Il bilinguismo nell’insegnamento

Il nostro Vanny ha analizzato il cosiddetto Content and Language Integrated Learning e ha esplorato tutti i benefici derivanti dall’essere bilingui.
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Il bilinguismo nell’insegnamento

Illustrazioni di Carolina Búzio

Durante gli ultimi anni, il bilinguismo è stato soggetto di studio da parte di molti ricercatori e studiosi.
Che cos’è il bilinguismo?
Quando si parla di bilinguismo ci si riferisce all’abilità di conversare nel modo corretto e abilmente utilizzando due lingue differenti.
Possiamo concentrarci sulla situazione nella quale un bambino cresce assieme a dei genitori che possiedono due lingue madri diverse e le usano entrambe. Se questo processo accade durante i primi cinque anni di età, il cervello del bambino è in grado di sviluppare le competenze per comunicare usando entrambe le lingue madri.
Questo non significa che non sia possibile padroneggiare una lingua straniera se la si impara dopo i cinque anni di età. Si può diventare perfettamente abili nel parlare la lingua in questione ad un livello alto ma il percorso da compiere per raggiungere tale obbiettivo sarà molto più arduo.

Quali sono i falsi miti sull’educazione bilingue dei bambini? Scopritelo in questo articolo.

I bambini che crescono in ambienti in cui sono esposti a lingue differenti sin dalla tenera età, possono acquisire entrambe le lingue e di conseguenza utilizzarle per comunicare con le persone che li circondano.
I giovani impiegano queste lingue in momenti diversi e ciò dipende dal contesto e dalle circostanze. Essi possono impiegare una delle due lingue durante le situazioni informali, come ad esempio conversando con amici e parenti. Al contrario, l’altra lingua può venire utilizzata per le situazioni formali, durante le ore di scuola oppure rivolgendosi agli sconosciuti. I genitori di questi bambini dovrebbero supportare il bilinguismo e introdurre questo tipo di conoscenza ai loro figli. Il bilinguismo può rivelarsi molto stimolante e dà la possibilità di scoprire nuove culture. Per di più, non solamente aiuta il bambino a incontrare nuove persone, ma gli permette di essere più sicuro di sé e di allargare le proprie vedute.

Nell’insegnamento, il bilinguismo viene trattato diversamente. Il metodo più utilizzato fino ad oggi è il CLIL, acronimo di Content and Language Integrated Learning.
Il CLIL è una metodologia di apprendimento di una lingua straniera eseguito contemporaneamente all’apprendimento di una disciplina non linguistica.
Durante questo percorso didattico, una lingua straniera, quasi sempre l’inglese, viene principalmente impiegata per insegnare una disciplina e di conseguenza per permettere l’assimilazione di maggiori competenze comunicative di tale lingua.
È fondamentale che la lingua straniera venga appresa attraverso il contenuto delle lezioni e viceversa. Indubbiamente questo processo non avviene facilmente e automaticamente, pertanto è indispensabile che lo studente possegga un livello di competenza linguistica sufficiente per riuscire ad interagire con l’interlocutore che insegna la disciplina e per rendere più semplice l’assimilazione dei contenuti. Questa metodologia comporta l’utilizzo di esercizi e compiti che consentono la produzione linguistica, scritta ma soprattutto orale. È necessario collegare l’apprendimento al contesto per facilitarne la comprensione e la rielaborazione e per questo motivo vengono preferite discipline più semplici, come ad esempio la geografia e le scienze.

L’obiettivo principale del CLIL è quello di promuovere l’insegnamento di due discipline per una crescita educativa, sia da un punto di vista didattico che personale.

Gli insegnanti che utilizzano una lingua diversa dall’italiano per insegnare una materia, possono divedere questo processo in varie fasi che prevedono l’uso della lingua prima in modo limitato, poi alternandola con la lingua madre degli studenti ed infine in modo intensivo. Per migliorare l’apprendimento degli studenti è possibile adoperare degli esempi pratici e utilizzare delle situazioni reali filmate. L’obiettivo principale del CLIL è quello di promuovere l’insegnamento di due discipline per una crescita educativa, sia da un punto di vista didattico che personale.
Tuttavia è possibile favorire l’apprendimento di una lingua straniera con il solo obbiettivo di facilitare il bilinguismo tra gli studenti servendosi dell’immersione linguistica. Attraverso l’immersione linguistica, una lingua straniera viene utilizzata principalmente come mezzo di comunicazione per l’assimilazione dei contenuti.
La lingua scelta, differente dalla lingua madre degli studenti, viene impiegata per l’insegnamento di quasi tutte le discipline previste dal progetto educativo seguito dalla scuola. Attraverso questo processo, gli studenti si ritrovano quindi immersi nella lingua per seguire dei percorsi educativi e interdisciplinari.

Come funziona il cervello bilingue? Leggete qui.

Il bilinguismo può portare numerosi benefici ma molte persone affermano che imparare una lingua straniera sia solamente uno spreco di energie e di tempo. Il fatto di credere che studiare più di una lingua sia inutile e non necessario è probabilmente dovuto dal fatto che le persone bilingui, sia giovani che adulti, possono avere delle difficoltà nel ricordare la stessa quantità di parole in entrambe le lingue. È inoltre probabile che le persone bilingui facciano uso del lessico appartenente ad una lingua mentre conversano nell’altra ma ciò non significa che essi siano confusi oppure che conoscano meno parole rispetto ai parlanti madrelingua.
Senza ombra di dubbio studiare le lingue non è semplice, molte persone possiedono un’attitudine verso questo apprendimento mentre altre persone possono avere un “dono” in altri campi di studio. Inoltre, è necessario prendere in considerazione ogni caratteristica di tutte le lingue. Una lingua appartenente alla stessa famiglia linguistica della nostra lingua madre, è più facile da apprendere anche se si può correre il rischio di commettere gli stessi errori grammaticali in entrambe le lingue.

Gioie e dolori del bilinguismo? Scopriteli in questo articolo.

Nonostante il fatto che il bilinguismo possieda degli svantaggi, i benefici che porta ripagano gli sforzi fatti dagli studenti e dovrebbe essere supportato. Il bilinguismo permette alle persone di potenziare varie abilità tra cui la memoria e l’attenzione e consente di migliorare la propria salute grazie all’allenamento del proprio cervello. Delle analisi recenti hanno rivelato che lo studio di una lingua straniera può posticipare l’insorgere della demenza senile, prevenire gli ictus e migliorare le funzioni cognitive nelle persone anziane. Per concludere, esistono più benefici che svantaggi nell’essere bilingui ma soprattutto, imparare una lingua straniera è divertente.

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