum.

Le città italiane che hanno cambiato nome

Benevento è il caso più eclatante, ma ci sono tante altre città che hanno cambiato nome in Italia. Nella gran parte dei casi, il responsabile è il regime fascista. L’Aquila, per esempio, è sempre stata nota come “Aquila”, ma il suo nome venne cambiato in “Aquila degli Abruzzi” dopo l’Unità d’Italia. Nel 1939, il regime di Mussolini decise di cambiare nuovamente il nome in L’Aquila, nome conservato fino ad oggi. Una storia simile riguarda Enna, che fino al 1927 era nota come Castrogiovanni. Il nome latino era Henna, ed aveva resistito fino all’undicesimo secolo, fino all’arrivo dei Normanni, cioè. I fascisti decisero dunque di tornare al nome classico. Lo stesso destino di Agrigento, che quando venne conquistata dai Normanni divenne Girgenti ma che dal 1927 tornò al suo antico nome romano. Una delle poche città che ha cambiato il nome dopo la caduta del fascismo è Latina: com’è noto, Latina venne edificata da zero dal regime fascista a seguito della bonifica dell’Agro Pontino e allora si chiamava Littoria. Ma il legame con il regime di Mussolini era troppo evidente e così nell’aprile del 1945, poco prima della liberazione, la città cambiò nome in Latina, mantenendo la sigla della provincia utilizzata precedentemente ma tagliando nettamente i ponti con il suo passato.

(Leggi anche: L’influenza araba in spagnolo)

Le numerose città che hanno cambiato nome in Francia

Insomma, la politica è in gran parte responsabile dei cambi di toponomi. All’indomani della Rivoluzione francese, per esempio, anche la Francia si fece contagiare dalla mania di cambiare nomi ai centri urbani. Numerose città vennero ribattezzate dai rivoluzionari. O meglio: non ci fu nessun battesimo. Ci si impegnò piuttosto a eliminare qualsiasi connotazione cristiana e monarchica. Nel dipartimento del Loiret, Bucy-le-Roi è diventata “Bucy-la-République”. Grenoble si liberò dal giogo della nobiltà e diventò “Grelibre”. La stessa Versailles, città simbolo del potere monarchico, stava per essere ribattezzata “Berceau-de-la-Liberté” (“Culla della libertà”). Durante l’inverno del 1794, Marsiglia è stata brevemente definita “ville-sans-nom” (“città senza nome”).  Nello stesso periodo, Lione adottà il nuovo nome di ”Commune-Affranchie” (“Comune affrancato”) mentre Bordeaux divenne “Commune-Franklin” (“Comune Franklin”). Gran parte dei nomi originali, ad ogni modo, tornarono con la Restaurazione.

Le città che hanno cambiato in nome in Russia

Se dovessimo individuare il paese che detiene il primato nell’arte di ribattezzare le città, opteremmo sicuramente per la Russia. San Pietroburgo è solo una delle tante città sovietiche che hanno cambiato nome.  L’imperatrice Caterina II, nota come “Caterina la Grande”, aveva dato il suo nome a molte città dell’Impero: Ekaterinburg, Ekaterinodar, Ekaterinoslav… Queste città sono poi diventate rispettivamente Sverdlovsk, Krasnodar e Dnipropetrovs’k. Sverdlovsk è tornata a chiamarsi Ekaterinburg nel 1991. Dnipropetrovs’k, in Ucraina, ha rimosso dal proprio nome l’omaggio al rivoluzionario  Grigori Petrovski, diventando semplicemente Dnipro. Krasnodar conserva il suo nome ancora oggi.

Nella regione di San Pietroburgo, ex Leningrado, l’attuale cittadina di Puškin si chiamava un tempo Tsarskoe Selo, che si traduce letteralmente con “villaggio degli zar”. L’area che ospitava la residenza estiva degli zar fu inizialmente ribattezzata dai bolscevichi Detskoe Selo (“Villaggio dei bambini”). Nel 1937, in occasione del centenario della morte del poeta Puškin, adottò ufficialmente il nome attuale. Nel 1936 morì un altro grande scrittore russo, contemporaneo di Lenin: Maxim Gorky. Ma la sua memoria rimase ben salda grazie a Gorki, il nuovo nome della sua città natale, Nižnij Novgorod. L’URSS, in quanto alla toponomastica, si è spesso ispirata ai suoi leader e ai suoi eroi.

Lenin, il cui vero nome era Vladimir Il’ič Ul’janov, ha lasciato il suo nome di famiglia alla città di Ul’janovsk, che in precedenza si chiamava Simbirsk. La città di Perm’, a un certo punto, è diventata Molotov, prendendo il nome del diplomatico russo, usato anche per battezzare il celebre cocktail esplosivo. Il nome di Stalin venne dato invece a Stalino (oggi Donec’k), Stalingrado (oggi Volgograd) e Stalinabad (oggi Dušanbe, capitale del Tagikistan). Dopo la morte del leader sovietico, la Polonia scelse il nome Stalinogród per ribattezzare Katowice (tra il 1953 e il 1956). Dopo la Seconda guerra mondiale, la Polonia aveva già cancellato le tracce tedesche di Danzica, abbandonando il nome tedesco Danzig in favore del polacco Gdańsk. I sovietici fecero lo stesso con Kaliningrad, ex-Königsberg.

Il muro di Berlino è caduto, la cortina di ferro non c’è più, ma le tradizioni continuano. Nel 2019, in Kazakistan, paese dell’Asia centrale che in precedenza faceva parte dell’URSS, la capitale Astana è diventata Nur-Sultan. Il nome rende omaggio a Nursultan Nazarbaev, che si è dimesso dopo 29 anni alla presidenza del paese. Conosciuta inizialmente con il nome di Akmola e poi di Akmolinsk, la capitale kazaka si è chiamata anche Celinograd, prima di adottare il nome Astana nel 1998. 

Anche i paesi possono cambiare nome?

E i paesi? Anch’essi a volte cambiano nome, proprio come le città: 

  • Nel 1972, l’isola di Ceylon è stato ribattezzata Sri Lanka; 🇱🇰
  • Nel 1975, il Dahomey è diventato Benin; 🇧🇯
  • Nel 1984, l’Alto Volta ha deciso di cambiare il proprio nome in Burkina Faso; 🇧🇫
  • Dal 1997, lo Zaire si chiama Repubblica democratica del Congo; 🇨🇩
  • Dal 2018, lo Swaziland si chiama eSwatini; 🇸🇿
  • Nel 2019, la Macedonia (ufficialmente ERJM, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia) ha cercato di risolvere il proprio conflitto con la vicina Grecia diventando la Macedonia del Nord. 🇲🇰

A volte, come succede per le città, ci vuole del tempo perché le persone inizino a chiamare i paesi con i loro nuovi nomi ufficiali. Un esempio è il Belarus, che in Italia viene ancora chiamato Bielorussia, nonostante le raccomandazioni del Paese in questione. Nessuno parla di Repubblica slovacca per far riferimento alla Slovacchia, però siamo abituati a usare il nome “Repubblica ceca”: quest’ultimo nome, dal 2018, è stato ufficialmente rimpiazzato dal più breve “Cechia”!


Questo articolo è apparso originariamente nell’edizione francese di Babbel Magazine.

📸 : Claudio Giuliani, su gentile concessione dell’autore

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Arnaud Bernier
Arnaud è dipendente dalle lingue. Dopo il suo "esilio" a Réunion a 10 anni, ha iniziato a prendere coscienza della bellezza delle diverse culture. Oggi è blogger appassionato e viaggiatore insaziabile ed è affascinato dal mondo russo. A volte sogna di lasciare tutto per ritirarsi in Siberia.
Arnaud è dipendente dalle lingue. Dopo il suo "esilio" a Réunion a 10 anni, ha iniziato a prendere coscienza della bellezza delle diverse culture. Oggi è blogger appassionato e viaggiatore insaziabile ed è affascinato dal mondo russo. A volte sogna di lasciare tutto per ritirarsi in Siberia.

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