Come vengono scelti i nomi delle missioni spaziali?

Sapete perché la missione Apollo si chiama così? Abbiamo intervistato Giulia Bassani e le abbiamo chiesto l’origine dei nomi utilizzati nelle missioni spaziali.
Jim Irwin durante la missione spaziale Apollo 15

Perché le prime missioni lunari sono state chiamate Apollo? Cosa significa Sputnik? Chi ha scelto il nome del rover marziano Perseverance? Per rispondere a queste e altre domande, abbiamo incontrato Giulia Bassani, laureata in Ingegneria aerospaziale e specializzanda in Aeromeccanica e sistemi di bordo al Politecnico di Torino, nonché ricercatrice presso il Blue Marble Space Institute of Science e autrice del romanzo fantascientifico “Ad Martem 12” e del romanzo distopico “Kalopsia”.

Domande al paradiso

La nostra chiacchierata con Giulia è partita dal suo specifico ambito di studio: Marte, il Pianeta Rosso. In particolare, le abbiamo chiesto l’origine dei nomi dell’elicottero Ingenuity e dei rover Opportunity, Curiosity e Perseverance, impegnati proprio nella scoperta di Marte. “Gli americani danno spesso questi nomi: semplici parole della loro lingua che possano essere di ispirazione.”

“Nello specifico, il nome di Perseverance è stato scelto da un bambino, in occasione di un concorso appositamente indetto dalla NASA. Inoltre, con l’obiettivo di cercare tracce di vita passata, il rover è sceso vicino al cratere Jezero, chiamato così perché in antichità era quasi sicuramente un lago, e Jezero è una parola di origine slava che significa proprio lago.”

Diverso è invece il caso di una missione cinese da poco approdata su Marte con la sonda Tianwen e il rover Zhurong. Infatti – come ci spiega Giulia – “Tianwen significa domande al paradiso, mentre Zhurong è il dio della guerra e del fuoco, il che risulta particolarmente interessante se pensiamo al fatto che Marte in cinese si dice Huǒxīng, che letteralmente significa pianeta di fuoco. Praticamente, è come se i cinesi avessero mandato il dio del fuoco sul pianeta del fuoco.”

Apollo

Parlando poi delle missioni lunari statunitensi Apollo, Giulia ci ha raccontato che “colui che ha scelto questo nome è stato ispirato da un’immagine della figura mitologica di Apollo su un carro che trainava il Sole. Il suo ragionamento è stato: queste missioni avranno la stessa portata di ciò che Apollo sta facendo in questa immagine. Le chiameremo Apollo.”

Il lancio della missione Apollo 11

Chang’e è invece il nome di una serie di missioni lunari portate avanti dalla Cina, nonché “il nome di una figura mitologica femminile che rubò la pillola dell’immortalità al marito, causando l’ira di quest’ultimo e decidendo quindi di scappare sulla Luna.”

Inoltre, durante la missione Chang’e 3 del 2013, a scendere sulla superficie lunare è stato il rover Yutu. “Nella mitologia cinese, Yutu è il coniglio di giada. Questo rover è stato chiamato così perché ha realizzato il primo atterraggio morbido cinese sulla Luna, scendendo quindi senza schiantarsi (con l’agilità di un coniglio, per l’appunto) e potendo continuare ad operare sulla superficie lunare.”

Compagno di viaggio

Il nome della prima missione spaziale russa è invece Sputnik, che – ci dice Giulia – significa compagno di viaggio. “In realtà però, siccome all’inizio della storia del volo spaziale non esisteva ancora un termine che volesse dire satellite, in Russia è stato attribuito questo nuovo significato alla parola sputnik.

I russi utilizzavano quindi il termine sputnik come nome comune in grado di indicare tutti i satelliti, e si riferivano nello specifico al satellite lanciato nel 1957 parlando di primo satellite artificiale. Gli americani invece intesero la parola sputnik come nome proprio, riferito esclusivamente al satellite del ’57, che è infatti poi passato alla storia e arrivato fino a noi come Sputnik.”

Infine, abbiamo parlato con Giulia del fatto che tutti gli astronauti debbano necessariamente conoscere almeno l’inglese e il russo. “Questo perché l’inglese è la loro lingua ufficiale, mentre i comandi dei Sojuz che hanno preceduto i razzi SpaceX di Elon Musk sono esclusivamente in russo e la Stazione Spaziale è mezza russa e mezza americana.”

Le lingue sono importanti in tutti i lavori“, continua Giulia, “e nello spazio in particolar modo, perché gli astronauti provengono da nazioni con lingue, culture e background diversi, ma quando si ritrovano chiusi nella stessa lattina di metallo è chiaramente necessario un alto livello di comprensione.”

📸: Project Apollo Archive

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Valeria Visciglia

Valeria Visciglia è una studentessa ed ex ballerina nata a Torino. Dopo essersi diplomata con una tesina sul cervello poliglotta, si è iscritta alla facoltà di Scienze della Mediazione Linguistica. I suoi interessi includono scrivere, frequentare concerti, coccolare gatti, prendere aerei e cercare di capire qual è la sua lingua preferita.

Valeria Visciglia è una studentessa ed ex ballerina nata a Torino. Dopo essersi diplomata con una tesina sul cervello poliglotta, si è iscritta alla facoltà di Scienze della Mediazione Linguistica. I suoi interessi includono scrivere, frequentare concerti, coccolare gatti, prendere aerei e cercare di capire qual è la sua lingua preferita.