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Come si mette l’accento in spagnolo? Ecco tutte le regole

Si scrive porque o porqué? Mí o mi? Tú o tu? Per risolvere definitivamente questi e altri dubbi, ecco una breve guida per una corretta accentazione in spagnolo.
Come si mette l’accento in spagnolo? Ecco tutte le regole

Illustrazione di Gabriele Ghisalberti

L’accento grafico, in spagnolo, si chiama “tilde” ed è un aspetto tanto importante quanto spesso trascurato da molte persone che si cimentano nell’apprendimento di questa lingua. Ecco una breve guida per mettere bene l’accento in spagnolo… E vedrete che in fin dei conti le regole da ricordarsi non sono poi così tante e che con qualche trucchetto, il gioco è fatto!

Parole tronche, piane e sdrucciole

Per prima cosa, è importante precisare che in spagnolo esiste un solo ed unico accento grafico: quello acuto.

Un altro concetto che è bene memorizzare il prima possibile è che hanno la tilde tutte le parole in cui l’accento cade sulla terzultima o quartultima sillaba, ovvero tutte le parole sdrucciole e bisdrucciole, chiamate in spagnolo esdrújulas e sobresdrújulas.

La stessa parola es-drú-ju-las, ad esempio, ha l’accento perché è sdrucciola, mentre esempi di parole bisdrucciole sono cuéntamelo (“raccontamelo”) o dígamelo (“me lo dica”).

Il discorso si fa leggermente più complicato per le parole tronche e piane. È infatti importante guardare le lettere con cui terminano queste parole, perché non esiste un’unica regola.

Sulle parole con accento sull’ultima sillaba (dette palabras agudas) si segna l’accento grafico solo se terminano per: 

  • Vocale: mamá (“mamma”), papá (“papà”), café (“caffè”).
  • “N”: salmón (“salmone”), huracán (“uragano”), sazón (“sapore”).
  • “S” preceduta da vocale: demás (“gli altri”), jamás (“mai”), cortés (“gentile”).
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Tenete a mente questi tre punti perché vi serviranno anche per le parole che hanno l’accento sulla penultima sillaba (dette palabras llanas), anche se per queste non si applica la stessa regola. Infatti, le parole piane hanno tutte la tilde tranne quelle che terminano per:

  • Vocale: rosa (“rosa”), lectura (“lettura”), perspectiva (“prospettiva”). Attenzione però agli avverbi che terminano in “-mente”, perché pur essendo parole piane che terminano per vocale, non seguono questa regola e mantengono sempre l’accentazione dell’aggettivo da cui derivano, come nel caso di fácilmente (da fácil“facilmente”), difícilmente (da difícil, “difficilmente”) o ágilmente (da ágil, “agilmente”).
  • “N”: joven (“giovane”), volumen (“volume”), Carmen (“Carmen”; ricordatevi sempre che anche tutti i nomi propri seguono le regole dell’accentazione).
  • “S” preceduta da vocale: antes (“prima”), martes (“martedì”), deportes (“sport”, pl.).

Esempi di parole piane con tilde sono invece fútbol (“calcio”), mármol (“marmo”), César (“Cesare”), dólar (“dollaro”), álbum (“album”).

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Esclamative e interrogative

I pronomi e gli avverbi interrogativi ed esclamativi hanno la tilde solo nelle domande e nelle esclamazioni (dirette o indirette); altrimenti si scrivono senza accento. Alcuni esempi sono cual (“quale”), quien (“chi”), como (“come”), cuanto (“quanto”), cuando (“quando”), donde (“dove”).

  • ¿Cuándo sales con tus amigas? (“quando esci con le tue amiche?”): l’avverbio cuándo è scritto con la tilde perché la frase è interrogativa.
  • Mañana. Me divierto mucho cuando salgo con ellas. (“Domani, mi diverto molto quando esco con loro”): cuando è scritto senza tilde perché la frase non è né interrogativa, né esclamativa.

Perché

In spagnolo esistono diversi modi per scrivere “perché”:

  • Porque: quando si spiega una causa (siempre saca buenas notas porque estudia mucho, “prende sempre bei voti perché studia molto”).
  • Por que: quando si vuole tradurre “per il quale” (te explico el motivo por que lo hice, “ti spiego il motivo per cui l’ho fatto, per il quale l’ho fatto”).
  • Porqué/porqués: quando “perché” diventa un sostantivo (quiero saber el porqué/los porqués de este ruido, “voglio sapere il perché/i perché/i motivi di questo rumore”).
  • Por qué: quando la frase è esclamativa o interrogativa (¿Por qué no me has dicho nada?, “perché non mi hai detto niente?”).

Monosillabi

Ecco invece i più ricorrenti monosillabi dello spagnolo che si differenziano nell’ortografia grazie alla tilde.

  • Mí: pronome personale (a mí no me gusta el baloncesto, “a me non piace la pallacanestro”).
  • Mi: aggettivo possessivo (mi perro se llama Jack, “il mio cane si chiama Jack”).
  • Tú: pronome personale (tú eres mi mejor amigo, “tu sei il mio migliore amico”).
  • Tu: aggettivo possessivo (tu falda me gusta mucho, “la tua gonna mi piace molto”).
  • Él: pronome personale (él se llama Pablo, “lui si chiama Pablo”).
  • El: articolo determinativo (el móvil está sobre la mesa, “il cellulare è sul tavolo”).
  • Más: avverbio “più” (mi prima Pilar es más joven que mi primo Juan, “mia cugina Pilar è più giovane di mio cugino Juan”).
  • Mas: congiunzione avversativa “ma” (vivo en Madrid, mas no soy española, “vivo a Madrid, ma non sono spagnola”).

Forestierismi

I forestierismi in spagnolo si dividono in due categorie:

  • Forestierismi non adattati: entrando nel vocabolario spagnolo, non hanno subito alcuna modifica e quindi mantengono l’accentazione della loro lingua d’origine (alcuni esempi sono camping, carpaccio, maître)
  • Forestierismi adattati: entrando nel vocabolario spagnolo, hanno subito alcune modifiche e quindi seguono le regole dell’accentazione spagnola. Ad esempio, París, Turín e cruasán hanno la tilde, mentre capuchino, espagueti e yogur non ce l’hanno.
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