Parla le lingue come hai sempre sognato

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Prova una lezione. La prima di ogni corso la offriamo noi.

Le espressioni italiane che ho insegnato ai miei amici di Berlino

La lista definitiva di espressioni colloquiali da insegnare ai vostri amici che stanno imparando l'italiano.

Illustrazioni di Eleonora Antonioni

Quando qualcuno dei miei amici o colleghi mi dice che ha iniziato a studiare l’italiano, ne sono sempre deliziata. Di solito, inizio dando consigli e rivelando i segreti della grammatica che ancora mi ricordo da quando andavo a scuola, poi cerco di spiegare i gesti e il linguaggio del corpo e infine, quando lo studente è pronto, mi piace stupirlo con le magie della lingua non scritta, condividendo proverbi affascinanti e modi di dire.

Oggi ho deciso di scrivere la lista definitiva delle espressioni della lingua colloquiale italiana che uso tutti i giorni (ho escluso le parolacce, non preoccupatevi). Se volete condividerle con i vostri amici che studiano l’italiano, non dimenticate di insegnare loro anche l’uso melodioso della voce e delle mani perché, ovviamente, alcuni stereotipi sugli italiani corrispondono alla verità!

Ci fai o ci sei?

Quando mi sono messa a fare ricerche sull’origine di questa espressione, ho scoperto che deriva dal dialetto romanesco: chi l’avrebbe mai detto e, soprattutto, come mai – io che sono veneta – la uso così tanto? Per quei pochi che non ne conoscono il significato, pensate a una persona che si comporta in modo tanto strano e pazzoide da farvi venire il dubbio che stia facendo per finta. Che cosa gli chiedereste?

Fai per finta o sei così davvero? Ci fai o ci sei?

Non t’allargare

Questa espressione figurata rende perfettamente l’idea di uno che sta esagerando, non se ne rende conto e non riesce a fermarsi. Come e quando si usa? Esempio perfetto: fate i complimenti a un vostro collega per un lavoro ben fatto e lui inizia ad andare a dire in giro che presto avrà aumento e promozione.

Ehm, adesso non ti allargare!

Parla come mangi

Vi è mai capitato di avere una conversazione con uno di quelli – insopportabili – che parlano in modo eccessivamente complicato, che usano iperboli o metafore non necessarie, che farciscono le frasi di locuzioni latine a caso, e che poi non arrivano mai al punto, compiacendosi di dire parole cadute in disuso? È proprio il caso di dirlo:

Parla come mangi!

Non esiste!

Se qualcuno vi rivolge una richiesta veramente impossibile o inaccettabile, non è neanche il caso di cercare un valido argomento per controbattere. Non perdeteci tempo e fate finta di niente. Quella richiesta, semplicemente, è irreale, appartiene al mondo della fantasia, non esiste!

Ce la fai a consegnarmi questo articolo di 25 cartelle entro un’ora?

Eh? Non esiste!

Non cercare di intortarmi

Mi sono sempre chiesta perché mai noi italiani abbiamo deciso di coinvolgere il mondo della pasticceria per intimare a qualcuno di non imbrogliarci. Il dubbio rimane aperto poiché le mie ricerche non hanno dato frutti. Quel che è certo è che adoro questa espressione e la uso tutti i giorni!

Eh? Gli credi ancora? Ti ha proprio intortato!

Chissenefrega (chi se ne frega)

Questa è probabilmente una delle espressioni più diffuse in tutta la penisola, non ho certo bisogno né di spiegarvela né di insegnarvi a usarla. Mi raccomando, però: non usatela a sproposito. Volete mettere la soddisfazione di dirla a qualcuno che vi ha proprio rotto le scatole?

Ancora con questa storia? Ma chissenefrega!

Dopo facciamo i conti

Un’espressione che appartiene di diritto alla categoria delle mamme e dei papà italiani. Alzi la mano chi, almeno una volta, si è sentito minacciare in questo modo: "Sistema quella camera, altrimenti dopo facciamo i conti!" Un avvertimento che, almeno nel mio caso, ha sempre avuto un effetto immediato.

Smettila di fare il maleducato o dopo facciamo i conti!

Magari!

La classica espressione sottovalutata: la diciamo tutti numerose volte al giorno, ma nessuno ne conosce davvero l’origine. Eccovi serviti: "magari" deriva dalla parola greca μακάριος (makarios) e significa, nientemeno, "benedetto". Poetico, no?

Che bella macchina, ma hai vinto alla lotteria?

Eh, magari!

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