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Tutte le regole della punteggiatura italiana

Il dubbio se mettere una virgola in più o in meno esiste sempre: ecco quali sono le regole da seguire.
Tutte le regole della punteggiatura italiana

Quando parliamo e scriviamo, gli errori sono all’ordine del giorno, e non c’è nulla di male nell’ammetterlo. Se doveste scegliere l’aspetto più ostico della lingua scritta, quale scegliereste? Per molte persone, è la punteggiatura. Si tratta di una parte molto importante del linguaggio, ma anche una delle più complicate da imparare, perché la punteggiatura a volte ha delle regole poco precise. Ad ogni modo, ci sono dei punti fermi: in questo articolo scopriremo quali sono le regole di punteggiatura italiana che bisogna tenere a mente!

Le più importanti regole di punteggiatura italiana

I principali segni di punteggiatura italiana

Prima di cominciare, è utile sapere quali sono i segni di punteggiatura (o segni di interpunzione) più comuni in italiano

  • Il punto: .
  • La virgola: ,
  • Il punto e virgola: ;
  • I due punti: :
  • I punti di sospensione:
  • Il punto di domanda: ?
  • Il punto esclamativo: !
  • Le parentesi: ()
  • Le virgolette: “”, ‘’, « »

Una delle regole di punteggiatura italiana più importanti da tenere a mente è l’uso dello spazio dopo la punteggiatura. In italiano, lo spazio va sempre dopo i segni di interpunzione e mai prima. 

A: Ieri sono andata dal dottore perché non mi sentivo bene.

B: Spero vada tutto bene! 

A: Sì, grazie! Tu come stai, invece?

B: Non c’è male, grazie per avermelo chiesto!

Ci sono però delle importanti eccezioni: per le parentesi e le virgolette, lo spazio va messo prima e non dopo, mentre per i trattini va messo prima e dopo.

Siccome il punto, il punto di domanda e il punto interrogativo interrompono il periodo, dopo questi segni di interpunzione va usata la lettera maiuscola (a meno che il punto non venga usato per un’abbreviazione). Tutti gli altri segni di punteggiatura sono seguiti dalla lettera minuscola.

A cosa servono i segni di punteggiatura italiana?

La punteggiatura, nella grammatica italiana, ha fondamentalmente tre funzioni:

  • creare le pause nel discorso;
  • segnalare rapporti di coordinazione e di subordinazione sintattica, cioè la gerarchia tra i periodi;
  • suggerire il tono del discorso.

Uso del punto

Cominciamo dal punto, o punto fermo. Le regole di punteggiatura in italiano per quanto riguarda il punto sono piuttosto facili: si usa per terminare una frase affermativa. Inoltre, il punto viene utilizzato per le abbreviazioni (ad es., ecc., lett.).

Uso della virgola

Non c’è dubbio che la virgola sia, tra tutti i segni di interpunzione, quello più difficile da usare. Il motivo è semplice: la virgola svolge moltissime funzioni. Ecco alcune delle regole di punteggiatura sull’uso della virgola. Si usa:

  • quando si sta facendo una lista di elementi (Ho mangiato del gelato, un po’ di frutta, la cioccolata e ho terminato con il caffè);
  • prima di una congiunzione, per cambiare il ritmo della frase (Non ho detto che verrò, ma potrei);
  • per mettere in risalto una parola o una frase che aggiunge delle informazioni e per isolarla dal resto del periodo; nel caso di una frase si parla di “proposizioni incidentali” perché funzionano come un inciso (Mara, che non ha mai amato il tennis, andrà a Wimbledon la prossima settimana);
  • in un periodo ipotetico, per separare le due parti (Se mi avessi chiamato, lo sapresti).

Ci sono anche dei casi particolari in cui l’uso della virgola o meno cambia il senso della frase, e cioè nelle frasi relative. Se per esempio diciamo:

  • I bicchieri che sono arrivati intatti sono molto belli.

Intendiamo dire che, ahinoi, non tutti i bicchieri sono arrivati intatti. Se invece mettiamo una virgola, come in:

  • I bicchieri, che sono arrivati intatti, sono molto belli.

Intendiamo che tutti i bicchieri sono arrivati intatti e sono molto belli. Questa funzione della virgola diventa quindi cruciale per veicolare il messaggio che desideriamo.

Va comunque detto che l’uso della virgola, a parte qualche regola come quelle che abbiamo enunciato, è anche influenzato dallo stile di scrittura. Per esempio, avrete sentito dire che la virgola non va mai prima della congiunzione “e” perché sarebbe ridondante, ma si tratta di un falso mito, visto che molti scrittori lo fanno di tanto in tanto per questioni di stile. Ci sono comunque dei casi in cui la virgola non va mai messa, tra cui:

  • tra soggetto e verbo;
  • tra verbo e complemento oggetto;
  • tra sostantivo e relativo aggettivo.

Uso del punto e virgola

L’uso del punto e virgola è forse una raffinatezza per scrittori, ma in realtà può rivelarsi molto utile. Come è facile intuire, segnala una pausa più lunga della virgola e meno lunga del punto, ma quando va usato il punto e virgola? Beh, appunto quando crediamo che una virgola non sia abbastanza ma non vogliamo interrompere bruscamente il discorso. 

Uno degli esempi in cui torna più utile è quando vogliamo collegare due periodi con soggetti differenti ma che hanno un forte legame tra loro (Il regista si arrabbiò e cominciò a strepitare; l’attore, per tutta risposta, se ne andò sbattendo la porta). 

Un altro uso molto utile del punto e virgola è quando state enumerando molti elementi e avete bisogno di un separatore più forte della virgola (per esempio, se c’è una lista puntata dovreste usare il punto e virgola, non la virgola).

Uso dei due punti

I due punti si utilizzano per introdurre o annunciare qualcosa (È giunto il momento di dirvi la verità: non ho comprato il divano). Inoltre, vengono spesso usati per introdurre un discorso diretto (Paolo si girò e disse: “Venite a vedere le bancarelle con noi”).

Uso dei punti di sospensione

I punti di sospensione sono sempre tre e hanno la funzione particolare di esprimere un dubbio, una lunga pausa o anche per aggiungere suspence (E il vincitore è… Luca Marinelli!)

Uso del punto esclamativo

Il punto esclamativo aggiunge particolare enfasi ad un’affermazione (dalla gioia alla rabbia, dalla sorpresa alla delusione). Viene anche utilizzato per sottolineare un ordine (Vieni! Ho bisogno di parlarti.)

Uso del punto di domanda

L’uso del punto di domanda è probabilmente la cosa più semplice da imparare per quanto riguarda le regole di punteggiatura italiana, che ricalcano quelle di quasi tutte le altre lingue più parlate al mondo (tranne lo spagnolo): si usa infatti per indicare che si sta domandando qualcosa (Cosa non ti è chiaro dei segni di interpunzione?)

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