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12 parole di Halloween in inglese che dovete conoscere

Ecco le spaventose parole di Halloween in inglese e la loro origine, iniziando da boo per arrivare fino a zombie.
12 parole di Halloween in inglese che dovete conoscere

Halloween è una giornata importantissima nella vita di tanti bambini. È l’unica festività in cui è perfettamente lecito andare di casa in casa minacciando di causare piccoli danni alle proprietà se non si ricevono dei dolciumi. Anche se può sembrare un’interpretazione un po’ estrema della frase trick or treat (dolcetto o scherzetto), che in genere non costituisce una vera e propria minaccia, questa festività ci offre la possibilità di uscire dall’ordinario. È anche l’opportunità perfetta per imparare come sono nate le parole di Halloween che costituiscono lo spaventoso vocabolario associato a questa paurosa festa.

I termini che si riferiscono al soprannaturale sono, forse in maniera abbastanza ovvia, presenti un po’ ovunque. Gli spiriti sono presenti nelle leggende di tutto il mondo e così lo sono, allo stesso modo, le origini delle parole spaventose. La lettura di queste storie terrificanti può forse aiutarvi a comprendere meglio le tradizioni che hanno dato origine a questa festa spaventosa.

Parole di Halloween: quali sono e da dove vengono

Boo

È un po’ strano se ci pensate, ma i fantasmi hanno un’espressione ad effetto: boo, che corrisponde al nostro “bu”. Tuttavia, poiché questa parola in realtà è un’interiezione, ossia non rientra in nessun’altra categoria grammaticale, ha una funzione diversa rispetto alle altre parole. Per prima cosa, non ha un significato vero e proprio poiché si è originata semplicemente come conseguenza dell’anatomia umana. È infatti uno dei suoni più facili da riprodurre per il corpo umano: per pronunciare la “b” basta spingere l’aria attraverso le labbra chiuse, mentre il suono “oo” (pronunciato come una u lunga), viene prodotto dalla forte vibrazione delle corde vocali al passaggio dell’aria attraverso le labbra arrotondate. È un suono destinato a spaventare le persone, quindi è piuttosto evidente che sia stato associato a una delle cose più paurose che possiamo immaginare.

Tuttavia, non si è sempre utilizzato boo. Fino al diciassettesimo secolo, per questo suono si utilizzava la grafia “bo” o “boh”. Alcuni etimologi fanno persino risalire l’origine di “boh” al greco antico boaein, che significa “gridare a voce alta” ma secondo altri è una teoria piuttosto azzardata. È inoltre probabile che l’utilizzo della grafia boo al posto di boh nel diciannovesimo secolo ne abbia cambiato leggermente anche il significato. I fantasmi classici infatti non gridano più un semplice e rapido “boh!”, ma emettono un inquietante e tremolante “boooooooooo”. Nel corso del diciannovesimo secolo, l’espressione boo acquisì anche altri significati e veniva utilizzata per mostrare disapprovazione o con il significato di “non dire niente”. È una piccola parola molto versatile, sia per i vivi che per i morti.

Ghost (fantasma)

La parola ghost ha origine dal termine dell’antico inglese gast, sebbene il significato sia cambiato leggermente nel corso degli anni. Uno dei significati più antichi di gast è “respiro”, mentre con un’altra accezione equivale al termine latino spiritus, da cui deriva il termine attuale spirit. Sebbene avesse delle connotazioni ultraterrene, il termine gast era usato più per riferirsi alle forze sconosciute che generano la vita, piuttosto che a spettri terrificanti. Tuttavia, la differenza tra questi due concetti è piuttosto sottile e l’uso di gast per riferirsi agli spiriti incorporei è attestato sin dal quattordicesimo secolo. Ciò nonostante, l’espressione ghost story (storia di fantasmi) non apparve fino al 1811, il che indica che la concezione moderna di ghost si sviluppò solo a partire da questa epoca.

Halloween

La storia di Halloween è complessa e ha origini cristiane e pagane che si intrecciano tra loro. Non approfondiremo l’argomento in questo articolo, perché le origini delle parole paurose presentano di per sé questioni etimologiche piuttosto complesse da risolvere.

Per arrivare alla parola Halloween, è necessario sapere alcuni fatti importanti. Per prima cosa, la festività cristiana nota con il nome di Ognissanti che, come implica il nome stesso, è una giornata dedicata alla commemorazione di tutti i santi, si è celebrata il primo novembre per più di 1.000 anni. Secondo, un sinonimo di Saint (Santo) è Hallow, anche se questa parola non viene più usata come sostantivo dalle persone di madrelingua inglese (tuttavia, l’espressione hallowed grounds, per riferirsi ai luoghi sacri, è utilizzata correntemente). Terzo, la sera della vigilia di un giorno festivo veniva talora chiamata even. Il termine si è evoluto nel tempo per diventare eve, utilizzato oggi per indicare il giorno prima di una festività. Quarto, gli scozzesi spesso abbreviavano la parola even in e’en

Verso il 1550, le persone si riferivano al 31 ottobre con il termine Allhallow-even e nel 1724 qualcuno lo abbreviò semplicemente in Hallow e’en. Il nome conobbe un’improvvisa popolarità quando il poeta Robert Burns si riferì alla notte della vigilia di Ognissanti semplicemente come Hallowe’en in un poema del 1785 con lo stesso titolo. Burns non fu il primo poeta a descrivere la festività, ma probabilmente è stato proprio grazie alla sua fama che questo è diventato il nome utilizzato da tutti.

Haunt (infestare)

Ecco una di quelle parole di Halloween che non tutti conoscono: il verbo “infestare” (to haunt) proviene dal francese antico hanter, che significa “visitare regolarmente”. L’uso di questa parola risale al quattordicesimo secolo. Forse non era così strano pensare che anche gli spiriti preferissero frequentare determinati luoghi. Ma come gran parte delle parole, e le parole di Halloween non fanno eccezione, il significato di questa parola sembra risalire a Shakespeare. Il riferimento più antico appare nel 1590 nella sua opera teatrale A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una notte di mezza estate), quando Oberon dice al folletto Puck, “How now, mad spirit! / What night-rule now about this haunted grove?” (Spirito pazzerello! / Che succede stanotte qui nel bosco incantato?) Haunt aveva anche il significato di “avere relazioni sessuali”, ma non abbiamo idea se avesse alcuna relazione con gli spiriti redivivi.

Jack-O’-Lantern

Le zucche intagliate sono il simbolo per antonomasia della festa di Halloween. Sembra poco logico, quindi, che le prime jack-o’-lanterns non fossero fatte utilizzando delle zucche. Nel Regno Unito si usavano le barbabietole e c’è una leggenda irlandese che parla di un uomo chiamato Stingy Jack (letteralmente “Jack l’avaro”), che dopo aver fatto un patto con il diavolo è condannato a vagabondare sulla terra con una rapa illuminata per il resto dell’eternità. Le luci fantasmagoriche che apparivano nelle paludi e negli acquitrini (chiamate anche Will-o’-the-Wisps o fuochi fatui in Scozia e ignis fatuus in altre regioni) venivano attribuite alle passeggiate notturne di Jack-of-the-Lantern o, appunto, Jack O’Lantern. Quindi, una spiegazione per il diffondersi delle jack-o’-lantern nel diciannovesimo secolo deriva appunto da questa leggenda.

Non tutti però concordano nel ritenere che l’origine di questa parola spaventosa derivi dal racconto popolare descritto. Un’altra etimologia fa risalire le jack-o’-lantern al soprannome dei guardiani notturni utilizzato nel 1660 circa, soprannome che in seguito fu utilizzato per le Will-o’-the-Wisps. Quindi, è possibile che le zucche abbiano preso il nome da questi guardiani notturni. In fin dei conti, le jack-o’-lanterns sono delle specie di guardiani notturni contro gli spiriti malvagi.

Monster (mostro)

La parola monstre apparve per la prima volta in inglese all’inizio del quattordicesimo secolo come prestito dal francese monstre. Il termine francese deriva a sua volta dal latino monstrum, che poteva anche fare riferimento a qualche sorta di creatura deforme. Ma, anticamente, il primo significato del termine monstrum era “oscuro presagio”. Il mutamento di significato del termine astratto monstrum, per arrivare a indicare i mostri moderni, è legato al fatto che l’avvistamento di qualche animale strano, che si trattasse di un cervo senza una zampa o di qualsiasi altra anomalia da ciò che era considerato “normale”, era considerato di cattivo augurio. Alla fine del quattordicesimo secolo, monstre poteva anche riferirsi agli animali mitologici, come i centauri. Quindi, verso il 1550 il termine monster veniva utilizzato per riferirsi a un essere umano “mostruoso”, cioè particolarmente crudele o inumano. 

Le depravazioni morali sono state collegate per molto tempo alle deformità fisiche, dovuto alla paura umana per tutto quello che osa discostarsi da ciò che è considerato normale. Vale la pena menzionare, però, che l’utilizzo di caratteristiche fisiche, come le cicatrici, per dimostrare che un personaggio è “malvagio”, è quantomeno ottuso e ha portato alla persecuzione di moltissime persone attraverso i secoli. 

(Leggi anche: Il babau nel resto del mondo)

Spider (ragno)

I ragni si possono trovare tutto l’anno se sapete dove guardare, ma le ragnatele sono un accessorio importante delle decorazioni di Halloween, così abbiamo pensato di includerli nel nostro elenco delle origini di parole spaventose. Inoltre, anche se i nomi di animali tendono ad essere costanti nel tempo, è stato solo nel quattordicesimo secolo che spider (ragno) o, più precisamente, spiþer e (in seguito) spydyr, divenne la parola utilizzata più comunemente per riferirsi a questi aracnidi. Il famoso scrittore medievale Geoffrey Chaucer li chiamava loppe, mentre in inglese antico probabilmente erano chiamati atarcoppe (che significa “testa velenosa”) o renge (che deriva dal termine latino utilizzato per indicare gli aracnidi, aranea). La parola spider sicuramente esisteva già e deriva da una parola proto-germanica utilizzata per indicare il “filatoio”, ma ci è voluto un po’ perché diventasse quella definitiva.

Trick-Or-Treat (dolcetto o scherzetto)

Questa frase, che significa “dolcetto o scherzetto”, è talmente collegata ad Halloween, che è difficile immaginare la festività senza di essa. Eppure, sia la festività che l’usanza del “dolcetto o scherzetto” hanno origini molto più antiche. Prima della pratica del trick-or-treating, in occasione del giorno di Ognissanti i bambini e i poveri andavano di casa in casa per fare il souling, ossia per chiedere le soul-cake o “tortine dell’anima”. Il souling risale al Medioevo ed era una pratica comune in Inghilterra fino agli anni ’30.

La scomparsa del souling coincide quasi perfettamente con le origini spaventose dell’espressione “dolcetto o scherzetto”. Agli inizi del ventesimo secolo, negli Stati Uniti, tutti gli elementi separati di Halloween, come il souling, l’usanza di mascherarsi (o guising) o di decorare la casa con delle zucche si andavano unendo, portati nel paese da immigrati di provenienza diversa, ma soprattutto da quelli originari della Scozia e dell’Irlanda. Senza dubbio l’usanza di fare scherzi e di offrire dolci era già diffusa negli anni ’10, ma fu solo nel 1927 che in due quotidiani canadesi è possibile trovare il primo riferimento a questa forma di ricatto (si scherza). Tuttavia, dovuto alla natura stessa della lingua, è probabile che la frase fosse già di utilizzo comune tra i bambini molti anni prima che apparisse sulla stampa.

Vampire

I vampiri nell’attualità sono collegati strettamente al romanzo di Bram Stoker Dracula, del 1897, che narra la storia terrificante di un conte della Transilvania che si reca nel Regno Unito nel tentativo di acquistare delle proprietà. Tuttavia, non fu Stoker a inventare i vampiri, e il riferimento più antico in inglese a queste creature succhia-sangue si trova in una storia (presumibilmente vera) del 1734 intitolata Travels of Three English Gentlemen (trad. lett: “Viaggi di tre gentiluomini inglesi”). La parola vampire è un prestito diretto dal francese vampire, che a sua volta deriva dal serbo vampir. Se cerchiamo di risalire alle origini di questo termine in un passato ancora più remoto, ci ritroviamo in un territorio nebuloso, sebbene secondo una teoria provenga dalla lingua tartara, che aveva una parola vagamente simile, ubyr, che significava “strega”. 

Werewolf (licantropo)

Il termine usato nell’inglese antico per indicare “uomo” era wer, mentre quello per “lupo” era wulf, per cui l’etimologia di werewolf risulta piuttosto semplice. Le sue origini dimostrano anche che l’idea che alcuni uomini potessero trasformarsi in lupi è molto antica.

Witch (strega)

Può sembrare strano, ma tra la parole di Halloween, witch è quella che è mutata di meno nel corso della storia. Deriva dall’inglese antico wicca e anche se è difficile rintracciare le origini di questa parola spaventosa in un passato più lontano, tuttavia potrebbe essere collegata al protoindoeuropeo weg-, che significa “essere forti”.

Mentre originariamente il termine wicca poteva riferirsi a qualsiasi persona che presumibilmente praticasse le arti magiche, questo finì per essere utilizzato esclusivamente per descrivere le donne. Nel Doom Book, uno dei codici legislativi più antichi scritto da King Ælfred nel nono secolo d.C., appaiono le parole “gealdorcræftigan & scinlæcan & wiccan”, tutti termini per indicare incantatori di sesso femminile. La parola witch è stata utilizzata fino al ventesimo secolo anche per riferirsi agli uomini, ma aveva già una forte connotazione femminile molto prima di allora. Il riferimento più antico dell’utilizzo della parola witch per indicare una donna senza poteri magici ma che semplicemente non piaceva alla gente risale al quattordicesimo secolo.

Zombie

Per indicare i non-morti sono stati usati innumerevoli nomi. Molti di voi non si saranno nemmeno accorti che nelle storie di zombie più famose, come Night of the Living Dead e The Walking Dead, non viene nemmeno utilizzato il termine “zombie”. Tuttavia, “zombie” è, tra le parole di Halloween, la parola standard per indicare i cadaveri rianimati che vogliono mangiare cervelli umani.

È difficile dire esattamente dove si sia originato questo termine, ma secondo molti linguisti, “zombie” proviene dall’Africa Centrale. Fece la sua apparizione per la prima volta nel 1838 in un racconto apparso in un giornale americano e intitolato The Unknown Painter (Il pittore sconosciuto), nel quale un giovane schiavo africano afferma che uno zombi cerca di entrare nella sua stanza, ma gli viene risposto che gli zombi sono solo una “leggenda africana”. Tuttavia, allora gli zombie non erano così diversi dagli spiriti. Fu solo a partire dalla pubblicazione di The Magic Island (L’isola magica) nel 1929 che il termine zombi fu introdotto per indicare i non-morti creati dagli abitanti di Haiti che praticavano il voodoo. Questa storia ha sicuramente creato e perpetuato un enorme numero di terribili stereotipi, ma è vero che gli zombie facevano parte di alcune credenze di Haiti molto prima di diventare un cliché horror americano.

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Thomas Moore Devlin
Thomas è nato in una periferia del Massachusetts e si è trasferito a New York per frequentare l'università. Ha studiato Letteratura inglese e Linguistica alla New York University ma ha trascorso la maggior parte del tempo a lavorare al giornale scolastico. Nel suo tempo libero, ama leggere e arrabbiarsi su Twitter.
Thomas è nato in una periferia del Massachusetts e si è trasferito a New York per frequentare l'università. Ha studiato Letteratura inglese e Linguistica alla New York University ma ha trascorso la maggior parte del tempo a lavorare al giornale scolastico. Nel suo tempo libero, ama leggere e arrabbiarsi su Twitter.

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