5 consigli per presentare meglio il proprio Curriculum vitae

State cercando un lavoro? Cercate qualche consiglio per scrivere il vostro curriculum vitae nel modo più efficace? Vi aiutiamo noi con 5 consigli pratici!
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5 consigli per presentare meglio il proprio Curriculum vitae

Vi abbiamo già suggerito 5 errori da evitare nella stesura del curriculum vitae; ora vediamo invece altrettanti consigli (alternativi a questi molto arguti – e molto attuali – della poetessa e premio Nobel polacca Wieslawa Szymborska) per presentarlo al meglio, perché sia, innanzitutto, efficace: il CV non deve servire a farvi trovare immediatamente un lavoro, né a convincere che siete “la persona giusta”, ma solo a ottenere un (primo) colloquio conoscitivo. Non si dovrebbe scrivere un curriculum per gratificare il proprio ego, ma perché qualcuno si interessi a voi; serve a incuriosire, a offrire spunti che inducano a voler approfondire (come il trailer di un film)… ergo mettetevi nei panni di chi legge. Vi svelo anche uno dei segreti di Pulcinella: non è necessario dire tutto e subito.
Ci vuole comunque molta pazienza: potremmo dire che, oggi, la ricerca di un lavoro in Italia è un lavoro a tempo pieno, ma non scoraggiatevi. Vale sempre la regola «less is more». Nel dubbio, sfoltite.

Idee chiare e competenze

Non tutti i lavori e le attività sono ben definiti: certi curriculum si scrivono quasi da sé, a seconda delle proprie specializzazioni e in base alle esperienze acquisite. In ambito umanistico la questione si fa, in molti casi, più complessa: non è così scontato che chiunque abbia studiato Lettere o Filosofia – non prendiamo qui in considerazione i (più o meno) “giovani scrittori” con un romanzo nel cassetto (lasciatelo lì, almeno per ora) – cerchi lavoro come giornalista o docente. Quindi, per prima cosa, è necessario fare attenzione a mettere bene in risalto le proprie competenze specifiche, soprattutto se sono richieste nella descrizione dell’offerta: spesso la capacità di individuare i propri punti di forza e di adattare e comunicare le competenze acquisite durante gli studi o l’esperienza lavorativa pregressa è già un ottimo punto di partenza. Se sapete rispondere alla domanda “Cosa voglio fare?”, dovreste anche saper rispondere a “Cosa so fare davvero bene?”. La risposta è sicuramente da mettere in evidenza.

Taglia e cuci: questione di sartorialità

I curricula non sono tutti uguali, e non devono esserlo. Fatevi coraggio e mettetevi da subito nell’ottica che dovrete riprendere in mano il file ogni volta, non solo per aggiornarlo, ma anche per rivederlo e aggiustarlo affinché risponda nel modo migliore alla specifica descrizione del profilo ricercato che avete individuato e, se possibile, in funzione della persona che lo leggerà. Un CV non dovrebbe mai essere inviato a chiunque in modo standardizzato – motivo per cui il “formato europeo” si rivela spesso poco efficace, se non richiesto esplicitamente nella job offer. Meglio investire il proprio tempo in una buona revisione e rielaborazione, invece di inoltrare candidature poco mirate. A proposito della descrizione del lavoro: il consiglio è sempre quello di leggerla molto attentamente; se è richiesto un livello tecnico o linguistico di un certo tipo, siate anche sicuri di poterlo dimostrare. Una dose di rischio e intraprendenza ci sta, ma non esagerate, cercate di essere obiettivi e sinceri (che non è sinonimo di ingenui): non potrete in alcun modo sostenere di avere un español fluido perché siete stati in vacanza una settimana a Ibiza con i vostri amici… solo una volta e un’estate fa per giunta!

Stile e grafica (consigli pratici)

Anche in questo caso, layout e grafica andrebbero un minimo rivisti: abbiamo già scartato l’anonimo e insignificante “formato europeo”. Cosa possiamo fare per rendere il nostro curriculum più gradevole e di facile lettura?

Il vostro nome e cognome (in quest’ordine!) deve essere ben leggibile accanto alla vostra qualifica, ai vostri contatti e riferimenti.
Se di interesse o specifica utilità, inserite alcuni link a progetti o ai profili social, ma solo se li usate in modo professionale – altrimenti fate attenzione, possono diventare un’arma a doppio taglio! La regola di base è questa: se avete pubblicato contenuti che non fareste mai vedere alla nonna o ai vostri genitori, lasciate stare; ma sappiate che, in ogni caso, le persone che si occupano di selezione vi verranno a cercare e che, soprattutto, vi troveranno. Internet non dimentica.

Nel complesso, un curriculum non dovrebbe superare le due pagine A4, a meno che l’esperienza non sia molto lunga (20-30 anni di attività) e soprattutto di un certo rilievo. Deve essere ordinato e pulito: limitate la scelta a un solo carattere tipografico (font), al colore nero o (al limite) blu; per evidenziare le diverse sezioni basterà ingrandire di un punto o rinforzare con il grassetto. Siate il più possibile equilibrati, scrivere fitto fitto rende il testo illeggibile e dà l’idea sgradevole di horror vacui; ma anche troppe spaziature e ampi margini bianchi suggeriscono un’immediata associazione al vuoto. Convertite il vostro file in formato PDF e nominatelo in modo chiaro e inequivocabile (per esempio: “NomeCognome_cv.pdf”).

Attenzione, pericolo sciatteria!

«Le parole sono importanti». Lo sapete anche voi. Sceglietele allora con cura, e usatele in modo corretto: senza dubbio non vorrete presentarvi in modo sciatto. Nessuno (si spera) ammetterà strafalcioni ortografici, grammaticali o ambiguità lessicali. La punteggiatura non è opzionale, usatela con ponderazione (se avete le idee confuse, consultate questo prontuario, oppure quest’altro). I refusi, anche quelli più banali, sono il nemico (sic!) e bisogna tassativamente evitarli, a costo di ripetute (e noiose) revisioni. Fatevi aiutare, soprattutto se il vostro occhio è ormai abituato alla rilettura e affaticato. In alternativa, potete rileggere il testo dall’ultima parola risalendo al contrario fino alla prima. Questa attenzione deve anche essere impiegata nella stesura della lettera di presentazione o accompagnamento, come abbiamo già visto.

Organizzazione delle sezioni

Il primo consiglio è quello di ridurre il più possibile informazioni non pertinenti alla posizione per cui vi state candidando: se vi proponete per un lavoro di front office, ma avete solo fatto servizio al ristorante di famiglia, cercate di evidenziare in modo mirato (per non dire furbo) l’informazione. Cosa avete imparato da quell’esperienza, forse lontana, che può tornare utile per quella determinata mansione? (Es.: a relazionarvi con la clientela? A organizzare i turni di lavoro, o eventi privati? In questo caso, specificatelo pure).

Iniziate sempre dall’esperienza lavorativa, in sequenza cronologica dalla più recente alla più lontana, e cercate anche di evidenziare quella più significativa. Per ogni esperienza, indicate le date, la posizione e, se possibile, in modo sintetico, anche le mansioni principali e i risultati ottenuti. Fate esempi, date i numeri (se ne avete) e dimostrate come il vostro lavoro o approccio abbia fatto la differenza! Successivamente, indicate il vostro percorso di formazione; se avete seguito anche corsi complementari che dimostrino competenze in qualche modo utili o funzionali al lavoro che state cercando, non dimenticate di segnalarli. Un corso di teatro o dizione saranno forse più interessanti rispetto a uno di giardinaggio, qualora cercaste un lavoro in comunicazione.

Verosimilmente, sarà importante curare attentamente la sezione delle lingue straniere: non sempre le certificazioni ufficiali ottenute sono una garanzia di competenza, ma, se le avete, sarebbe assurdo non specificare il livello raggiunto e documentato. Per quanto riguarda le conoscenze informatiche: oggi si dà per scontato che sappiate usare la posta elettronica e navigare su Internet. Specificate solo le competenze che dimostrino una effettiva capacità di operare da professionisti nel digitale (social media, SEO/SEM, web design, software di grafica, ecc.) o in ambito informatico (programmazione, reti, sicurezza, ecc.), e naturalmente l’eventuale competenza per tutti i programmi richiesti come strumenti principali di lavoro (ad esempio, gestione contabilità o database).

Infine, se lo spazio e il contesto lo permettono, cercate di raccontarvi attraverso le vostre attività extra-lavorative: sport, meditazione, volontariato… Senza esagerare, anche queste informazioni contribuiranno a delineare ulteriormente il vostro profilo, e saranno indice di valore aggiunto: in fondo, a parità di competenze tra candidati, non è la passione a fare la differenza?
Per questo motivo, candidatevi, se possibile, per un lavoro che vi piace davvero fare, perché, bene o male, sarà quello in cui dovrete impegnarvi – se non per sempre – per molto tempo.

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