Ostalgia: una storia linguistica della DDR

Nella DDR, prima della caduta del muro, si parlava una lingua particolare.
Ostalgia: una storia linguistica della DDR

‘Die Sprache, die wir von unseren Eltern übernommen haben, ist wohl nicht mehr gut genug?’
(La lingua che abbiamo ereditato dai nostri genitori non è più abbastanza?).

Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 e la lenta riconciliazione tra le due Germanie, frasi come questa erano all’ordine del giorno tra i cittadini di quello che era stato l’Est. Infatti, nei quasi quarant’anni della cortina di ferro la Germania era stata separata da ben più di un muro e sistemi economici differenti. Le vite quotidiane dei cittadini della DDR e della Germania Ovest erano molto diverse tra loro, a partire dai libri che leggevano o dagli alimenti che consumavano fino a sottili ma notevoli differenze linguistiche in tedesco.

Successivamente, quando il paese venne riunificato, la Germania Est di stampo socialista venne totalmente inglobata dalla Germania Ovest capitalista. Molte tradizioni della parte orientale vennero abbandonate, tra cui la lingua, suscitando, tra l’altro, un senso comune di ‘Ostalgie‘ nei cittadini di quella che era stata la DDR. (Da Nostalgia e Ost – nostalgia dell’est). Un senso di confusione e incomprensione generale si sparse a macchia d’olio in un paese riunificato solo di fatto, i cui cittadini parlavano due lingue a tratti molto diverse.

Ma quanto diversa era veramente la lingua della Germania Est? Scopriamolo insieme!

Duden – vocabolari diversi

Tanto per cominciare, il distacco tra le lingue dei due paesi diventò tale che il Duden, uno dei più famosi e affermati vocabolari di lingua tedesca, pubblicava periodicamente una versione per l’Est e una per l’Ovest.
Il primo Duden che classificava la lingua della Germania Est venne infatti pubblicato a Lipsia (Leipzig) nel 1951, naturalmente considerato illegittimo dall’Ovest. La parte occidentale replicò con una sua versione, pubblicata per la prima volta a Mannheim nel 1954. La battaglia continuò fino alla caduta del muro di Berlino, quando la versione orientale improvvisamente scomparve. Per l’occasione, infatti, un Duden ‘unificato’ venne fatto uscire sul mercato in fretta e furia, scritto e stampato seguendo il modello della Germania Ovest.

La riunificazione – la lingua della Germania Est diventa obsoleta

In seguito, la collisione tra le due comunità linguistiche dopo la caduta del muro ebbe conseguenze immediate. Alcune parole “vecchie” (tipicamente orientali) diventarono superflue o obsolete, e nell’inventario degli ex cittadini della Germania orientale dovettero essere assorbite parole occidentali, tra cui moltissimi anglicismi.
Così, molti tedeschi dell’Est di allora attestarono la sensazione della “perdita” (o “confisca”) di parole che erano state parte della loro identità e che avevano usato nella loro vita quotidiana per circa quarant’anni. Tra le altre cose, la pratica di igiene verbale contribuì a rafforzare lo status inferiore dei cittadini orientali all’interno della nuova società a loro aliena.
Tuttavia, tali differenze erano in realtà difficili da celare, e la loro consapevolezza contribuì a quelle che furono spesso chiamate ‘Befindlichkeiten’ (sensibilità) dei tedeschi, nell’identificare un cittadino proveniente dall’est e dell’ovest.

Le differenze

Vediamo ora le differenze vere e proprie.

  1. Il genere dei mestieri

Nella Germania dell’Est sostanzialmente non esistevano disoccupazione né discriminazioni di genere. Tutti gli uomini e tutte le donne dovevano lavorare per costruire una società migliore. Di conseguenza, la differenza tra sostantivi maschili e femminili nei mestieri era ritenuta superflua.
Così, che fosse uomo o donna, un’insegnante era Lehrer o un cameriere Kellner, mentre ad Ovest e nella lingua contemporanea si distinguono forme maschili, come Lehrer, da forme femminili come Lehrerin.

2. Parole legate alla politica

Naturalmente, moltissime parole della lingua tedesca della DDR facevano in qualche modo riferimento al sistema politico ed economico socialista.
Tipiche erano infatti parole come Genosse (compagno/a), Brigade (gruppo di lavoro), Kollektiv (collettivo), Ökonomie (economia), Werktätige(r) (lavoratore). Tutte queste parole scomparvero.
Vi erano anche molte espressioni fisse nei discorsi ufficiali, come riferimenti di routine a die Einheit von Wirtschafts- und Sozialpolitik (l’unità della politica economica e sociale), Sozialismus in den Farben der DDR (il socialismo nei colori della DDR), unsere Menschen (il nostro popolo).

3. Infrastrutture, istituzioni e documenti

In seguito al rapido smantellamento delle istituzioni e infrastrutture della DDR, anche le parole che le contraddistinguevano scomparvero.
Esempi sono PGH-Produktionsgenossenschaft des Handwerks (cooperativa artigianale), HO-Handelsorganisation (impresa commerciale statale), Junge Pioniere (giovani pionieri), NVA-Nationale Volksarmee (esercito nazionale popolare), Volkseigener Betrieb (VEB) (compagnia di properità dello stato), Ministerrat (Consiglio dei ministri), Elternaktiv (collettivo dei genitori).
Vi erano poi molti termini che facevano riferimento alla divisione della Germania, come Ausreiseantrag (domanda di visto di uscita), Reisekader (squadra di viaggio), e termini giuridici come humanitäre Maßnahmen (misure umanitarie), il cui equivalente occidentale era besondere Bemühungen (sforzi speciali), eufemismi per l’acquisto di prigionieri politici dalla DDR da parte della Repubblica Federale.

4. Vita quotidiana

Anche numerosi termini relativi ad aspetti della vita quotidiana non avevano più alcun fondamento nella realtà della vita quotidiana dopo la caduta del muro, come abkindern (compensare il numero dei propri figli con prestiti in sospeso); nichterfaßter Wohnraum (alloggio disponibile in affitto su base privata, vale a dire non assegnato dalla pubblica amministrazione.)
Soprattutto, insieme alla scomparsa di Kaufhalle (supermercato), rimpiazzato dall’occidentale Markthalle, scomparvero anche migliaia di prodotti orientali, come la margarina Sana, il dentifricio Perlodont, la Club Cola, le sigarette F6 lo spray per insetti Tip-Fix. Anche Plastetüte venne sostituito dall’occidentale Plastiktüte (busta di plastica).
Oltre a questi, molti negozi cessarono di esistere o cambiarono nome, come il Konsum (negozio cooperativo), Exquisitladen, (negozio che vende beni di lusso stranieri), Getränkestützpunkt, (negozio di bevande), rimpiazzato da Getränkeshop o Getränkemarkt.

Una delle parole più dibattute diventò Broiler (pollo fritto), sostituito dall’occidentale Brathänchen. Fuori da molti dei nuovi Markthalle erano spesso posizionati cartelli come:

Hier dürfen Sie noch Broiler sagen’ (si può ancora usare la parola broiler qui).

Altre differenze sorsero nella descrizione di case e appartamenti, come nel caso degli Altbauwohnung (vecchi appartamenti). Un edificio simile, infatti, nella Germania-Est sarebbe stato un appartamento fatiscente, senza servizi moderni e con un disperato bisogno di ristrutturazione. Nella Repubblica Federale, e tutt’ora, invece, è un vecchio appartamento che è stato modernizzato pur mantenendo il suo carattere originale. Lo stesso equivoco poteva sorgere tra l’orientale Dreiraumwohnung e l’occidentale Dreizimmerwohnung, per un appartamento con tre camere.

Anche l’iconica macchina dell’Est, la Trabant, e il suo diminutivo Trabi, scomparvero.

Parole sopravvissute

Alcune parole della lingua della DDR, invece, meno cariche dell’aura politica e ideologica del socialismo, sfuggirono all’igiene linguistica. Vennero trapiantate con successo sul suolo occidentale e fanno ora saldamente parte del lessico comune.
Alcuni esempi sono abnicken (approvare un piano o una proposta, ‘dare un cenno d’assenso’), andenken (riflettere su), e il termine più antico Lehrling (tirocinante, apprendista), mai completamente soppiantato in occidente dal termine moderno Auszubildende/r (abbreviato in Azubi).
Sopravvissero anche parole come rekonstruieren al posto dell’occidentale Erneureung o Sanierung (modernizzare imprese, edifici ecc. ), Zielstellung al posto dell’occidentale Zielsetzung (fissare un obiettivo) e Territorium al posto di Gebiet o Region (regione).
Infine, alcune parole associate a concetti economicamente validi si affermarono nel nuovo mercato linguistico. Per esempio, l’operazione statale di riciclaggio dei rifiuti della RDT SERO-VEB Kombinat Sekundärrohstoffe riemerse come società per azioni, SERO GmbH.

Nuove Parole

Infine, dopo la caduta del muro comparvero ad Est parole che nella precedente repubblica socialista non esistevano a causa dell’organizzazione della società. In particolare, sono interessanti Massenarbeitslosigkeit (disoccupazione di massa), Ministergeldskandale (scandalo finanziario ministeriale), abwickeln (liquidare), feuern (licenziare), Obdachlose (senzatetto), Reps (membri del partito repubblicano di estrema destra), Rauschgiftszene (scena della droga), Kinderfeindlichkeit (ostilità nei confronti dei bambini).

Inno alla gioia della DDR

Per evidenziare questi piccoli ma radicali cambiamenti, Wolfgang Schubert riscrisse l’Inno alla Gioia di Schiller nella rivista satirica Eulenspiegel.

Neuer Audi, Spanien-Reise,

Telefunken, Rewe-Markt,

Mon chéri und Henckell trocken,

Eurocheque und Müller-Quark.

Abgewickelt, Warteschleife,

Kurzarbeit und Arbeitsamt.

Krippenschließung, Mieterhöhung

und vielleicht bald obdachlos.

Wahlversprechen und Reales:

Auch die Niete ist ein Los!


Nuova Audi, viaggio in Spagna,

Telefunken, mercato Rewe,

Mon chéri e Henckell secco,

Eurocheque e Müller curd.

Slegato, in attesa,

lavoro a tempo ridotto e l’ufficio di disoccupazione.

Chiusure di asili nido, aumenti degli affitti

e forse presto senza casa.

Le promesse elettorali e la realtà:

Anche il perdente è molto!

Imparare il tedesco con Babbel
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Paola Liberati
Studentessa di European Studies a Londra, Paola passa le sue giornate a dispensare sapere sulla sua amata madrepatria, l'Italia. Oltre ad essere una divoratrice di romanzi e libri fantasy (scusatela per questo suo lato nerd), ama improvvisarsi critica culinaria, discutere di politica e battersi per cause perse. Il suo lato avventuroso ed artistico l'ha portata alla volta di Berlino per il suo erasmus.
Studentessa di European Studies a Londra, Paola passa le sue giornate a dispensare sapere sulla sua amata madrepatria, l'Italia. Oltre ad essere una divoratrice di romanzi e libri fantasy (scusatela per questo suo lato nerd), ama improvvisarsi critica culinaria, discutere di politica e battersi per cause perse. Il suo lato avventuroso ed artistico l'ha portata alla volta di Berlino per il suo erasmus.

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