5 consigli per padroneggiare finalmente l’inglese

Se state leggendo questo articolo dovreste già avere un po’ di dimestichezza con l’inglese, ci rivolgiamo difatti a coloro che desiderano migliorare e perfezionare il proprio dominio della lingua.
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5 consigli per padroneggiare finalmente l’inglese

Iniziamo subito con una premessa: il vostro inglese è sicuramente meglio di quello che pensate – prima vi convincerete di questo, prima migliorerete. Detto ciò, ecco alcuni consigli utili per padroneggiare la lingua una volta per tutte!

1) I verbi ausiliari sono i vostri migliori alleati

Magari considerate i verbi ausiliari una vera spina nel fianco: un castigo dantesco dal nome ironico (ausilio = aiuto), oppure in questo momento state facendo mente locale per ricordare quali siano questi verbi in inglese. Bene, siamo pronti per illuminarvi sulla vera utilità dei verbi ausiliari (o almeno per rinfrescarvi la memoria).

Nell’ambito del present simple abbiamo prima di tutto do e does, mentre al present continuous incontriamo am, is e are. Per le frasi al futuro ci sono poi will (future-with-will) oppure, ancora una volta, am, is e are (future-with-going-to). L’elenco si chiude poi con i simpaticissimi verbi modali: can, could, might, would e should! 

In che modo potrebbero mai esservi d’aiuto questi verbi? È presto detto: in generale, quando nella frase c’è uno di loro, l’altro verbo, quello principale, rimane all’infinito! So easy, right? Attenzione però: i verbi principali al present continuous ed al future-with-going-to si comportano diversamente. Alla forma dell’infinito si aggiunge difatti la desinenza -ing, si dirà quindi “I am loving these tips!”

I verbi ausiliari possono portare a confondervi, specialmente nelle frasi interrogative. A causa di tutti quei complicati tempi che abbiamo elencato (e di tutti i vari verbi ausiliari correlati), il primo problema è capire quale sia il giusto tempo da utilizzare! Fatto questo, bisogna solo fare attenzione a non scordare i verbi ausiliari quando questi sono necessari. Per esempio, la frase “What means ‘grapefruit’?” è incompleta. La domanda corretta da porre è: “What does ‘grapefruit’ mean?” 

2) Present continuous oppure present simple?

La ragione per cui abbiamo scelto i verbi ausiliari come primo consiglio è presto detta: un sempreverde degli errori commessi dai non madrelingua – anche da chi, come voi, ha già un buon livello di inglese – è la confusione, nel porre una domanda, tra il present simple o il present continuous. Magari sapete già quale dei due usare, ma non vi siete esercitati abbastanza con le frasi interrogative (o con la congruenza dei verbi ausiliari).

Finite quindi per produrre una frase tipo: “Do you are be chilling with Becky?”

No, I don’t usually chill with Becky. And I won’t be doing so later. And I’m definitely not right now. I don’t really vibe with Becky.

È più facile accorgersi dell’errore quando lo si vede scritto, vero? Purtroppo quando si sta parlando e, spontaneamente, bisogna fare una domanda non si ha il tempo di scriverla prima su un foglio. Esercitatevi allora in questo modo:

  • “Are you chilling with Becky at the moment?”  (P. Continuous)
  • “Are you chilling with Becky later?” (P. Continuous per piani nel futuro)
  • “Do you often chill with Becky? How regularly?” (P. Simple)

Vi sarete probabilmente già resi conto che il present continuous è davvero frequente in inglese. Infatti, viene utilizzato per azioni che si stanno svolgendo nel momento esatto in cui si parla, ma anche per progetti in corso ed eventi futuri già pianificati. Anche se molte altre lingue preferiscono il presente semplice, il present simple in inglese si usa solamente per azioni la cui durata è a lungo termine, per esempio per esprimere cosa fate, dove vivete o cosa vi appartiene; oppure per azioni che vengono compiute regolarmente. Ad esempio: “I chill with my bae every day.” 

3) Fate la pace con ‘ll

Proprio così, I’ll say it, and I’ll say it again! È vero, all’inizio quella doppia L è davvero strana, ma una volta che vi sarete abituati alla sua presenza sarete degli English speakers provetti, capaci di parlare come veri madrelingua in ogni situazione!

Per chi impara l’inglese come lingua straniera è spesso difficile rendersi conto dell’importanza di quelle due piccole L, appese al pronome “I” come due scimmiette all’albero. Perché non dire semplicemente “I”? “I say it, and I say it again!” No, no e no! Non è lo stesso, sorry! Quelle due L svolgono un ruolo importantissimo! Sono il segnale di una forma verbale completamente diversa, ‘ll sta infatti per “will” e trasforma il tempo dell’intera frase da presente a futuro (future-with-will). Quelle L sono piccole, sì, ma nascondono una grande forza!

Mettetele alla prova! Sono disponibili in due diverse pronunce: nel primo caso “I’ll” si pronuncia come “isle” (es: the Isle of Skye, in Scozia), nel secondo come “all”. Facile, no?! Nemmeno le altre forme sono troppo complicate. She’ll è simile a “shill”, they’ll fa rima con “hail”, mentre we’ll suona come “will” o “wheel” (ok, qui la cosa si fa già più confusa!)

Tutte queste forme vengono usate spessissimo, specialmente I’ll. “I’ll call you later.” “I’ll send you an email.” Potrebbe essere scioccante per alcuni, ma dire “I send you an email” non è lo stesso, a meno che non intendiate dire “I send you an email every morning, Joan! You never read them!” In caso contrario, la forma corretta è quindi “I’ll send you an e-mail.” 

4) Fate cadere l’accento correttamente!

Ultimamente vi hanno guardato storto quando avete sfoggiato una parola nuova nel bel mezzo di una conversazione? Forse l’avete usata in un contesto non del tutto corretto, oppure avete fatto cadere l’accento sulla sillaba sbagliata (come in questa scena iconica).

A volte è difficile sapere quali siano le sillabe da enfatizzare nelle diverse parole, ma ci sono delle regole generali che possono aiutarvi. La prima recita che quando una parola è sia nome che verbo, l’accento cade in maniera differente a seconda della funzione che ricopre.  Per esempio, il sostantivo “object” viene pronunciato con l’accento sulla o: “object”. Nel caso del verbo “object”, la sillaba tonica è l’ultima: “object”.

Un’altra preziosissima regola è la seguente: in parole che terminano con specifiche desinenze l’accento tonico cade sulla sillaba che precede la desinenza stessa. Tra queste ricordiamo: -tion, -sion, -ic,-ical, -ity, -ety, -graphy, -ody, -ogy, -ient, -cient, -ience,-ial, -ual, -ious. In questo modo sapete sempre come pronunciare correttamente parole come “attention,” “automatic,” e “convenient.”

5) Rilassatevi e divertitevi!

La questione è tutta qui: sicuramente siete persone piacevoli e simpatiche e la gente che parla con voi è già interessata a quello che avete da dire. Non è dunque la fine del mondo se ogni tanto commettete degli errori di grammatica o confondete qualche termine. Inoltre, se state conversando con un madrelingua inglese, è molto probabile che questi non parli affatto la vostra lingua e, forse, che non ne conosca addirittura nessun’altra (a meno che non lavori da Babbel, chiaro!). Ai suoi occhi siete già un portento!

Siate voi stessi dunque e divertitevi, incoraggiandovi a continuare a parlare senza essere troppo severi con voi stessi! E per chi avesse bisogno di un ultimo consiglio, eccolo qui: quando parlate, cercate di rilassare i muscoli del viso e di unire maggiormente le parole tra loro come se foste un po’ brilli. Entrambe le cose miglioreranno la vostra pronuncia. Seriously!

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