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Insulti vecchio stile, ovvero come offendere qualcuno senza farsi scoprire

Dedicato a tutti quelli che non vogliono rinunciare alle parolacce ma preferiscono gli insulti “vintage”.
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Insulti vecchio stile, ovvero come offendere qualcuno senza farsi scoprire

Illustrazione di Elena Lombardi

Gli insulti desueti sono più educati?

Non ricordo esattamente a che età ho iniziato a parlare – quel che è certo è che ho cominciato presto e ho sempre parlato tanto – tuttavia, una delle cose che rammento con maggiore nitidezza è mia mamma, insegnante elementare, che oltre a correggere eventuali errori e strafalcioni, mi spiegava anche quello che non si doveva assolutamente dire. Non mi sto riferendo a vetusti precetti di galateo – adesso non esageriamo! – bensì ad alcune parole “proibite”.

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“Giulia, non si dicono le parolacce! Non si offende la gente!”

Mia mamma aveva certamente ragione, questo non si discute. Questa frase ha iniziato a risuonare nelle mie orecchie dai tempi dell’asilo – quelli in cui credevo che “cattivo” e “stai zitto” fossero terribili improperi – e la sua eco ancora mi insegue.
Oggi che ho 34 anni, anche se ringrazio i miei genitori per avermi insegnato per bene l’educazione, devo ammettere che un’imprecazione ben piazzata ogni tanto mi riempie di soddisfazione anche se non è rivolta a una persona specifica. Dopotutto, diversi studi hanno dimostrato il potere quasi terapeutico delle parolacce, no?

Che fare quindi? Deludere la mamma o lasciarsi andare all’istinto primordiale della coprolalia?

Amici, sono felicissima di comunicarvi che forse sono riuscita a trovare una soluzione: anziché strillare una di quelle parole – di solito volgari – che ormai, ahimè, imperversano nei social network, ho deciso di optare per un vocabolario più forbito e delicato. Certo, forse la maggior parte di questi epiteti non viene più utilizzata al giorno d’oggi, ma meglio ancora: non c’è niente di meglio che offendere qualcuno senza farglielo capire, no?

Di fronte a un “porca miseria”, a un “maledizione” o a un “ma guarda questo screanzato!” nessuno può davvero lamentarsi o sentirsi offeso.

Ecco una bella lista di “parolacce” vecchio stile, da sfoderare con boria quando proprio non riuscite più a trattenervi e se volete togliervi la soddisfazione di lasciare interdetto il vostro interlocutore.

Lazzarone

Significato: persona vile, spregevole, pigra.

Il vocabolo – di derivazione spagnola – veniva usato in origine per indicare la figura del popolano napoletano.

 

Sciamannato

Significato: disordinato e sciatto.

Ricordate lo “sciamannato” di un nostro precedente articolo?

 

Buzzurro

Significato: rozzo, zotico, sgarbato.

L’appellativo – di origine toscana – veniva rivolto ai montanari che scendevano dal Canton Ticino e dal cantone dei Grigioni per vendere castagne ai mercati. Dopo il 1870, i romani iniziarono a chiamare così gli italiani del nord che si trasferivano nella capitale.

 

Gaglioffo

Significato: inetto, incapace, ignorante.

L’etimologia del termine è incerta, ma si pensa sia il frutto di una crasi tra “gagliardo” e “goffo”.

 

Bucaniere/filibustiere

Significato letterale: pirata

Viene usato per indicare uno scaltro e spregiudicato imbroglione. I termini sono sinonimi.

 

Fannullone

Significato: ozioso, pigro, svogliato.

È un composto di “fare” e “nulla” e, in origine, veniva rivolto agli ultimi re Merovingi (chiamati rois fainéants) che avevano delegato i propri maggiordomi ad esercitare il potere in modo effettivo.

 

Malandrino

Significato: rapinatore, persona malvagia, aggressiva e priva di scrupoli.

Il sostantivo è composto da “malo” e “landrino”. Quest’ultima parte della parola è affine sia al verbo tedesco “landern” (vagabondare) che al toscano “landra” comunemente usato per indicare una donna di malaffare.

 

Manigoldo

Significato: furfante, briccone ma anche, in origine, aguzzino.

Deriva dal germanico “mundwalt” che indicava una persona capace di compiere azioni spietate.

 

Pusillanime

Significato: codardo, vile, meschino.

Dal latino “pusillus” (meschino) e “animus” (anima).

 

Lestofante

Significato: imbroglione, affabulatore.

Da “lesto” (accorto, svelto) e “fante” (inteso come “garzone”).

 

Mascalzone

Significato: persona disonesta e priva di senso morale.

Variazione di “maniscalco” (garzone di stalla) incrociato con “scalzo”.

 

Canaglia

Significato: persona disonesta e malvagia.

Letteralmente “canaglia” è il nome collettivo (dispregiativo) usato per indicare una moltitudine di cani. Di conseguenza, è scorretto rivolgere un “canaglia” a una persona singola.

Ricordate il racconto sul sagittabondo e la sgarzigliona? Eccolo! 

Farabutto

Significato: delinquente, disonesto.

Dal tedesco “Freibeuter” (predone).

 

Citrullo

Significato: sciocco, babbeo.

Variante dialettale napoletana di “cetriolo”.

 

Mentecatto

**Significato: pazzo, squilibrato, insensato. **

Dal latino “mente captus”, preso nella mente.

 

Peripatetica

Significato: prostituta, donna di malaffare, passeggiatrice.

Dal greco Περίπατος (perípatos) che significa “passeggiata” e originariamente utilizzato nella scuola aristotelica per indicare il tipico modo di ragionare passeggiando.

 

Fedifrago

Significato: traditore.

Dal latino “foedifragus”, composto di “foedus” (“patto”) e “frangere” (“rompere”).

 

Villano

Significato: rozzo, incivile, maleducato.

Dal latino “villanus”, cioè abitante della campagna (villa).

Fonti delle definizioni:

Enciclopedia Treccani

Dizionario Corriere (Sabatini Coletti)

 

 

 

 

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