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5 cose da sapere per lavorare a Londra

Per lavorare in Inghilterra serve l'inglese commerciale ma anche... un nuovo stile di vita: ecco le 5 cose da sapere prima di trasferirsi

Siete appena atterrati a Londra: le valigie ancora da disfare, nostalgia di casa, dizionario di inglese alla mano e la strana sensazione dei piedi nudi sulla moquette. Avete esplorato il vostro quartiere alla ricerca di cibo decente (o almeno in qualche modo familiare), ma siete riusciti a trovare solamente tre ristoranti vietnamiti, quattro indiani e due pub che servono solo "fish and chips".
Continuate a guardare le foto che i vostri amici caricano in Instagram: luoghi familiari, aperitivi in terrazza a ottobre (mentre voi state congelando). Cercate il sole in questi cieli nuvolosi e ritardate il più possibile il momento in cui dovrete indossare il cappotto pesante.
È chiaro: dovete proprio iniziare ad ambientarvi.

Finalmente arriva il primo giorno di lavoro: vi siete dati da fare per arrivare fin qui. State sfoggiando il vostro migliore outfit casual-chic e adesso dovete solo sopravvivere alle prime ore imbarazzanti in ufficio, cercando di integrarvi con i colleghi per capire chi è il più simpatico e qual è il posto migliore per la pausa pranzo.
Un attimo, però, non correte troppo. Qui non è come "a casa".

Ecco quali sono le 5 differenze principali con l’ambiente di lavoro britannico (e no, non stiamo parlando solo dell’inglese commerciale!)

Non aspettatevi di diventare amici dei colleghi

Quando arriverete in ufficio, qualcuno vi porterà alla vostra postazione e vi lascerà lì. La collega che siede accanto a voi vi darà un’occhiata veloce, ma non vi saluterà né vi chiederà il vostro nome. Eh sì: i britannici sono molto educati, ma dal nostro punto di vista "del Sud", forse, troppo freddi. Che il tempo li influenzi?

Pranzo di fronte al computer

Arriva l’ora di pranzo e voi siete lì che aspettate che qualcuno vi rivolga la fatidica domanda: "Vuoi venire a mangiare con me in un posticino fantastico che ho appena scoperto?"
Ma non succede niente.
Alle 12 in punto qualcuno si alza, voi non avete neanche fame perché è troppo presto… però pur di unirvi al gruppo, siete disposti a consumare un pranzo leggero. State lì alla vostra scrivania, vi guardate in giro con la speranza che qualcuno vi inviti… ma niente: finirete per mangiare in tutta fretta un sandwich confezionato senza neanche smettere di lavorare.

Il feedback misterioso

È passato un mese dal giorno in cui avete iniziato il nuovo lavoro e il vostro capo ha organizzato una riunione per discutere il vostro rendimento. Per un’ora e mezza, vi dice che alcune cose le fate perfettamente e che altre le svolgete "meno perfettamente". In conclusione, non riuscite a capire se state facendo bene il vostro lavoro. Il feedback è positivo o negativo? Mistero: i britannici sono famosi per girare attorno alle cose senza andare dritti al punto.

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Educati… a volte

Anche se avete iniziato solo da un mese e molte persone ancora non conoscono il vostro nome, abituatevi ai nomignoli. Vi avvertiamo, però, che non significano molto: se qualcuno vi chiamerà "love", "darling" o "sweetie", non lo farà perché vi vuole particolarmente bene. Ve ne accorgerete quando anche l’autista del bus o la commessa del supermercato vi apostroferà allo stesso modo. È un semplice nomignolo, i sentimenti non sono coinvolti.

Lo shock ufficio-pub

La giornata lavorativa è finalmente finita: è ora di tornare a casa, fare la spesa, fare il bucato, chiamare a casa… Cosa?!? È ora della birra! Staccate dal lavoro e andate direttamente al pub a bere pinte di birra come se non ci fosse un domani. La cena? Non serve: bisogna ubriacarsi, bisogna farlo assieme e il cibo non è incluso nell’equazione.
Preparatevi: quei colleghi che ancora non vi hanno rivolto la parola verranno da voi, vi racconteranno barzellette, parleranno ad alta voce… insomma, tutto il contrario di quello che ricordate da "Downton Abbey". Che fare? L’idea migliore è quella di ordinare un’altra pinta!

Questo articolo è dedicato a mia sorella che si è trasferita da Madrid a Londra qualche mese fa e che, anche se parla inglese come la Regina, sta cercando di sopravvivere allo shock dell’Earl Grey al posto del caffè.

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