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Scarpe sì, scarpe no: le disavventure di una coppia italo-tedesca

In Germania è buona educazione togliersi le scarpe entrando in casa, in Italia no. Ecco cosa succede quando mio marito, tedesco, incontra i miei genitori.
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Scarpe sì, scarpe no: le disavventure di una coppia italo-tedesca

Illustrazione di Eleonora Antonioni

Mio marito è tedesco e io sono italiana. In Germania è buona educazione togliersi le scarpe entrando in casa (soprattutto in casa d’altri), in Italia – al contrario – è sinonimo di cattiva educazione. Ecco cosa succede quando mio marito e i miei genitori si incontrano.

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In Italia

“Ciao, bentornati!” ci accoglie mia madre sull’uscio con baci e abbracci. Non ha nemmeno chiuso la porta che mio marito si toglie le scarpe, lasciandole all’ingresso. Mia madre le guarda, gli sorride, ritorna a guardare le scarpe con aria interrogativa. Noi andiamo in camera a lasciare i bagagli, mentre lei rimane lì a grattarsi il capo.
“E dove le metto, ora?” immagino che pensi. “Se le sposto nella scarpiera va a finire che non le trova più, ma qui all’ingresso non posso certo lasciarle”. Le prende in mano, incerta, con riverenza.
“Almeno le sposto dal lato della porta così non danno fastidio.”
Povera mamma. Mio marito porta il 47: impossibile farle passare inosservate. Le sposta dal lato opposto e le guarda da un’altra angolazione.
“Ecco, così almeno non stanno in mezzo. Certo che si notano comunque. E se poi viene qualcuno?”
Nel frattempo, mio marito gira per casa in calzini. Nella sua visione del mondo, si è comportato correttamente. Ma non ha fatto i conti con il fatto che si trova in Italia, e il pavimento è di marmo di Carrara. All’improvviso lo vedo che si mette un secondo paio di calzini.
“Che c’è, hai freddo, amore?” chiedo.
“Sì, il pavimento è freddissimo.”
“Certo, è marmo. Te l’avevo detto di tenere le scarpe.”
“No, no, tranquilla, è tutto ok!”

In Germania

“Eccoli! Ciao, datemi le valigie” faccio aprendo la porta. I miei genitori passano la soglia di casa e impunemente proseguono nel corridoio con le scarpe ai piedi. Vedo mio marito che guarda i loro piedi sorpassare il muro invisibile della scarpiera all’ingresso. È quello il confine, infatti, che delimita i movimenti dei nostri ospiti tedeschi: più in là, con le scarpe ai piedi non si va. È una delle regole non scritte del galateo tedesco.
Mio marito non è contento, lo so. Guarda i suoi piedi nudi e so che sta pensando al fatto di non volerseli sporcare. Si mette un paio di calzini (sembra essere la soluzione universale).
Ma il problema si verifica, come sempre, d’inverno, quando le strade tedesche si ricoprono di piccolissimi sassolini che vengono sparsi sui marciapiedi per impedire le cadute sul ghiaccio. Tali sassolini, svolgendo perfettamente il loro ruolo, si incastrano nei profili di ogni tipo di scarpe, finendo poi dentro casa.
Nonostante l’aspirapolvere venga passato tutti i giorni, prima o poi uno dei sassolini, se non confinati alla scarpiera, si incastonerà sotto il piede di un ignaro passante. Ma il punto fondamentale è che lo farà solo sotto i piedi di chi cammina scalzo, ergo mio marito. Dunque i miei genitori non si accorgono mai del potenziale distruttivo dei sassolini e, senza capirlo, continuano a portarli a casa.

Cosa fare?

Le ho provate tutte: dire a mio marito di tenere le scarpe, dire ai miei di togliersele… Dopo un decennio di esperienza, posso dirlo: non c’è niente da fare, prima o poi torneranno tutti alle antiche abitudini. L’unica soluzione? Pantofole per tutti, in Germania e in Italia.

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