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Come si chiamano gli animali in tedesco?

Ok, avevamo bisogno di una buona scusa per usare una foto pucciosa.
Come si chiamano gli animali in tedesco?

Come si chiamano gli animali in tedesco?

La lingua tedesca è famosa per le sue lunghissime parole composte (Donaudampfschiffahrtsgesellschaftskapitän, solo per citarne una). Questo avviene perché in tedesco è possibile allineare sostantivi, verbi, preposizioni e aggettivi come pezzetti del Lego: li puoi attaccare uno all’altro e creare parole nuove che contengono nuovi concetti. È possibile così denominare qualsiasi cosa. La si potrebbe chiamare “la proprietà d’incastro Lego della lingua tedesca“ oppure „Legosteineigenschaft“ (tutto chiaro, no?).

Ma come mai il tedesco si serve di questo elaborato processo anche per nominare dei semplici animali come lo scoiattolo? Se scomposti nei loro singoli componenti, i nomi degli animali in tedesco si trasformano improvvisamente in nuove, stranissime creature.

I nomi degli animali in tedesco (e relativi superpoteri)

I fumetti sono pieni di eroi i cui nomi inglesi contengono parole come super, iron (ferro), hell (inferno), tank (carro armato), pipistrello (bat) o gatto (cat) seguiti da uomo (man, come in Batman, Superman o Ironman), donna (woman, come in Catwoman o Wonderwoman), ragazzo (boy, come in Hellboy) o ragazza (girl, come in Tank Girl). Molti nomi di animali in tedesco funzionano allo stesso modo, facendo seguire alla parola Tier (animale) un sostantivo che descrive il suo “superpotere”.

  • Stinktier – animale che puzza (puzzola)
  • Faultier – animale pigro (bradipo)
  • Gürteltier – animale con la cintura (armadillo)
  • Mürmeltier – nell’etimologia popolare “animale che borbotta” (marmotta)
  • Schnabeltier – animale con il becco (ornitorinco)
  • Maultier – animale con il muso (mulo)
  • Trampeltier – animale che calpesta (cammello).
    Il verbo trampeln significa “calpestare, marciare su (qualcosa)”, mentre Trampel vuol dire “maldestro”.

Nomi di animali in tedesco… sbagliati

A volte il suffisso utilizzato è più specifico di -tier, ma molto spesso l’animale non ha nulla a che fare il suo nome. Ecco alcuni esempi di nomi di animali in tedesco che potrebbero confondervi:

  • Schildkröte – rospo con la corazza (tartaruga)
  • Waschbär – orso lavatore (orsetto lavatore)
  • Nacktschnecke – lumaca nuda (limaccia, ossia la lumaca; da non confondere con la chiocciola, che in tedesco si chiama Schnecke)
  • Fledermaus – topo che sbatte (le ali) (pipistrello)
  • Seehund – cane di mare (foca)
  • Tintenfisch – pesce con l’inchiostro (calamaro)
  • Schwertwal – balena con la spada (orca)
  • Truthahn – gallo minaccioso (tacchino).
    Trut è onomatopeico per il verso del tacchino (trut-trut-trut), ma si è ipotizzato che derivi dall’alto-tedesco medio Trampeln (“spaventare, minacciare”).

È sicuramente un maiale!

Il maiale sembra essere molto in voga nella classificazione degli animali in tedesco.

  • Schweinswal – balena-maiale (focena)
  • Seeschwein – maiale di mare (dugongo). Da non confondere con Seekuh, la vacca di mare.
  • Wildschwein – maiale selvaggio (cinghiale)
  • Warzenschwein – maiale con le verruche (facocero)
  • Stachelschwein – maiale con gli aculei (porcospino)
  • Wasserschwein – maiale d’acqua (capibara)
  • Meerschweinchen – maialino di mare (porcellino d’India… che, vi ricordiamo, non viene dall’India).
    Il suffisso -chen indica qualcosa di piccolo. Se lo si aggiunge a “maiale” si avrà un “piccolo maiale” o un “maialino”. Dato che spesso le derivazioni di acqua e mare (Meer e Wasser) sono interscambiabili è possibile che “maialino d’acqua”, cioè porcellino d’India, significhi “piccolo capibara” (in tedesco Meerschweinchen).

Come si dice scoiattolo in tedesco?

Per questo animale, serve un paragrafo a parte perché non solo si tratta di una parola molto difficile da pronunciare, ma anche la storia della parola stessa è incredibile. E allora: come si dice scoiattolo in tedesco?

  • piccolo corno di quercia: Eiche (quercia) + Horn (corno) + -chen (piccolo, forma diminutiva)
    oppure:
  • Eichkätzchen (nome regionale) e Eichkatzerl (Austria) – gattino della quercia

Chiamare lo scoiattolo un “gattino dell’albero” ha senso, ma da dove deriva “piccolo corno della quercia”? La risposta sembra abbia a che fare con una h messa nel punto sbagliato: Eichhörnchen viene dall’antico e medio germanico eichorn, che non ha niente a che fare con una quercia, un albero o un corno. In questo caso eich proviene dall’antica parola indo-germanica aig, che significa “movimento agitato”, unito al suffisso obsoleto -orn. In un qualche momento del passato è stata aggiunta una h superflua (insieme al diminutivo -chen) ma il significato originale è rimasto intatto. Al giorno d’oggi Hörnchen designa una categoria di roditori che include tutti gli scoiattoli, i tamia (scoiattoli striati), le marmotte americane, i cani della prateria e gli scoiattoli volanti.

Illustrazione sugli animali in tedesco

Altri nomi (più normali) di animali in tedesco

Ma i nomi degli animali in tedesco, purtroppo o per fortuna, non sono tutti così bizzarri. Ecco una lista degli animali più comuni:

  • der Hund – il cane 🐶
  • die Katze – il gatto 🐱
  • der Kater – il gatto maschio (curiosità: il Kater è anche il dopo-sbornia) 🐈
  • die Kuh – la mucca 🐮
  • das Pferd – il cavallo 🐴
  • das Kaninchen – il coniglio 🐰
  • das Huhn – il pollo 🐔
  • das Schaf – la pecora 🐑
  • die Ziege – la capra 🐐
  • der Frosch – la rana 🐸
  • die Spinne – il ragno 🕷
  • die Biene – l’ape 🐝
  • die Schlange – il serpente (Schlange vuol dire anche “coda”, nel senso di “fila”) 🐍
  • die Ente – l’anatra 🦆
  • der Bär – l’orso 🐻
  • der Affe – la scimmia 🐵 
  • der Löwe – il leone 🦁
  • der Tiger – la tigre 🐯

Questo articolo è apparso originariamente nell’edizione inglese di Babbel Magazine.

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John-Erik Jordan
John-Erik Jordan è nato a Los Angeles, California. Dopo aver studiato arte alla Cooper Union di New York ha lavorato come tecnico del montaggio a Los Angeles, per poi dedicarsi alla scrittura. Da quando si è trasferito a Berlino nel 2009 ha scritto per PLAYBerlin, Hebbel-am-Ufer e altre pubblicazioni online. Dal 2014 scrive anche articoli sulle lingue per Babbel.
John-Erik Jordan è nato a Los Angeles, California. Dopo aver studiato arte alla Cooper Union di New York ha lavorato come tecnico del montaggio a Los Angeles, per poi dedicarsi alla scrittura. Da quando si è trasferito a Berlino nel 2009 ha scritto per PLAYBerlin, Hebbel-am-Ufer e altre pubblicazioni online. Dal 2014 scrive anche articoli sulle lingue per Babbel.

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