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5 consigli per ben presentarsi a un colloquio di lavoro

Avete scritto un ottimo curriculum e un’efficace cover letter, così vi hanno chiamato per un colloquio: bravissimi. Ora non vi resta che prepararvi al meglio per l’incontro. Ecco qualche consiglio.
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5 consigli per ben presentarsi a un colloquio di lavoro

Se state leggendo qui, forse significa che gli articoli precedenti su come migliorare il proprio curriculum e i consigli su come scrivere una cover letter efficace, hanno funzionato. Ora è arrivato il momento di preparasi a un primo incontro faccia a faccia.
Anche in questo caso, abbiamo già visto 4 errori da evitare durante il colloquio di lavoro, con relativi consigli per correggerli. Ora, invece, passiamo a qualche dritta utile per fare un’ottima impressione.
Se siete stati invitati a un preliminare incontro conoscitivo, il primo obiettivo è stato raggiunto, e se avete anche già ascoltato l’episodio di 4verticale dedicato all’argomento siete davvero a buon punto… Ma proviamo ad approfondire.

Rispondere alla chiamata o alla mail

Verosimilmente avrete ricevuto una telefonata dal selezionatore, che vi proporrà una o più date per l’incontro: non siate inflessibili e, se anche sareste dovuti correre in palestra a tonificare i muscoli, accettate l’opzione migliore (per il selezionatore). Non contrattate, non siete al Gran Bazar. Se per qualche motivo doveste davvero avere un impegno improrogabile e urgente, come una visita medica, non adducete scuse inverosimili, ma fatelo presente con educazione, magari offrendo la vostra disponibilità per un altro orario o giorno, ma sempre e comunque a stretto giro. L’indomani mattina all’alba o la settimana successiva, non sono proposte di buon senso. Se la richiesta vi viene accordata, ricordatevi di ringraziare, ma senza pedanteria. Lo stesso, qualora vi arrivasse una mail con l’appuntamento e le varie ed eventuali informazioni: ricordatevi sempre di rispondere, di ringraziare e salutare in modo educato.

Sarete senza dubbio contenti della risposta, e magari anche soddisfatti, ma è necessario mantenere la calma. Non bisogna dare per scontato nulla, anzi: il primo colloquio sarà solo l’inizio. E quindi? Ora cosa fare?

Prepararsi all’incontro

Fate un bel respiro, e rilassatevi. Sapete che sulla carta potreste essere voi, la persona giusta. Ma ricordatevi anche che non siete certo gli unici. Bisogna giocarsela ancora, il primo incontro è solo una seconda manche. E in alcuni casi, presso le aziende più strutturate e internazionali, non si tratta di un semplice colloquio, ma di un assessment di gruppo. In questo caso, il preliminare si svolgerà intorno a un tavolo con una decina (o più) di candidati, davanti a due o tre selezionatori che osserveranno e annoteranno lo svolgimento di una conversazione di gruppo (ma questa è decisamente materia per un altro articolo). Più facilmente, vi troverete di fronte a una persona dell’ufficio risorse umane con l’incarico di fare un’ulteriore scrematura, prima di farvi incontrare il (futuro) manager o diretto superiore.

Sono sicura che vi sarete già documentati sull’azienda o la compagnia in fase di redazione del curriculum o di stesura della cover letter; adesso non vi resta che approfondire la vostra documentazione: un’auto-verifica critica e, ancora una volta, il più possibile onesta (è più facile ingannare se stessi che i recruiter) vi sarà molto utile. Se potete, approfondite ulteriormente: siete riusciti a individuare la persona con cui dovrete (eventualmente) lavorare? Di che cosa si occupa? Quali attività gestisce, quante persone coordina? Cercate di intuire cosa sta cercando… e preparatevi strategicamente sui punti fondamentali che avete dedotto. Per qualcuno potrebbe essere utile una specie di simulazione ad alta voce delle risposte a domande che verosimilmente vi verranno poste, giusto per non essere colti alla sprovvista. Spesso la prima domanda è molto generale, colloquiale e conoscitiva, come ad esempio: Mi parli di lei. Si tratta di una domanda che, per la sua genericità, potrebbe far esitare o disorientare qualcuno, se non è abituato a queste situazioni. Altro esempio: Perché le interessa questo lavoro? Anche in questo caso, potrete dimostrare la vostra preparazione riguardo la posizione e l’azienda. O ancora: Qual è il suo punto debole? E quello di forza? Assicuratevi di saper rispondere, così come a: Cosa la rende il profilo perfetto? Perché dovremmo scegliere proprio lei?

Il vostro corpo dice sempre la verità

Mentre vi esercitate a rispondere a questo genere di domande, magari davanti a uno specchio, cercate di osservare anche il linguaggio del vostro corpo. Essere credibili è molto più semplice di quanto possiate immaginare: basta dire la verità! Il vostro corpo la conosce, e racconta molto di voi e del vostro stato d’animo – sa anche se state mentendo, e in questo caso potrebbe tradirvi… ricordate la scena clou del film di Quentin Tarantino, Inglorious Bastards? Rilassatevi dunque, e ricordate che la postura è molto importante: non incrociate le braccia e non muovete in modo isterico la gamba sotto il tavolo, è ansiogeno, soprattutto per chi vi è accanto. Cercate di sorridere in modo naturale e di rispondere con semplicità. Guardate il vostro interlocutore, cercate un contatto visivo, non sottraetevi. Assumete un tono sicuro, ma non arrogante: è necessario approfittare dell’occasione per ricordare i momenti più importanti del vostro percorso, senza entrare troppo nei dettagli, per lasciare anche emergere la vostra personalità e le vostre reali passioni. Mi raccomando: non imbrogliate sulla conoscenza delle lingue e delle competenze informatiche. Dovete essere pronti a dimostrare tutto, non solo con le certificazioni. Conoscere almeno una lingua straniera è una skill imprescindibile. Che figura fareste se vi chiedessero di rispondere a una domanda in inglese e non sapeste che pesci pigliare? Una pessima figura. Sì, succede, e non solo nei film dell’orrore.

Non vi sentirete mai pronti abbastanza; è normale, non preoccupatevi. Un po’ di adrenalina è salutare, aiuta in ogni competizione.

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Il momento è arrivato: come presentarsi

Il giorno dell’incontro è arrivato: prevedete un certo margine di anticipo e presentatevi puntuali all’appuntamento – è sempre consigliato verificare preventivamente la sede dell’incontro – come segno di educazione e rispetto per il tempo altrui che vi è dedicato. Se arrivate troppo presto, andate a prendervi una spremuta di agrumi al bar o distendete i nervi passeggiando nei dintorni. Se arrivate tardi, cercate di avvisare tempestivamente del disguido; mettetevi l’animo in pace, un imprevisto può sempre accadere, nonostante tutta la buona volontà: dovesse succedere proprio a voi, scusatevi per il ritardo, senza inventare storie assurde. Portate una copia stampata del CV che avete inviato, potrebbe servirvi. È importante essere ordinati nell’aspetto (doccia, pettine e abiti puliti saranno sempre vostri alleati) e curare l’abbigliamento, affinché sia adeguato all’ambiente.

Dimostratetevi interessati e fate domande

Last but not least: prima di congedarvi vi sarà posta un’ultima domanda, questa: Avete domande?
Tutto lo studio che avrete fatto, in questo caso vi sarà di estremo aiuto. Siate furbi, è la vostra ultima chance di avanzare nel processo di selezione e assicurarvi il colloquio decisivo con il manager (i nostri consigli sono validi anche per questa occasione). Un laconico “No” non è ovviamente accettabile, come non è il caso contrattare i giorni di ferie. Ponete domande semplici, di questo genere: Come si svolge una giornata tipo? Con quante persone avrò modo di lavorare? Quale potrebbe essere il primo progetto che mi verrà assegnato? Non discutete subito di soldi, se l’azienda è seria, sarà il suo rappresentante a farvi una proposta economica in ultima istanza, quando la loro scelta sarà ormai fatta. A questo punto, eventualmente, starà a voi valutare: se la cifra proposta dovesse risultare ridicola non abbiate timore di rilanciare per ottenere ‘il giusto’ o rifiutare. Siate sicuri di voi e di ciò che sapete fare (bene).
E a questo punto, non ci resta che augurarvi In bocca al lupo!

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