Doppiatori italiani famosi nei film internazionali: nomi e curiosità

Una carrellata di star del doppiaggio made in Italy: per fare pratica con l’italiano guardando i film di Hollywood e dintorni. Oltre ad alcune serie tv e animate
Doppiatori italiani famosi nei film internazionali: nomi e curiosità

Illustrazione di Lucille Duchêne

Assieme a Spagna, Francia, Germania e Austria, l’Italia è uno dei Paesi europei dove il doppiaggio di film (e serie tv) è più diffuso. Parliamo di una tradizione che affonda le radici in un passato ormai lontano: l’esigenza di tradurre prodotti audiovisivi si presentò con l’avvento nel cinema del sonoro.

Fu allora che si pose il problema di come fare a importare pellicole dall’estero, visto che la stragrande maggioranza di quelle sul mercato arrivava dagli Stati Uniti. E se inizialmente si optò per l’inserimento di didascalie dopo ogni dialogo – metodo che, però, finiva per allungare la durata del film in maniera insopportabile –, alla fine si decise di ricorrere al doppiaggio, soluzione incoraggiata dal regime fascista sulla scia del rifiuto, da parte dello stesso, di ogni tipo di cultura non nazionale. 

Fu il produttore ligure Stefano Pittaluga ad aprire, nel 1932, il primo stabilimento per il doppiaggio nello Stivale. Quando, poi, nel ’34, fu promulgata una legge che vietava la distribuzione di film non doppiati sul territorio italiano, voilà: il doppiaggio divenne ufficialmente un nuovo settore produttivo che non sarebbe mai scomparso. Anzi, si sarebbe sviluppato fino a dar vita a un’industria tutt’oggi celebrata con premi e festival ad hoc, vedi “Voci nell’ombra”.

Va detto che questo non ha mancato di suscitare qualche critica, basti rammentare la polemica di Gabriele Muccino, il regista di “La ricerca della felicità”, per citare il titolo che gli è valso la notorietà negli States: “Esiste una lobby che si tramanda di padre in figlio, chiusa e invulnerabile. Ce ne sono di bravi, di doppiatori italiani famosi, ma molti lavorano in modo scadente e chi va al cinema vede la simulazione di un film”.

Se state studiando l’italiano, però, l’ampia disponibilità di prodotti audiovisivi doppiati in questa lingua può tornarvi utile. Tradotto: avete un’enorme cineteca internazionale per fare pratica! Ma chi sono i doppiatori italiani famosi che hanno prestato la voce ai più grandi divi del cinema?

Doppiatori italiani famosi: le voci maschili

Tra gli uomini, uno dei primi da ricordare è il grande Alberto Sordi, che negli anni 40 doppiò Oliver Hardy – l’Ollio del duo comico Stanlio e Ollio (in inglese Laurel & Hardy) – in una trentina di film. Poi c’è Giuseppe Rinaldi, la voce de “Il Padrino” di Francis Ford Coppola, ossia di Marlon Brando, anche doppiatore di Paul Newman, Jack Lemmon, Rock Hudson. E ancora, Claudio Sorrentino, che purtroppo ci ha lasciati il 16 febbraio 2021 a causa del Covid-19: scelto da Walt Disney in persona come voce di Topolino, è stato il doppiatore di John Travolta (“Pulp Fiction”, “Grease”, “La febbre del sabato sera”) e di Mel Gibson (da “Arma Letale” a “Braveheart”). E Francesco Pannofino, attore (guardatevi la serie cult “Boris”, merita!) e doppiatore: dobbiamo a lui la versione made in Italy, in tantissime pellicole, di George Clooney, Denzel Washington, Antonio Banderas, Mickey Rourke, Jean-Claude Van Damme, Philip Seymour Hoffman, Kevin Spacey. 

Non è tutto. Tra i doppiatori italiani famosi non si può dimenticare Sandro Acerbo, che dopo il precoce esordio, durante l’infanzia, come voce di uno dei cuccioli ne “La carica dei 101” e del piccolo Michael in “Mary Poppins”, da adulto ha doppiato Brad Pitt in una trentina di film, nonché Robert Downey Jr., Will Smith, Christian Slater e Michael J. Fox (nella seconda e terza parte di “Ritorno al Futuro”). Ma l’elenco è lungo e continua con Giancarlo Giannini, attore attivo anche all’estero, noto come doppiatore soprattutto per aver prestato la voce ad Al Pacino in più di 20 film (da “Profumo di donna” a “L’avvocato del diavolo”) e a Jack Nicholson (“Shining”), da non perdere nei panni vocali di Michael Douglas nel bellissimo “Wall Street”.

Anche Ferruccio Amendola ha doppiato Al Pacino in svariati film tra cui “Scarface” e “Il Padrino – parte III” (nel ruolo di Michael Corleone), ed è sempre sua la voce di Robert De Niro in quasi 40 film, tra cui “Taxi Driver”, oltre che di Dustin Hoffman in una ventina (“Rain Man”) e di Sylvester Stallone (vedi i primi tre “Rambo”). De Niro è stato doppiato anche da Stefano De Sando in più di 30 film. Tra l’altro, se avete visto “Breaking Bad” conoscete già la sua voce, che è quella del protagonista Brian Carston/Walter White, così come quella di Francesco Pezzulli, doppiatore di Leonardo Di Caprio che nella popolare serie presta la voce ad Aaron Paul/Jesse Pinkman.

Infine, non si possono non citare: Roberto Chevalier, voce di Tom Cruise (“Top Gun”, “Mission Impossible”), Tom Hanks (“Apollo 13”, “Philadelphia”), Andy Garcia e Dennis Quaid; l’attore comico e conduttore Pino Insegno, voce di Will Ferrell e Viggo Mortensen; Fabio Boccanera, doppiatore di Johnny Depp (più di 25 film, tra cui “Pirati dei Caraibi” e “La fabbrica di cioccolato”), Colin Farrell (una ventina, tra cui “Minority Report” e “The Lobster”) e Ben Affleck (“Will Hunting”); Oreste Lionello, voce di Woody Allen in oltre 30 film; Tonino Accolla, voce di Eddie Murphy in altrettanti titoli, tra cui “Una poltrona per due”.

Doppiatori italiani famosi: le voci femminili

E le donne? Come in tutti i settori, sono di meno quelle diventate così celebri, un po’ perché nell’industria cinematografica le attrici hanno storicamente avuto meno ruoli da protagoniste, un po’ perché alle dive del cinema sono state perlopiù assegnate voci di volta in volta diverse a seconda dei film. Ciò detto, vale la pena ricordare Chiara Colizzi, voce ricorrente di Nicole Kidman (per esempio in “The Others”) ed Emily Watson (tra i titoli, “Le onde del destino” di Lars Von Trier), oltre che della spagnola Penélope Cruz e di Uma Thurman e Kate Winslet in pellicole di culto quali “Kill Bill” e “Titanic”.

Poi abbiamo Maria Pia Di Meo per Meryl Streep e Claudia Catani per Angelina Jolie (in “Mr. & Mrs. Smith” si sente la sua voce in coppia con quella del succitato Acerbo nel ruolo di Brad Pitt) e per Charlize Theron, Gillian Anderson (nella serie “X Files”), Marion Cotillard, Lena Headey (“Il trono di spade) e Gal Gadot alias l’interprete dell’eroina di “Wonder Woman”.

Altra doppiatrice italiana importante è Giuppy Izzo, voce di Renée Zellweger in una quindicina di film, incluso “Il diario di Bridget Jones”, ma anche di Rachel Weisz (“La mummia”, “About a Boy”) e Winona Ryder (sì, anche nella serie “Stranger Things”). E se Emanuela Rossi ha doppiato sia Michelle Pfeiffer in oltre 20 film, tra cui “Scarface” e “Le verità nascoste”, sia Emma Thompson (“Quel che resta del giorno”, “Ragione e sentimento”), Perla Liberatori è stata di frequente l’interprete vocale di Scarlett Johansson (si pensi a “Lost in Translation”), Angiola Baggi di Isabelle Huppert e Susan Sarandon, Maria Pia Tempestini di Catherine Deneuve (“La mia droga si chiama Julie” di Truffaut), Cristina Boraschi di Julia Roberts (“Pretty Woman”, “Il rapporto Pelican”), ma anche di Sandra Bullock, Julianne Moore, Meg Ryan.

La quale, però, nella celebre commedia “Harry, ti presento Sally…” ha la voce di Silvia Pepitoni. Chiudiamo questa carrellata con Cristiana Lionello, figlia del già citato Oreste e doppiatrice in molti film di Sharon Stone e Cate Blanchett, e con la milanese Ilaria Stagni, conosciutissima per aver doppiato a lungo Bart Simpson, tra l’altro dopo essere stata selezionata dal regista Matt Groening in persona, ma anche per essere stata in seguito sostituita – così ha raccontato lei stessa – unicamente per ragioni economiche. Curiosità: prestare la voce a bambini maschi è una delle sue specialità, lo ha fatto anche con Macaulay Culkin/Kevin per “Mamma, ho perso l’aereo” e con Barret Oliver/Bastian per “La storia infinita”.

Imparare l'inglese con Babbel
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Raffaella Oliva
Giornalista freelance, Raffaella è laureata in Filosofia, sua grande passione assieme a musica e concerti. Ama camminare senza meta con i suoi dischi preferiti nelle orecchie, ma anche viaggiare, vagare per cimiteri, dividersi tra film e letture, scrivere nei bar. Non crede a nulla tranne che nei poteri curativi dello zenzero.
Giornalista freelance, Raffaella è laureata in Filosofia, sua grande passione assieme a musica e concerti. Ama camminare senza meta con i suoi dischi preferiti nelle orecchie, ma anche viaggiare, vagare per cimiteri, dividersi tra film e letture, scrivere nei bar. Non crede a nulla tranne che nei poteri curativi dello zenzero.

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