Parla le lingue come hai sempre sognato

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4 errori da evitare durante il colloquio di lavoro

Tutti i consigli per fare un'ottima impressione durante un colloquio di lavoro.

Trovare lavoro, di questi tempi, non è esattamente una delle cose più semplici da fare. La concorrenza è agguerrita, le persone – soprattutto in alcuni campi – sono sempre più specializzate, e l’unico modo per avere una vera possibilità di essere scelti nella massa è quello di emergere e attirare l’attenzione sulle vostre capacità.

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Vi abbiamo già spiegato per filo e per segno come compilare il curriculum perfetto. Se avete seguito i nostri consigli, è molto probabile che una delle aziende per le quali vi siete candidati vi abbia dato il tanto atteso riscontro e abbia deciso di invitarvi per un primo colloquio.

Ci siamo! Avete superato la prima selezione (per la legge dei grandi numeri, una delle più difficili a nostro parere) e avete tra le mani l’occasione d’oro di farvi notare e apprezzare, non solo per quello che avete scritto nel vostro curriculum, ma anche per quello che riuscirete a comunicare in una conversazione faccia a faccia.

Quali sono gli errori da evitare durante un colloquio di lavoro? Come ci si prepara? Ecco i nostri consigli.

Noio volevàn savoir…

Indipendentemente dal fatto che l’azienda sia italiana o estera, una conoscenza fluente delle lingue (perlomeno dell’inglese) è ormai una discriminante decisiva nella selezione. Voi siete stati scelti anche perché il vostro curriculum vanta un "livello professionale" di inglese ma… siamo proprio sicuri che questa sia tutta la verità e nient’altro che la verità?

Sappiate che se l’azienda è estera, anche se il lavoro proposto si svolgerà prevalentemente in italiano (mettiamo che vi stiate proponendo come copywriter o come agenti di customer support), il colloquio si svolgerà per la maggior parte in inglese (o tedesco o francese…).

Non importa che voi abbiate una dialettica perfetta nella vostra lingua madre, perché le persone su cui fare colpo non ne capiscono una parola e si troveranno di fronte un individuo sudato e nel panico che balbetta uno stentato "the pen is on the table".

Il consiglio

Che fare? Non tutto è perduto. La app di Babbel propone dei corsi speciali per rinfrescare una lingua studiata tanti anni prima (alla fine, basta poco a ripescare i concetti nella memoria) oppure delle lezioni concentrate sulla terminologia che si usa in diversi luoghi di lavoro. Se siete in attesa di un colloquio, è questo il momento giusto per cominciare!

Meglio tardi che mai?

La famosa espressione "meglio tardi che mai", in questo caso è completamente inappropriata.

Vi hanno invitato per un colloquio, mettiamo, alle 11.30. Le persone che vi intervisteranno hanno spostato i loro appuntamenti solo e unicamente per conoscervi, si sono preparate le domande da porgervi e sono arrivate nella stanza in cui si svolgerà il colloquio qualche minuto prima, in modo tale da ricevere informazioni e dettagli dalle HR (Human Resources - Risorse Umane).

E voi? Arrivate in ritardo.

Ok, la metropolitana si è bloccata nei binari, è caduto un albero sulle rotaie del treno, c’era un traffico pazzesco e il vostro telefono non prendeva (almeno per avvisare, scusarsi e sperare di avere un’altra opportunità). Arrivate con 10-15-30 minuti di ritardo, tutti trafelati e sudati, balbettate qualche scusa e vi sedete come se niente fosse.

Meglio tardi che mai? No, in questo caso è decisamente meglio MAI.

Il consiglio

Nei colloqui di lavoro che ho svolto in passato ho sempre previsto un larghissimo anticipo. In questo modo potevo evitare qualsiasi tipo di inconveniente o scongiurare il rischio di farmi prendere dal panico perché, ad esempio, non riuscivo a trovare il campanello giusto al quale suonare.

Il colloquio è alle 11.30? Bene, io conto di essere lì alle 10.30. Con calma, verifico che l’ufficio sia quello giusto e poi, normalmente, trascorro il tempo rimanente in un bar (o su una panchina se è bel tempo) a cercare di rilassarmi e, magari, a ripassare mentalmente le domande che vorrei fare e il modo in cui desidero presentarmi. In questo modo, ho la sicurezza di arrivare in perfetto orario e di non essere scarmigliata. Vi sembra esagerato? Beh, pensate che potrebbe essere la vostra unica occasione.

E poi, certo, gli imprevisti ci sono sempre, ma l’importante è sempre avvisare per tempo e sperare di avere un’altra chance. Telefonare 5 minuti prima dell’appuntamento è maleducato e scorretto: non c’è un imprevisto, siete semplicemente in ritardo. E questo è veramente poco professionale.

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Domande inopportune e poca preparazione

Tante persone fanno l’errore di pensare che il colloquio di lavoro tipico si riduca a una serie di domande, poste da parte di chi sceglie nei confronti di chi – si spera – verrà scelto.

"Se vado bene nella prima parte del colloquio" si dicono in tanti "è fatta!"

Indovinate un po’? È sbagliato.

Arriva il momento dell’intervista in cui il vostro ipotetico futuro capo vi chiederà: "Domande?"

Secondo voi perché lo fa? Per farvi un favore? Non credo proprio. È questa infatti la parte del colloquio in cui l’intervistatore verificherà la vostra curiosità e il vostro spirito di iniziativa. Ancora una volta, ricordate che non siete gli unici candidati, e che anche se le vostre carte sono in regola, ci vorrà qualcosa in più per farvi notare. Non pensate che un "No" secco alla gentile domanda del vostro interlocutore suoni un po’ pigro, svogliato e disinteressato?

Il consiglio

Non serve preparare una lista di domande sul senso della vita per dimostrare che siete profondi e intelligenti. Siate furbi. Spendete un po’ di tempo a studiare il sito internet dell’azienda, leggete articoli scritti da persone che ricoprono il ruolo per il quale vi state proponendo (magari googlate il nome del capo, non si sa mai…), ponete domande che riguardano la strategia, ma anche domande semplici quali "Se dovessi iniziare domani, come si svolgerebbe la mia giornata? Da quante persone è composto il dipartimento per il quale dovrei lavorare? Quale sarebbe il primo compito per me?"

Fate uno sforzo di immaginazione e mettetevi nei panni dell’intervistatore: rispondere "NO" suona davvero male. Non avete proprio nulla da chiedere sull’azienda? Ma siete sicuri di volerci lavorare per davvero?

Ricordate, però, piuttosto che uscirvene con

"Quanti soldi mi date?"

"Quante ore si lavora al giorno?"

"Quante vacanze ci sono?"

e domande di questo genere… meglio che ve ne stiate zitti. Vi assicuro che parlare di soldi e ore di lavoro durante il primo colloquio (a meno che non vi venga espressamente chiesto) è sinonimo di depennamento immediato dalla lista dei papabili.

Parola di lupetto!

Da tenere a mente prima di entrare nella fatidica stanza: il vostro intervistatore – che, molto probabilmente, è la persona che vi farà anche da manager nel caso in cui verrete assunti – spenderà la maggior parte del tempo a sua disposizione a immaginare come sarà lavorare con voi. Certo, non vi stiamo chiedendo di recitare una parte. Secondo me, è meglio venire rifiutati per delle genuine qualità piuttosto che venire assunti per qualcosa che non fa parte di voi (e che dovrete continuare a fingere per anni).

La stessa cosa si applica alle capacità richieste per il ruolo, come ad esempio la conoscenza delle lingue o di determinati software o strumenti. Non mentite, perché le bugie hanno le gambe corte e molte persone sono in grado di capire quando qualcuno mente (sguardo sfuggente, mani che toccano insistentemente il viso… vi dice niente?).

Voi non volete dare l’impressione di essere dei bugiardi, vero?

L’importante è sempre essere onesti. Ok, non troppo. Dire che avete lasciato il vostro vecchio lavoro perché il vostro capo era un imbecille o perché odiavate i vostri stupidi e inutili colleghi, non è forse il modo migliore per farsi apprezzare.

Il consiglio

L’importante è trasmettere l’idea di una persona amichevole, trasparente e volonterosa. Se non siete capaci di utilizzare un determinato software, ditelo subito, ma aggiungete che siete veloci a imparare e che sarà una delle prime sfide che vi porrete in questo nuovo impiego. Avete difficoltà a fidarvi delle persone e sapete che con i nuovi colleghi sarà dura, soprattutto durante i primi tempi? Confidatelo candidamente e dite che ce la metterete tutta per inserirvi nella squadra. La vostra sincerità verrà sicuramente apprezzata.