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5 errori da evitare durante il colloquio di lavoro

Tra cui: non evitate lo sguardo di chi vi sta parlando.
5 errori da evitare durante il colloquio di lavoro

Trovare lavoro, di questi tempi, non è esattamente una delle cose più semplici da fare. La concorrenza è agguerrita, le persone – soprattutto in alcuni campi – sono sempre più specializzate, e l’unico modo per avere una vera possibilità di essere scelti nella massa è quello di emergere e attirare l’attenzione sulle vostre capacità. Per farlo, però, occorre superare alcune prove, tra le quali i famigerati e a volte temutissimi colloqui di lavoro. Ma quali sono gli errori in un colloquio di lavoro? E come ci si prepara?

Vi abbiamo già spiegato per filo e per segno come compilare il curriculum perfetto. Se avete seguito i nostri consigli, è molto probabile che una delle aziende per le quali vi siete candidati vi abbia dato il tanto atteso riscontro e abbia deciso di invitarvi per un primo colloquio.

Ci siamo! Avete superato la prima selezione (per la legge dei grandi numeri, una delle più difficili a nostro parere) e avete tra le mani l’occasione d’oro di farvi notare e apprezzare, non solo per quello che avete scritto nel vostro curriculum, ma anche per quello che riuscirete a comunicare in una conversazione faccia a faccia.

Gli errori in un colloquio di lavoro che dovete assolutamente evitare

Ecco quali sono secondo noi i 5 errori in un colloquio di lavoro che vengono commessi più spesso:

  1. Mentire sulle competenze linguistiche
  2. Arrivare in ritardo
  3. Non fare domande
  4. Non essere onesti/e
  5. Mostrarsi troppo nervosi/e

1. Mentire sulle vostre competenze linguistiche

Indipendentemente dal fatto che l’azienda sia italiana o estera, una conoscenza fluente delle lingue (perlomeno dell’inglese) è ormai una discriminante decisiva nella selezione. Voi siete stati scelti anche perché il vostro curriculum vanta un “livello professionale” di inglese ma… siamo proprio sicuri che questa sia tutta la verità e nient’altro che la verità?

👉 Leggi anche: Come inserire le competenze linguistiche nel CV

Sappiate che se l’azienda è estera, anche se il lavoro proposto si svolgerà prevalentemente in italiano (mettiamo che vi stiate proponendo come copywriter o come agenti di customer support), il colloquio si svolgerà per la maggior parte in inglese (o tedesco, o francese…).

Non importa che voi abbiate una dialettica perfetta nella vostra lingua madre, perché le persone su cui fare colpo non ne capiscono una parola e si troveranno di fronte una persona completamente nel panico che balbetta uno stentato “the pen is on the table”.

2. Arrivare in ritardo

La famosa espressione “meglio tardi che mai”, in questo caso è completamente inappropriata.

Vi hanno invitato per un colloquio, mettiamo, alle 11:30. Le persone che vi intervisteranno hanno spostato i loro appuntamenti solo e unicamente per conoscervi, si sono preparate le domande da porgervi e sono arrivate nella stanza in cui si svolgerà il colloquio qualche minuto prima, in modo tale da ricevere informazioni e dettagli dalle HR (Human Resources – Risorse Umane).

E voi? Arrivate in ritardo. Meglio tardi che mai? No, in questo caso è decisamente meglio MAI.

Nei colloqui di lavoro che ho svolto in passato ho sempre previsto un larghissimo anticipo. In questo modo potevo evitare qualsiasi tipo di inconveniente o scongiurare il rischio di farmi prendere dal panico perché, ad esempio, non riuscivo a trovare il campanello giusto al quale suonare.

Il colloquio è alle 11:30? Bene, io conto di essere lì alle 10:30. Con calma, verifico che l’ufficio sia quello giusto e poi, normalmente, trascorro il tempo rimanente in un bar (o su una panchina se è bel tempo) a cercare di rilassarmi e, magari, a ripassare mentalmente le domande che vorrei fare e il modo in cui desidero presentarmi. In questo modo, ho la sicurezza di arrivare in perfetto orario. Vi sembra esagerato? Beh, pensate che potrebbe essere la vostra unica occasione.

3. Non fare domande

Tante persone fanno l’errore di pensare che il colloquio di lavoro tipico si riduca a una serie di domande, poste da parte di chi sceglie nei confronti di chi – si spera – verrà scelto.

“Se vado bene nella prima parte del colloquio” si dicono in tanti “è fatta!” Indovinate un po’? È sbagliato. Arriva sempre il momento dell’intervista in cui il vostro ipotetico futuro capo vi chiederà: “Domande?”

Secondo voi perché lo fa? Per farvi un favore? Non credo proprio. È questa infatti la parte del colloquio in cui l’intervistatore verificherà la vostra curiosità e il vostro spirito di iniziativa. Ancora una volta, ricordate che non siete gli unici candidati, e che anche se le vostre carte sono in regola, ci vorrà qualcosa in più per farvi notare.

Passate un po’ di tempo a studiare il sito internet dell’azienda, leggete articoli scritti da persone che ricoprono il ruolo per il quale vi state proponendo (magari googlate il nome del capo, non si sa mai…), ponete domande che riguardano la strategia, ma anche domande semplici quali “Se dovessi iniziare domani, come si svolgerebbe la mia giornata? Da quante persone è composto il dipartimento per il quale dovrei lavorare? Quale sarebbe il primo compito per me?”

Fate uno sforzo di immaginazione e mettetevi nei panni dell’intervistatore: un laconico “no” è uno dei più comuni (e gravi) errori in un colloquio di lavoro.

4. Non essere onesti/e

Da tenere a mente prima di entrare nella fatidica stanza: il vostro intervistatore – che, molto probabilmente, è la persona che vi farà anche da manager nel caso in cui otteniate il posto di lavoro – passerà la maggior parte del tempo a sua disposizione a immaginare come sarà lavorare con voi. Certo, non vi stiamo chiedendo di recitare una parte. Secondo me, è meglio venire rifiutati per delle genuine qualità piuttosto che venire assunti per qualcosa che non fa parte di voi (e che dovrete continuare a fingere per anni).

La stessa cosa si applica alle capacità richieste per il ruolo, come ad esempio la conoscenza delle lingue o di determinati software o strumenti. Non mentite, perché le bugie hanno le gambe corte e molte persone sono in grado di capire quando qualcuno mente (sguardo sfuggente, mani che toccano insistentemente il viso… vi dice niente?).

L’importante è sempre essere onesti/e. Ok, non troppo. Dire che avete lasciato il vostro vecchio lavoro perché il vostro capo era un imbecille o perché odiavate i vostri stupidi e inutili colleghi, non è forse il modo migliore per farsi apprezzare.

Se non siete capaci di utilizzare un determinato software, ditelo subito, ma aggiungete che siete veloci a imparare e che sarà una delle prime sfide che vi porrete in questo nuovo impiego. Avete difficoltà a fidarvi delle persone e sapete che con i nuovi colleghi sarà dura, soprattutto durante i primi tempi? Confidatelo candidamente e dite che ce la metterete tutta per inserirvi nella squadra. La vostra sincerità verrà sicuramente apprezzata.

5. Errori nel colloquio di lavoro: mostrarsi troppo nervosi/e

E infine ecco forse il più importante tra gli errori in un colloquio di lavoro da evitare assolutamente. Un po’ di nervosismo è normale e anzi, potrebbe anche essere il carburante giusto per spingervi a dare il meglio di voi, ma come sempre, il troppo stroppia.

Se la persona che vi sta di fronte noterà troppi segni di nervosismo nel vostro linguaggio del corpo, di sicuro ciò non deporrà a vostro favore. Quindi cercate, per quanto possibile, di evitare tutto quello che comunica nervosismo: giocherellare con un oggetto, toccarvi i capelli, parlare troppo velocemente, gambe che tremano eccetera.

Si tratta di gesti che a volte facciamo inavvertitamente ma di cui gli altri si accorgono facilmente. Non è facile cambiare da un giorno all’altro, ma intanto potete cominciare ad allenarvi: esercitatevi a respirare, a parlare con più calma e soprattutto a guardare negli occhi la persona con cui state parlando. Chi evita lo sguardo del proprio interlocutore dà quasi sempre una cattiva impressione e il colloquio di lavoro non è certamente un’eccezione.

Questi sono tra i consigli più comuni e semplici per sconfiggere l’ansia da prestazione ma vedrete, appena li applicherete vi accorgerete subito dei risultati!

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Giulia Depentor
Giulia Depentor è una scrittrice appassionata di cronaca nera, alberi genealogici e epoche che non ha vissuto. Nel tempo libero, suona l'ukulele e colleziona fotografie ingiallite di persone che non conosce.
Giulia Depentor è una scrittrice appassionata di cronaca nera, alberi genealogici e epoche che non ha vissuto. Nel tempo libero, suona l'ukulele e colleziona fotografie ingiallite di persone che non conosce.

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