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I casi tedeschi stanno per diventare solo tre?

Un caso è facile da risolvere, ma riusciremo a farlo con tutti e quattro i casi del tedesco? Ci proviamo insieme alla nostra detective grammaticale Antonia.
I casi tedeschi stanno per diventare solo tre?

Bisogna ammettere che ultimamente c’è stato molto trambusto per quanto riguarda i quattro casi tedeschi. Uno in particolare è stato duramente colpito. Sui media sono circolate sentenze come “il dativo uccide il genitivo tedesco”, provocando molta agitazione tra gli appassionati di grammatica tedesca. Ma che cosa è successo veramente? Dobbiamo davvero supporre che sia avvenuto un omicidio? O si tratta “solo” di tentato omicidio? Per fare chiarezza, ci tocca andare indietro nella storia di qualche anno, fino all’origine dei quattro casi.

1. L’identità: chi sono i quattro casi?

Dando un primo sguardo agli atti, ci renderemo conto che i quattro casi sono conosciuti con nomi diversi: vengono infatti chiamati anche Kasus. Il nome kasus deriva dal latino cāsus, che vuol dire “caso” (il verbo latino è “cadere”). Questo, a sua volta, è un calco linguistico dal greco. Una volta un grammatico greco, infatti, disse che i sostantivi “cadono” (nel senso che “dipendono”) dai verbi e li ha chiamati “casi”. I singoli casi dei sostantivi giocano un ruolo centrale nella costruzione della frase. 

Distinguiamo tra i quattro casi tedeschi: 

Come detto, il tedesco ha quattro casi:

  1. Caso nominativo (chiamato anche caso Wer/Was, ossia chi/cosa)
  2. Caso genitivo (chiamato anche caso Wes(sen), ossia di chi/di cosa)
  3. Caso dativo (chiamato anche caso Wem, ossia a/da chi)
  4. Caso accusativo (chiamato anche caso Wen/Was, ossia chi/che cosa col ruolo di oggetto)

I pronomi interrogativi associati ai vari casi ci forniscono un indizio che ci aiuterà a investigare su ognuno di essi e questo potrebbe essere importante per le nostre ulteriori indagini. Attenzione, dunque: l’inchiesta continua!

(Leggi anche: 7 frasi perfette per sorprendere un tedesco)

2. Il movente: cosa hanno fatto i quattro casi tedeschi?

Arriviamo a una delle domande più importanti. Che scopo hanno i quattro diversi casi all’interno di una frase e quale motivo ci potrebbe essere per eliminarne uno?

Prima di iniziare l’indagine, dobbiamo innanzitutto chiarire perché esistono quattro casi. Di base, il caso di un sostantivo indica la sua relazione con gli altri elementi della frase. Il rispettivo articolo o il pronome, con il ruolo di sostituto, si adattano al caso. Un meccanismo chiamato anche “declinazione”. Tutto ciò, in teoria, sembra logico, ma cosa significa in pratica per il nostro caso o, meglio, per i nostri quattro casi?

Lo illustriamo con un esempio pratico.  Pensiamo a una frase qualsiasi della vita di tutti i giorni, come ad esempio la seguente:

Die Frau gibt ihrer Schwester den Spanischordner ihres Kindes.” (👉 La donna dà a sua sorella il raccoglitore di spagnolo di suo figlio.)

In questa frase le risposte alle domande  “chi?” (soggetto), “a chi?”, “cosa?” (oggetto) e “di chi?” sono abbastanza chiare. Tutto chiaro? Abbiamo preso il suggerimento di cui sopra in modo del tutto inosservato qui e abbiamo usato le parole interrogative per definire i diversi casi tedeschi.

Vale a dire: die Frau è il soggetto (al nominativo), ihrer Schwester è il complemento di termine (al dativo), den Spanischordner è l’oggetto (all’accusativo) e ihres Kindes il complemento di specificazione (al genitivo).

Teoricamente, il soggetto nel caso nominativo (“die Frau“) e il verbo come predicato (“gibt“) formano già una frase completa: “Die Frau gibt” (La donna dà). Gli altri elementi forniscono informazioni supplementari. Ma perché c’è bisogno di quattro casi?

Immaginate questa frase senza una chiara assegnazione degli oggetti o degli attributi:

Die Frau gibt ihre Schwester der Spanischordner ihr Kind.

Qui improvvisamente non sappiamo più con esattezza a chi la donna dia il raccoglitore di spagnolo: a sua sorella o al suo bambino?

In questo modo ci rendiamo conto che ogni caso gioca un ruolo importante e non ha solo una funzione specifica, ci aiuta in generale anche a capire la frase. Grazie mille, Kasus! Ma allora perché il genitivo ha la vita difficile?

(Leggi anche: I 6 verbi modali tedeschi)

3. Svolgimento dei fatti: cosa è successo al secondo dei quattro casi tedeschi?

Nel dibattito sul genitivo tedesco, in particolare, c’è una parola molto importante: wegen (a causa di). Questa piccola preposizione regge il genitivo ma, in realtà, è diventato sempre più comune l’uso del dativo; per dire “a causa della pioggia” si userà dunque spesso “wegen dem Regen” anziché “wegen des Regens“. Adesso il Duden accetta questa forma come variante colloquiale. Nel parlato, ci sono anche altre preposizioni che amano sostituire il genitivo. Per esempio, si dice spesso “den Spanischordner von meiner Schwester” invece di “den Spanischordner meiner Schwester“.

Dobbiamo dunque temere che il genitivo sia morto e che ci toccherà presto rinvenire un altro cadavere grammaticale? Niente affatto! Il genitivo è ancora vivo, come dimostra la preposizione “trotz” (nonostante). Qui il genitivo è sopravvissuto, anche se non va sempre così: lo dimostrano “trotzdem” (ciononostante) o “trotz allem” (malgrado tutto). Anche il genitivo sassone nei nomi propri continua a godere di grande popolarità.

(Leggi anche: I 20 verbi tedeschi più comuni)

4. Chiudiamo il caso… dei casi!

Chi era già convinto che il tedesco si limitasse solo a tre casi invece di quattro, andrebbe rimandato. Ci sono infatti lingue che hanno ancora più casi. Chi studia il russo, ad esempio, deve imparare sei casi; anche in latino ci sono l’ablativo e il vocativo, oltre ai quattro soliti sospetti. Dunque, nonostante la situazione, possiamo considerarci fortunati. I quattro casi tedeschi ci aiutano infatti a comunicare informazioni in maniera precisa e a farci capire in tanti modi diversi.

Mostriamo dunque il dovuto entusiasmo per i quattro casi tedeschi!

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Antonia Billermark
In quanto figlia di uno svedese e di una tedesca, Antonia è cresciuta bilingue. Le lingue l’hanno sempre affascinata. Adora scrivere e nei suoi testi cerca di stare attenta ad ogni minimo dettaglio. Da Babbel ha spesso l’ultima parola… letteralmente.
In quanto figlia di uno svedese e di una tedesca, Antonia è cresciuta bilingue. Le lingue l’hanno sempre affascinata. Adora scrivere e nei suoi testi cerca di stare attenta ad ogni minimo dettaglio. Da Babbel ha spesso l’ultima parola… letteralmente.

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