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11 parole estive da tutto il mondo

Ce n’è anche una italiana che molto probabilmente non conoscete.
11 parole estive da tutto il mondo

Per molti è la stagione migliore che c’è; per altri, è l’inizio di un incubo. Per alcuni è sinonimo di mare, montagna e gelato. Per altri di afa, spray anti-zanzare e code interminabili in autostrada. L’estate è una stagione molto divisiva, c’è poco da fare. E con essa vengono dei termini e dei concetti molto specifici, che si utilizzano praticamente solo in estate. Ecco perché abbiamo raccolto 11 bellissime parole estive da tutto il mondo, sperando di farvela apprezzare maggiormente, se non siete grandi fan dell’estate, oppure di darvi un piccolo assaggio di ciò che sta per arrivare (se invece siete fan della primavera, date un occhio a questo articolo sui più bei termini primaverili).

Le nostre parole estive preferite

1. Badkruka (svedese)

Significato: una persona che si rifiuta di entrare nell’acqua. 

Fa sempre più caldo e ormai avete un unico pensiero fisso: andare in spiaggia con gli amici e sguazzare nell’acqua fresca. Sorge però una domanda: chi si tufferà per primo?

Precipitarsi in acqua può essere divertente, ma c’è sempre qualcuno che ci mette un’eternità anche solo per immergere un alluce. Gli svedesi hanno un termine per definire queste persone (sia che si comportino così per il freddo, sia per paura dell’acqua): badkruka.

Come mai questa parola è utilizzata così spesso? Beh, gli svedesi adorano le loro case di villeggiatura. Quasi due milioni di persone (ovvero il 20% degli svedesi) hanno una casa di villeggiatura in Svezia: i luoghi più amati sono l’arcipelago di Stoccolma, la Scania, la costa occidentale ed orientale, l’Halland e le isole di Öland e Gotland. In Svezia ci sono 95.700 laghi di dimensioni superiori ai 100 metri quadrati, una superficie che equivale a circa il 9% della superficie terrestre dell’intero paese. Tra questi, il lago Lördagsträsk (“palude del sabato”) è considerato quello con il nome più buffo. 

2. Culaccino (italiano)

Significato: un cerchio o una macchia lasciati su una superficie da un bicchiere bagnato. 

Pensavate che tra le parole estive che non conoscete non ce ne fosse nemmeno una italiana? Beh, non è così: anche l’italiano può regalarci dei termini interessanti, di cui forse non tutti conoscono il significato (come queste bellissime parole desuete, per esempio). D’estate, non c’è nulla di più soddisfacente e dissetante di un bel bicchiere d’acqua fresca o magari di una birra, di un calice di vino o di un cocktail. Ma sapete cosa può trasformare una bevuta tra amici in un incubo per il padrone o la padrona di casa? Dimenticarsi di usare i sottobicchieri. La conseguenza di questo comune errore sono i classici segni circolari lasciati dal bicchiere, detti anche culaccini.

3. Dacha (russo, дача)

Significato: una casa di campagna o di villeggiatura estiva in Russia. 

Le dàcie hanno fatto le loro prime apparizioni nel diciottesimo secolo. Da un punto di vista etimologico, il nome deriva dal verbo davat (давать, dare): Pietro il Grande iniziò infatti a darle agli ufficiali di alto rango come premio per i loro servizi e fu il primo a farlo. Si trattava anche di un modo di popolare le periferie di San Pietroburgo, che ai tempi era da poco diventata la capitale. 

Chi possiede o visita una dacha viene chiamato in maniera colloquiale dachniki (дачники). Nel 1885, Anton Čechov scrisse un racconto intitolato Dachniki (il cui titolo italiano è “I villeggianti”), che parla della vita estiva in campagna.

Una dacha, comunque, non è soltanto una seconda casa. Rappresenta un vero e proprio stile di vita lontano dalla confusione delle città: le famiglie possono crescere le verdure, andare a pesca, nuotare nel fiume o lavorare nei campi. C’è sempre del lavoro da fare in una dacha: ci si può trovare intenti a raccogliere bacche, a tagliare la legna, a rastrellare le foglie o semplicemente a riscaldare un samovar per preparare un tè. Il modo migliore di godere dei frutti del proprio lavoro è preparare uno shashlik (шашлык) sul barbecue. Si tratta di un piatto tradizionale che consiste in carne arrostita su spiedini, precedentemente marinata in aceto, cipolla, sale e pepe.    

4. Juilletistes / Aoûtiens (francese)

Significato: chi va in vacanza a luglio o ad agosto. 

Ogni estate in Francia, in tutti gli uffici del paese, si ripropone la stessa domanda: chi andrà in vacanza a luglio (juilletistes) e chi ad agosto (aoûtiens)? I Juilletistes in genere sono considerati i più pigri, perché sono i primi a fare le valigie quando i loro colleghi stanno ancora lavorando, per poi tornare in ufficio solo ad agosto, quando c’è meno lavoro da fare. Gli Aoûtiens, d’altro canto, sono visti come poco originali ma anche piuttosto impertinenti: si presentano in ufficio ancora abbronzati a settembre, quando gli altri ci sono tornati già da un pezzo. 

In generale, un francese su tre va in vacanza ad agosto mentre nella capitale il 42% dei parigini lascia Parigi nel mese di agosto. Insomma, per godersi una Parigi poco caotica (ma afosa) agosto è probabilmente il mese più adatto.

 5. Meltem (turco)

Significato: una brezza estiva che soffia da terra verso il mare. 

Se avete mai trascorso una vacanza sulle isole greche o sulla costa turca tra giugno e settembre, è possibile che via siate imbattuti in un vento insolitamente forte e secco, proveniente dal nord del mar Egeo: il meltem (in italiano “meltemi”). Anche se non dura a lungo e può essere un buon diversivo rispetto alla calura estiva, potrebbe non essere troppo divertente, specialmente quando si viene investiti dalla sabbia o quando le posate e i tovaglioli di una cena all’aperto finiscono per aria.

Ma non temete: le persone del luogo vi indicheranno sicuramente le calette più riparate dal vento per poter nuotare in serenità. Assicuratevi solo di fermare il telo da mare sulla sabbia con diversi sassi, per evitare che voli via. 

Meltem, tra l’altro, è anche un bellissimo nome proprio femminile. 

6. Meriggiare (italiano)

Significato: evitare la calura delle ore centrali del giorno riposando all’ombra. 

Questo verbo viene dalla parola meriggio (mezzogiorno) e se ne può apprezzare il significato solo se ci si è ritrovati in prima persona sotto il sole cocente del Mediterraneo quando è al suo apice. Si tratta del momento della giornata in cui, fatta eccezione per il frinire delle cicale, non si vede o sente anima viva per strada.

7. Siesta (spagnolo)

Significato: il pisolino fatto nel pomeriggio dopo pranzo. 

Tra le parole estive da tutto il mondo, questa è probabilmente una delle più note. Pensate al debilitante sole estivo: si tratta probabilmente anche del motivo per cui gli spagnoli sono tanto affezionati alla siesta pomeridiana. Fare la siesta d’estate porta molti benefici. Si evita la calura delle ore centrali della giornata, si lavora meno, si può pranzare con calma insieme ai familiari, fare un salutare pisolino pomeridiano e, ancora più importante, si ha poi abbastanza energia per fare festa fino alle ore piccole. La fascia oraria della siesta per negozi e attività è dalle 14:00 alle 17:00, mentre i bar e i ristoranti chiudono alle 16:00 per poi riaprire attorno alle 20:00 o 21:00. 

Per omaggiare questa amatissima tradizione spagnola, nel 2010 Madrid ha persino ospitato il primo campionato nazionale di siesta

8. Sommerloch (tedesco)

Traduzione: “buco estivo”. Si usa per parlare del periodo estivo in cui non succede e non si vende nulla. 

Quando i notiziari si popolano di gattini e poco altro, ci si rende conto che è iniziato il periodo estivo in cui le cose vanno più a rilento: i tedeschi lo chiamano Sommerloch. Viene anche chiamato Sauregurkenzeit (il periodo dei cetrioli sottaceto), espressione che risale al diciottessimo secolo, quando a fine estate i negozi di Berlino si rifornivano di Gurken (cetrioli) provenienti dalla vicina foresta della Sprea. 

Un esempio pratico per capire il fenomeno del Sommerloch? Nell’agosto del 2011, tutti i media tedeschi (e non solo) hanno concentrato la loro attenzione su Yvonne, una mucca tedesca pezzata di bianco e marrone, che era scappata dal suo allevamento a Mühldorf e si era nascosta nei boschi, per poi essere catturata a settembre dello stesso anno. Furono utilizzate telecamere a infrarossi, un elicottero e vennero coinvolti sensitivi per animali e la polizia, mentre un tabloid tedesco offrì una ricompensa di 10.000 euro a chi avesse riportato indietro la mucca.

9. Uitwaaien (olandese)

Significato: fare una passeggiata all’aria fresca, spesso da soli, per schiarirsi le idee. 

Una parola che descrive un’attività così rilassata non poteva che essere olandese. Quest’estate non perdete l’occasione di trascorrere del tempo all’aperto nel vostro luogo tranquillo preferito, anche solo una mezz’oretta. Al mare, in una foresta, al lago o al parco: riempire i polmoni di aria fresca può essere davvero curativo, aiuta a ricaricare le batterie e fa miracoli per la salute mentale. 

10. Utepils (norvegese)

Significato: una birra bevuta all’aperto. Si usa solitamente per fare riferimento alla prima birra bevuta all’aperto della stagione. 

Ecco una di quelle parole estive che ogni lingua dovrebbe avere: anche se i norvegesi possono bere una birra fresca in qualsiasi momento dell’anno, nulla ha un sapore più estivo di una bella utepils. Questa parola deriva dal termine norvegese ute, che significa fuori, e da pils (abbreviazione di Pilsner) ed è un’ode al piacere di sorseggiare una birra sulla spiaggia o al parco oppure sul balcone o in giardino

11. Yakamoz (turco)

Significato: il riflesso dei raggi di luna sul mare. 

Chiudiamo questa rassegna di parole estive con un termine molto romantico della lingua turca. Provate a immaginare la cittadina costiera di Marmaris illuminata dalla luna piena. Il riflesso scintillante della luna sul mare viene chiamato dai turchi yakamoz ed è un’immagine che può scaldare il cuore durante gli inverni più freddi. La parola deriva dal termine greco diakamos (διακαμός) e si riferisce alla fosforescenza del mare, che può essere causata dal luccichio dei pesci o del plankton.     

Questo articolo è apparso originariamente nell’edizione inglese di Babbel Magazine.

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