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Canzoni italiane con errori e stranezze (e alcuni suggerimenti per correggerli)

Alcuni le chiamano licenze poetiche, altri errori grammaticali. Stiamo proprio parlando delle canzoni italiane che avrebbero bisogno di una bella revisione a penna rossa!
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Canzoni italiane con errori e stranezze (e alcuni suggerimenti per correggerli)

Illustrazione di Violeta Noy

Credo che ascoltare musica sia da annoverare tra i piaceri assoluti della vita. Non c’è niente di più bello che accendere lo stereo (o mettersi le cuffie) e isolarsi dal mondo facendosi trasportare dalle emozioni che, a prescindere da epoca, stile e genere, i musicisti ci sanno trasmettere.

La musica si può ascoltare ovunque, aiuta a imparare meglio le lingue, in alcuni casi può essere usata come linguaggio universale, ci fa compagnia quando non abbiamo voglia di avere gente intorno, e ci aiuta a comunicare messaggi che non riusciamo a dire a voce (con una di quelle famose compilation in musicassetta che si facevano negli anni ’90, ad esempio).

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A me piace tanto ascoltare musica soprattutto quando, a piedi, mi reco negli uffici di Babbel per iniziare la mia giornata di lavoro. Ascolto i testi e immagino di essere la protagonista di un video musicale che attraversa la città e…

[RUMORE FASTIDIOSISSIMO DI DISCO CHE GRATTA]

Aspetta aspetta aspetta, cos’ha detto il cantante? Non avrà mica sbagliato per davvero quel congiuntivo? Ma com’è possibile?

Scusate eh, ma non c’è licenza poetica o esigenza melodica che possa giustificare certi strafalcioni che si sentono nelle canzoni italiane! Ho raccolto quelli più noti e ho arricchito la lista con le mie personali scoperte.

Buona lettura… e buon ascolto!

“Una carezza in un pugno” di Adriano Celentano

Ma non vorrei che tu a mezzanotte e tre
STAI già pensando a un altro uomo

Ahia. Caro Adriano, sei uno dei miei cantanti italiani preferiti e mi piaci proprio perché sei anticonformista, ma qui la metrica non ti giustifica: la canzone sarebbe stata perfetta e romantica anche con il congiuntivo corretto.

Ma non vorrei che tu a mezzanotte e tre
STIA già pensando a un altro uomo

“Se telefonando” di Mina

Se io rivedendoti
fossi certa che non SOFFRI
ti rivedrei

Forse non tutti sanno che l’autore di questa bellissima canzone è Maurizio Costanzo. Tutti, però, avranno certamente notato l’orripilante strafalcione grammaticale. È una licenza poetica che serve alla metrica ma… il fine giustifica sempre i mezzi?

Mina avrebbe dovuto puntare i piedi e pretendere di cantare le seguenti strofe:

Se io rivedendoti
fossi certa non SOFFRISSI
ti rivedrei

“Prima che esci” di Laura Pausini

Ascolta, prima che ESCI
che SBATTI quella porta
e te ne VAI

Non so proprio da dove iniziare: in questo caso, gli occhi (e le orecchie) iniziano a sanguinare già dal titolo e la maestrina dalla penna rossa che è in me piange e si strappa i capelli di fronte alla reiterazione del misfatto.

Cara Laura, non è troppo tardi. Vogliamo rimediare?

Ascolta, prima che tu ESCA
che tu SBATTA quella porta
e te ne VADA

 

“La locomotiva” di Francesco Guccini

Non so che viso avesse, neppure come si CHIAMAVA,
con che voce parlasse, con quale voce poi CANTAVA

Ma perché? Avevi iniziato bene!

Non so che viso avesse, neppure come si CHIAMASSE,
con che voce parlasse, con quale voce poi CANTASSE

“Un giorno migliore” dei Lunapop

Aspetta almeno un minuto,
non dirmi che non mi vuoi
devo trovare un appiglio,
prima che tu te ne VAI da me

L’appiglio che devi trovare affinché io non me ne VADA sbattendo la porta, è un bel congiuntivo!

Aspetta almeno un minuto,
non dirmi che non mi vuoi
devo trovare un appiglio,
prima che tu te ne VADA da me

“Eri piccola così” di Fred Buscaglione

Poi, è nato il nostro folle amore,
CHE ripenso ancora con terrore.

Lo stesso terrore che mi prende quando vedo che il verbo “ripensare” viene usato come se fosse transitivo? Avresti dovuto cantare così:

Poi, è nato il nostro folle amore,
A CUI/AL QUALE ripenso ancora con terrore.

“Ragazzo fortunato” di Jovanotti

Jovanotti dovrebbe stare in cima alla classifica degli strafalcioni: in questa canzone, sono presenti ben due errori da penna blu. Andiamo con ordine:

Sono un ragazzo fortunato
perché m’hanno regalato un sogno
sono fortunato
perché non c’è niente CHE ho bisogno

Secondo me qualcosa di cui hai veramente bisogno c’è. Ed è una correzione a questo testo. Come? Non ci sta nella melodia? L’artista sei tu, trova una soluzione.

Sono un ragazzo fortunato
perché m’hanno regalato un sogno
sono fortunato
perché non c’è niente DI CUI bisogno

Andiamo avanti:

Sei bella come il sole,
A ME MI fai impazzire

Se stai cercando di conquistarmi, lo stai facendo nel modo sbagliato: “A ME MI” non si dice!

Sei bella come il sole,
E MI fai impazzire

“Ancora tu” di Mogol/Battisti

Ancora tu
ma NON dovevamo VEDERCI più?

Eh no, caro Lucio, casomai:

Ancora tu
ma non dovevamo NON vederci più?

“Un senso” di Vasco Rossi

Voglio trovare un senso a tante cose
anche se tante cose un senso non ce L’HA

Anch’io, Vasco, anch’io. Iniziamo dalla concordanza soggetto-predicato verbale? Il soggetto di questa frase, Vasco, non è “un senso” bensì “tante cose”. Plurale.

Voglio trovare un senso a tante cose
anche se tante cose un senso non ce L’HANNO

 

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