Parla le lingue come hai sempre sognato

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Prova una lezione. La prima di ogni corso la offriamo noi.

8 parole tedesche difficilissime e i trucchi per pronunciarle perfettamente

Abbiamo scelto le parole tedesche più difficili e abbiamo chiesto a 5 persone di pronunciarle. Ecco che cosa è successo!

Tra tutte le sfide avvincenti disseminate lungo il percorso che separa il vostro proposito di imparare una nuova lingua dal momento in cui questo si avvererà, ce n’è una particolarmente insidiosa.
Se ne sta lì, acquattata nell’ombra, pronta a saltare fuori ad ogni curva del vostro cammino: non è nulla di grave, ci mancherebbe, eppure – anche dopo anni e anni di pratica – rimane sempre in agguato.
Di che cosa stiamo parlando? Semplice: la pronuncia… con tutto il suo stuolo di errori, lingue morsicate e “sputacchiamenti” vari!

Da dove nasce l’errore di pronuncia?

Nel caso specifico delle lingue straniere, l’errore nasce di solito dalla necessità di pronunciare suoni poco comuni o addirittura inesistenti nella propria lingua madre. E vale davvero per tutte le lingue! Alcune, però, bisogna ammetterlo, suonano più complicate di altre.
Abbiamo già analizzato in passato gli errori più comuni commessi dagli italiani che parlano l’inglese, fornendovi anche alcuni consigli di dizione.
Dobbiamo ammettere, tuttavia, che i risultati più esilaranti sono stati ottenuti quando abbiamo chiesto a cinque persone non tedesche di pronunciare alcuni vocaboli – perdonate il gioco di parole – davvero impronunciabili!
Se, dopo aver visto il video, vi sentirete solidali con i nostri eroi e deciderete di provare anche voi a migliorare il vostro livello di tedesco, non avrete che da continuare a leggere i nostri consigli e ascoltare i nostri clip audio.


Brötchen [panino]

-r: è molto morbida e ricorda il suono che si produce quando si fanno i gargarismi;
-ö (œ): un miscuglio tra le vocali “o” ed “e” che si può riprodurre in modo perfetto, pronunciando una “e” con le labbra che formano un tondo;
-chen: portate la lingua verso la parte posteriore del palato e cercate di sorridere mentre producete il soffio di un gatto arrabbiato.




Rührei [uovo strapazzato]

-ü: arrotondate le labbra come se doveste pronunciare una “o”, ma producete invece il suono della “i”;
-rei: la “r”, in questo caso, quasi non si sente. Legate la “ü” al dittongo “ei” – che si pronuncia “ai” – attraverso un suono morbido.




Eichhörnchen [scoiattolo]

Quando le parole iniziano a diventare lunghe, spezzarle in più parti è sempre un’ottima idea, almeno quando si lavora ad una dizione perfetta.
Per “eichhörnchen”, abbiamo già visto i punti “salienti” della pronuncia nelle parole già trattate.
Andiamo con ordine:
-eich: dittongo “ei” (pronunciato “ai”) e gatto infuriato per la “ch”;
-hörn: aspirazione della “h” e “ö” ottenuta pronunciando la “e” con la bocca arrotondata;
-chen: come per “brötchen”, la “ch” si riproduce sempre con l’aiuto del suono del gatto che però questa volta è meno arrabbiato e “sorride” mentre soffia (con la lingua contro il palato posteriore).




Schleswig-Holstein [uno dei sedici stati confederati della Germania]

-sch: come il suono “sc” di sciare;
-hol: marcate l’aspirazione della “h”;
-stein: il suono è simile al primo “sch” ma più duro a causa della “t”.




Quietscheentchen [la paperella di plastica che si usa nella vasca da bagno]

Questa parola sembra a prima vista molto difficile: l’occhio cade subito su quella particella “ee” che lascia un po’ disorientati. Come si dirà in tedesco?
Anche qui, il segreto è dividere il vocabolo in due parti: “quietsche” e “entchen”.
Il primo pezzo suona più o meno come “qvíce”, per quanto riguarda il secondo… certo, il gatto torna di gran carriera.




Schlittschuhlaufen [pattinaggio]

-Schl e sch: sono simili ma, per la presenza della consonante “l”, il primo è leggermente più sincopato.




Fünfhundertfünfundfünfzig [cinquecentocinquantacinque]

Una successione interminabile di “ü” – che ormai abbiamo imparato a pronunciare – fa sembrare questa parola quasi impossibile da dire senza errori. In realtà, anche questa volta, il segreto è suddividerla in piccoli segmenti.




Streichholzschächtelchen [scatoletta di fiammiferi]

La parola d’ordine ormai la conoscete: suddivisione! -streich: il dittongo “ei” si pronuncia “ai” e la “ch” ha il solito suono del gatto;
-holz: aspirate la “h”;
-schächt: “sch” come in “sciare”, “ä” come una “e” pronunciata con le labbra più chiuse;
-elchen: di nuovo la “ch” sibilata.




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