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Culture a confronto con la Teoria dei Prototipi

Cosa sono i prototipi? Per spiegarvelo, abbiamo posto alcune domande a dei volontari italiani e non italiani. Curiosi di scoprire le loro risposte?
Culture a confronto con la Teoria dei Prototipi

Negli anni Settanta del secolo scorso, partendo da alcuni studi di psicologia sulla formazione dei concetti, si è affermata in linguistica la cosiddetta Teoria dei Prototipi. Secondo quest’ultima, un prototipo è l’immagine mentale immediata che per i parlanti di una certa società corrisponde più tipicamente a un dato concetto. Nulla di negativo quindi, niente a che fare con noiosi stereotipi o banali generalizzazioni. Un prototipo è, semplicemente, un’immagine a cui si pensa subito.
Per farvi capire meglio, abbiamo intervistato un campione di volontari italiani e non italiani. Dalle loro risposte sono emerse interessanti differenze culturali, ma anche tante analogie che ci dimostrano come, in fin dei conti, tanti concetti si conoscono in tutto il mondo allo stesso modo.*

*NDA: nel mese di settembre 2018 mi sono occupata in prima persona di questa ricerca grazie all’aiuto di alcuni volontari dell’Università di Torino, italiani e non. Ho chiesto loro di compilare un questionario nel minor tempo possibile; le prime risposte che sono venute in mente agli intervistati sono i prototipi citati nell’articolo.

 

That’s Amore

Il 60% degli italiani a cui è stato chiesto di scrivere un cibo ha istintivamente scritto “pizza”, “pasta” o “lasagne”. Il 30% ha invece pensato ad altre pietanze della cosiddetta dieta mediterranea, come l’insalata o gli spinaci, mentre il 10% ha citato cibi esotici come il sushi o l’involtino primavera.
Uno dei dati più sorprendenti dell’indagine riguarda il successo dell’Italian food nel mondo. Infatti, anche per il 30% degli intervistati non italiani il prototipo di “cibo” è una specialità italiana (probabilmente a seguito di un indimenticabile viaggio nel Mezzogiorno, alcuni di loro hanno persino scritto “panzerotto”)!
Per quanto riguarda le bevande, invece, il 100% degli intervistati non italiani e il 85% degli italiani hanno citato una comunissima bevanda tra acqua, colatè freddo e birra.
Per il 15% degli italiani a cui ci siamo rivolti, il prototipo di “bevanda” è invece il vino, una delle tradizioni più radicate nella cultura dello Stivale (basti pensare, ad esempio, che i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità).

Cane e gatto

Cani e gatti sono gli animali domestici più comuni nelle case di tutto il mondo. C’è chi preferisce gli uni o gli altri e chi li ama entrambi indistintamente; ma, secondo quanto emerso dalla nostra indagine, in Italia cani e gatti sono il prototipo di “animale” più che in altre parti del mondo. Il 60% degli intervistati italiani ha infatti scritto “cane” o “gatto”, mentre il 60% delle persone provenienti da altri Paesi ha pensato ad animali come il coniglio, la mucca, il delfino, il panda, il leone.

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi

Per quanto riguarda le festività, il Natale è sicuramente quella che va per la maggiore tra gli intervistati di ogni cultura. Tra i dati rilevanti troviamo il fatto che solo gli italiani abbiano citato la Pasqua (20%), il Capodanno (15%) e le feste patronali della propria regione (10%).

Sempre la stessa musica

Ci sono poi linguaggi internazionali come la letteratura, il cinema e la musica.
Per quanto riguarda il prototipo di “scrittore/scrittrice”, la maggior parte dei volontari ha citato un grande autore del proprio Paese, come Dante, Leopardi o Pirandello per quanto riguarda gli italiani e Dostoevskij, Gabriel García Márquez o Paulo Coelho per i non italiani. In tanti però hanno anche citato grandi autori di letterature di altri Paesi, come Virginia Woolf, Agatha Christie, Saint-Exupéry o Camus.
Tra gli ambiti che abbiamo analizzato durante il nostro sondaggio, quello del cinema si è certamente rivelato il più “internazionale”. Per l’80% degli intervistati (italiani e non) non c’è infatti alcun legame tra la propria cultura e il proprio prototipo di “attore/attrice”. Johnny Depp, Brad Pitt, Leonardo DiCaprio, Sharon Stone, Julia Roberts e Penélope Cruz sono solo alcuni dei nomi più gettonati.
Abbiamo anche chiesto ai nostri volontari il nome di un cantante o di una band e anche in questo caso sono stati citati sia artisti del proprio Paese sia star internazionali come Robbie Williams, i Maroon 5 o gli U2.

Nella gioia e nel dolore

Esistono prototipi anche di concetti astratti come le emozioni. Per il il 60% degli intervistati non italiani, l’emozione per eccellenza è la felicità, seguita, con il 20%, dalla sorpresa.
“Felicità” è la prima emozione che è venuta in mente anche all’80% dei volontari italiani, ma il 10% di loro ha scritto invece il suo opposto, ovvero “tristezza”.

Mens sana in corpore sano

Il concetto linguistico del prototipo può essere applicato anche ad altri concetti che riguardano le lingue. Esistono infatti prototipi di aggettivi, verbi o parole. Ai nostri volontari abbiamo chiesto di scrivere un proverbio. I più comuni tra gli italiani sono risultati essere i cari vecchi “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino” (20%) e “Chi la fa l’aspetti” (20%).
Inoltre, alcuni intervistati di diverse culture hanno scritto un detto che non era nella loro lingua madre. Effettivamente, molti slogan della nostra vita non sono nella nostra lingua!
Solo gli italiani hanno invece citato proverbi latini come “Verba volant, scripta manent” e “Mens sana in corpore sano”, a dimostrazione del fatto che l’insegnamento del latino nelle scuole e l’utilizzo di locuzioni e parole latine nel linguaggio di tutti i giorni siano fenomeni che riguardano l’Italia molto più di altri Paesi.
A proposito di “corpore sano”… Qual è il prototipo di “sport” per gli italiani? Tra i risultati del nostro sondaggio, non ce n’è uno che spicca sugli altri. Troviamo infatti a pari merito: calcio, pallavolo, nuoto e danza. Anche i volontari non italiani hanno citato moltissimi sport diversi: questo perché anche se in ogni Paese esistono sport più diffusi di altri, ogni parlante di ogni cultura ne citerà ovviamente uno diverso a seconda della sua esperienza di vita.

Tutto il mondo è Paese

Le risposte più varie sono quelle che ci sono arrivate quando abbiamo chiesto di scrivere un “Paese all’estero”. Il 30% degli intervistati ha pensato all’American Dream e ha scritto “Stati Uniti”, mentre tutti gli altri hanno scritto diversi Paesi di ogni angolo del pianeta (Argentina, Australia, India, Russia, Svezia, Germania, Spagna e Portogallo sono solo alcuni esempi).
Quando invece abbiamo chiesto una “lingua diversa dalla propria lingua madre”, le risposte più gettonate (tra italiani e non) sono state inglese (30%), spagnolo (20%) e tedesco (20%), seguite da francese (15%) e portoghese (5%).
Ci sono quindi molti prototipi che sono strettamente legati alla società in cui siamo nati e cresciuti. Lo abbiamo visto con i cibi, le bevande, gli animali, le festività. È anche vero però che ci emozioniamo tutti allo stesso modo, parliamo tutti il linguaggio universale della musica, conosciamo tutti i grandi classici del cinema e della letteratura e siamo tutti tremendamente attratti da Paesi lontani e nuove lingue da imparare.

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