Differenze del francese svizzero rispetto a quello parlato in Francia

La Confederazione Elvetica è il Paese multilingue per eccellenza. Vediamo insieme le principali caratteristiche del francese parlato in Svizzera.
Differenze del francese svizzero rispetto a quello parlato in Francia

Una confederazione multilingue

Prima di parlare del francese svizzero e delle sue differenze rispetto a quello parlato in Francia, vi ricordo che abbiamo già scritto riguardo al francese canadese e a quello belga.

Ma veniamo alla Svizzera, uno stato federale diviso in 20 cantons (di cui 4 francofoni: Vaud, Neuchâtel, Ginevra e Giura) e 6 demi-cantons (di cui 3 parzialmente francofoni: Friburgo, Berna e Canton Vallese).

La Confédération Helvétique è certamente nota per il suo statuto multilingue: in Svizzera sono infatti lingue ufficiali – le elenco in ordine per numero di parlanti – il tedesco, il francese e l’italiano. Vi è poi una lingua minoritaria, parlata nel Cantone dei Grigioni dall’1% della popolazione svizzera: il romanche o rhéto-roman, noto in italiano come “romancio” e molto affine al ladino e al friuliano.

L’origine del francese e dell’italiano parlato in Svizzera è da far risalire all’epoca dell’Impero Romano, mentre il tedesco venne introdotto in seguito alle invasioni di Burgundi, Alemanni e Franchi.

Francese svizzero: differenze rispetto al francese metropolitano

Dopo questo brevissimo excursus storico-geografico, possiamo passare alle principali caratteristiche che contraddistinguono questa varietà del francese.

Fonetica

Tra le principali particolarità fonetiche del francese svizzero troviamo:

  • L’opposizione tra la “o” chiusa e la “o” aperta, il più delle volte neutralizzata dai francesi, che tendono ad utilizzare maggiormente la “o” chiusa e a pronunciare quindi nello stesso modo coppie di parole come pot (“vaso”) e peau (“pelle”) o come mot (“parola”) e maux (“mali”).
  • L’opposizione tra vocali corte e vocali lunghe, che conferisce alla parlata dei francofoni svizzeri una cadenza conosciuta come traînante e apparentemente più lenta di quella tipica del francese metropolitano.
  • L’accentazione variabile, vale a dire che l’accento in una parola o in una frase non deve necessariamente cadere sull’ultima sillaba pronunciata, come avviene invece per il francese parlato in Francia. Si tratta di un aspetto che permette di identificare un francofono svizzero nel giro di pochi secondi e che si deve all’influenza dell’italiano e del tedesco.

Lessico

Nel 1997 venne pubblicato il Dictionnaire Suisse Romand, che contiene oltre 1.000 termini tipici del francese svizzero.

Possiamo dividere questi termini in 4 categorie principali: arcaismi, prestiti, termini amministrativi e termini che indicano specifiche realtà svizzere.

Arcaismi:

Secondo la “Teoria delle aree laterali”, ogni lingua ha dei centri che promuovono l’innovazione (come la corte parigina per il francese), mentre le zone più remote tendono ad essere più conservatrici (è il caso della Svizzera e del Belgio).

Un esempio emblematico a tal proposito è quello dei numeri settanta, ottanta e novanta, noti in Svizzera come septante, huitantenonante (simili ai latini septuaginta, octuagintanonaginta) e in Francia come soixante-dix, quatre-vingtquatre-vingt-dix (basati su un più recente sistema di numerazione per serie di venti).

Septante e nonante si usano anche in Belgio, dove invece quatre-vingt ha avuto successo e ha rimpiazzato l’antico huitante.

Prestiti:

Il lessico del francese svizzero è stato fortemente influenzato dal tedesco. Infatti, ad esempio, in Svizzera schader si usa in contesti informali come sinonimo di aller vite (andare veloci, muoversi, sbrigarsi), zwieback è il termine usato per indicare una biscotte (fetta biscottata) e foehn sostituisce il francese sèche-cheveux, esattamente come spesso sostituisce il nostro “asciugacapelli” nella maggior parte delle regioni italiane. Altri termini usati sia in Svizzera, sia in Italia (ma non in Francia) sono autogoal (reso in francese metropolitano attraverso il giro di parole but marqué contre son camp) e boiler (noto in Francia come chauffe-eau).

Termini amministrativi:

Ogni varietà di lingua tende ad utilizzare termini diversi relativi al sistema amministrativo e scolastico del Paese in cui è parlata. Pertanto, ad esempio, in Svizzera “sindaco” non si dice maire bensì syndic, “voto” è votation e non vote e il gymnase è l’école secondaire.

Termini che indicano specifiche realtà svizzere:

Quando si tratta di varietà linguistiche è praticamente impossibile non parlare di gastronomia. Nella Confederazione, ad esempio, le boutefas è un particolare tipo di salame di maiale, mentre il dôle è un tipico vino rosso.

Inoltre, esattamente come accade in Canada, anche in Svizzera non si parla di petit déjeunerdéjeuner e dîner, bensì di déjeuner, dîner e souper (rispettivamente colazione, pranzo e cena).

Infine, diversi termini svizzeri si riferiscono ai loisirs – come jass, un gioco di carte piuttosto popolare in Svizzera – o all’ambiente rurale, come raccard (grange à blé, fienile) e bisse (long canal d’irrigation).

Sintassi

Per quanto riguarda la sintassi, il francese svizzero si distingue per:

  • Un diverso ordre des mots, che dà vita ad espressioni come tu va ça manger (qualsiasi abitante della Francia direbbe invece tu va manger ça)
  • L’accusativo preposizionale, ovvero l’utilizzo della preposizione à prima di un complemento oggetto che indica una persona (in Svizzera non è insolito sentire che una persona aide à quelcu’un, mentre in Francia si può aider quelcu’un, senza preposizione). Si tratta anche di uno degli aspetti tipici dello spagnolo e di alcuni dialetti del sud Italia e ve ne avevamo parlato meglio in questo articolo.
  • Il verbo vouloir usato per formare il futuro al posto di aller. In Francia infatti si dice, ad esempio, che il va pleuvoir, mentre in Svizzera si preferisce la forma il veut pleuvoir, ovvero “pioverà” o, letteralmente, “vuole piovere”, altra espressione svizzera che potrebbe capitarvi di sentire anche in alcune zone d’Italia.
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