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Le 10 parole natalizie in inglese che dovete conoscere

I termini più utilizzati a Natale, la loro origine e la loro storia.
Le 10 parole natalizie in inglese che dovete conoscere

Al Natale non si scappa: in tanti lo amano, qualcuno lo teme, altri non vedono l’ora che finisca. Ma è impossibile non essere coinvolti dallo spirito natalizio: a novembre, poco dopo Halloween, cominciano ad essere allestite le prime decorazioni, le prime timidi luci cominciano a fare capolino e qualcuno comincia già a pensare ai regali. Tentare di evitare tutto ciò è semplicemente impossibile: quale migliore occasione per imparare (o ripassare) le parole natalizie in inglese?

Alcune di queste parole, poi, nascondono una storia davvero particolare. Si tratta di storie che aggiungono un tocco di magia a un periodo dell’anno che forse non ne avrebbe ulteriore bisogno: ma chi siamo noi per levarci questo sfizio? Ecco quindi le 10 parole che abbiamo scelto!

Un viaggio magico con le parole natalizie in inglese

Fir tree (Abete)

Tra le parole natalizie in inglese ci sono molti rappresentanti del mondo botanico. Per esempio: l’abete. Tanto per cominciare, abete è un nome generico che comprende 48 specie diverse di alberi. Ad ogni modo, in Italia la specie di gran lunga dominante è l’abete bianco e quindi, se siete tra coloro che non vogliono saperne di avere un albero di Natale di plastica, sappiate che l’albero a cui state infliggendo una poco simpatica esperienza è molto probabilmente un Abies alba. In inglese abete si dice “fir tree”, che deriva dal norrendo fyri o dall’antico danese fyr. Sul termine italiano c’è molta incertezza, alcuni lo fanno derivare da “abeo” e quindi vorrebbe dire, colui che va dal basso all’alto (il che identificherebbe gran parte delle piante conosciute, a dire il vero), mentre un’altra interpretazione fa derivare abete dal greco ἄβιος, che significa longevo.

Mistletoe (Vischio)

Sempre nell’ambito della botanica, non potevamo non menzionare il vischio, una pianta sempreverde che nasconde un lato oscuro. Tanto per cominciare, le sue bacche sono velenose, se assunte in forma concentrata. Il succo delle bacche, inoltre, essendo molto colloso veniva utilizzato per cacciare piccoli uccelli (e infatti vischioso è un sinonimo di appiccicoso, così come si può rimanere invischiati, cioè intrappolati, in una situazione spiacevole). Inoltre, essendo una pianta parassitaria, il vischio provoca una malattia delle piante che viene chiamata “scopa delle streghe” o “scopazzo“. In inglese, invece, il vischio si chiama “mistletoe”, ma se pensate che abbia qualcosa a che fare con le dita dei piedi (“toes”), pensate male. Pare che mistletoe abbia a che fare con un’antica parola germanica che significa “sterco”, visto che il vischio si diffonde tramite le feci degli uccelli. Romantico, no?

Holly (Agrifoglio)

Una pianta di agrifoglio.
Rob Hodgkins | Flickr | CC BY-SA 2.0

Tra le parole natalizie in inglese non poteva certo mancare holly, cioè l’agrifoglio, un’altra pianta che è indissolubilmente legata con il Natale. Come il vischio, anche le bacche dell’agrifoglio possono risultare velenose; inoltre, le sue foglie sono molto pungenti ed è proprio per questo motivo che l’agrifoglio viene chiamato anche pungitopo. I suoi rami, infatti, venivano utilizzati, per tenere distanti i topi dalle provviste. Per quanto riguarda l’origine del nome inglese, holly, pare che la parole derivi dal proto Indoeurope *kel, che vuol dire tagliare, pungere.

Ho Ho Ho (Risata di Babbo Natale)

Ecco una di quelle parole natalizie in inglese che sono avvolte da una patina di mistero. Ci ha deciso che Babbo Natale debba per forza ridere con “ho ho ho”? Il merito è di A Visit from St. Nicholas, una poesia natalizia datata 1823, che rappresenta il punto di svolta della moderna rappresentazione di Babbo Natale (e non solo). Nella poesia, tradizionalmente attribuita a Clement Clarke Moore, si legge che Babbo Natale ha “una bella panciotta tonda, che scuote quando ride”. Ecco perché si è trattato di rappresentare questa risata con “ho ho ho”: per dare l’idea di una risata ampia e profonda. Non una risata stridula o sommessa, ma quella genuina di un signore avanti con gli anni.

Ribbon (Nastro)

Nastro è una delle parole più versatili della lingua italiana: il nastro può trasportare qualcosa, può essere inciso per ascoltare la musica o vedere un film, può essere usato per incollare, per legare, per adornare… La parola inglese, “ribbon”, ha origini antiche e pare che sia legata ad un’antica parola germanica, da cui deriva anche Band (“nastro” in tedesco). A Natale il nastro è un elemento essenziale, chiaramente per i regali, ma non solo: è la decorazione per eccellenza, che può adornare il corrimano di una scala, l’albero di Natale o il cesto natalizio ricco di leccornie.

(Leggi anche: Non solo parole natalizie in inglese: le 12 parole di Halloween che dovete conoscere)

Sledge (Slitta)

La slitta di Babbo Natale coi Lego
Bill Ward | Flickr | CC BY 2.0

Sled, sledge o sleigh: ci sono vari modi per indicare la slitta in inglese e la preferenza dipende dalla zona: nell’inglese britannico si preferisce sledge, in quello americano sled, in Australia c’è parità tra sledge e sleigh. Per chi parla un po’ d’inglese, non sarà difficile rintracciare l’origine di questa parole, che viene dall’olandese del Basso Medioevo slēde e vuol dire scivolare (in inglese, “to slide”). E il termine italiano per indicare il mezzo di locomozione di Babbo Natale, naturalmente, ha la stessa origine. La cosa singolare è che in Italia si è anche inventato un verbo, slittare, che ha il significato di “far rinviare”.

Jolly (Allegro/a)

Ecco una delle parole natalizie in inglese che si sentono più spesso e che è praticamente un tutt’uno con questa festività. Jolly, che significa essere allegri, la si trova nelle canzoni di natale, nelle cartoline, negli spot pubblicitari, nelle GIF che si scambiano i 50enni su Whatsapp e chi più ne ha, più ne metta. Del resto, è o non è il periodo più allegro dell’anno? Jolly, etimologicamente parlando, deriva dall’antico francese joli, ma non è chiaro se questa parola venga a sua volta dal norreno o dal latino. Sia come sia, è abbastanza curioso che jolly in italiano abbia un significato differente, dato che questo termine indica la “matta” delle carte o una persona molto versatile che può essere impiegata in vari ambiti (uso, in questo caso, mutuato dallo sport). Ma se in inglese la carta si chiama joker, perché noi la chiamiamo jolly? È presto detto: joker in realtà è un’abbreviazione di jolly joker: gli inglesi hanno privilegiato la seconda parola, noi la prima.

Chimney (Camino)

Troppo facile entrare dalla porta, no? Babbo Natale entra nelle case per portare i regali solo ed esclusivamente entrando dal camino. Potrebbe sembrare un po’ scomodo, ma è sempre stato così. La figura di Babbo Natale per come la conosciamo ora è nata nei primi anni dell’800 ed è erede di San Nicola, il quale, già prima dell’arrivo di Babbo Natale, passava attraverso il camini per portare i regali ai bambini che si erano comportati bene nel corso dell’anno. Camini e magia, ad ogni modo, hanno sempre avuto un rapporto speciale: nel Malleus Maleficarum, un trattato sulle streghe scritto in latino a fine ‘400 che venne utilizzato per molto tempo nell’ambito della caccia alle streghe, si descrive per filo e per segno quali sono le abitudini delle streghe, tra le quali spicca quella di entrare nelle case della gente attraverso i camini. La parola inglese, chimney, è stretta parente della parola italiana, la quale viene dal latino caminus, che viene a sua volta dal greco kaminos.

Elves (Elfi)

La parola elfo è arrivata in italiano dal nord dato che questa figura immaginaria appartiene alla mitologia germanica, non certo a quella mediterranea. Pare che elfo venga da un’antica parola germanica che significava “bianco”. Ad ogni modo, questi personaggi sono entrati a far parte di una miriade di storie, oltre ad essere incolpati di essere i latori di certe misteriose malattie la cui origine è ignota: dai miti del Nord al fantasy moderno, la produzione letteraria che nomina gli elfi è davvero sterminata. Solo a partire dall’800 si è cominciato ad associare gli elfi con il Natale e il merito principale si deve ancora a una volta a A Visit from St. Nicholas.

Un dipinto di Norman Rockwell che ritrae un Babbo Natale esausto aiutato dagli elfi di Natale
Norman Rockwell, Public domain, via Wikimedia Commons

Tuttavia, questi elfi hanno un aspetto diverso dal solito: generalmente, queste creature hanno un aspetto praticamente indistinguibile da quello degli umani: gli aiutanti di Babbo Natale, invece, sono rappresentati come delle piccole figure, vestite solitamente di verde o di rosso. Nel 1922 anche Norman Rockwell, l’artista che rivoluzionò l’immagine di Babbo Natale, diede la sua rappresentazione degli elfi, ritraendoli come delle piccole creature che aiutavano uno strematissimo Babbo Natale. Era il segno che gli elfi stavano ormai diventando delle figure imprescindibili nelle rappresentazioni natalizie.

Reindeer (Renna)

Per chiudere: qual è la differenza tra renna e cervo? Questi due animali fanno parte della stessa famiglia e hanno caratteristiche molto simile tranne un paio di eccezioni: sia il maschio che la femmina della renna hanno le corna, al contrario degli altri cervidi, e la renna si è adattata ai climi più rigidi. Non è quindi un caso che siano le renne a trainare la slitta di Babbo Natale. In inglese “renna” si dice “reindeer”, mentre “cervo” si dice “deer”, termine che deriva da un’antica parola norrena che indicava generalmente gli animali selvaggi. Così come gli elfi, è solo dal 1800 che le renne hanno cominciato a far parte dell’immaginario natalizio. E così come gli elfi, la loro popolarità è cresciuta esponenzialmente nel corso del tempo, fino a diventare parte integrante della festività.


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Grande appassionato del colore arancione, di polpi e di termini dialettali in disuso. Il suo principale hobby è cercare il segreto per una cacio e pepe perfetta.
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