L’analfabetismo funzionale. Cos’è e come si combatte.

Che cos’è l’analfabetismo funzionale? In cosa differisce dall’analfabetismo classico? Come si contrasta? Il nostro Vanny risponde a tutte queste domande.
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L’analfabetismo funzionale. Cos’è e come si combatte.

Illustrazione di Aaron Cushley

La centralità della lingua per la formazione e la crescita di ogni individuo rappresenta un tema spesso affrontato con interesse. In Italia si è creato un lungo dibattito riguardante le competenze linguistiche dei cittadini per comprendere se ne viene fatto un uso sia efficace che corretto e soprattutto per promuovere una migliore alfabetizzazione durante il percorso di studi. La nostra lingua rappresenta un patrimonio alla portata e alla disponibilità di tutti ma va usata in maniera corretta.

È opportuno distinguere l’alfabetizzazione funzionale dall’alfabetizzazione generale. L’alfabetizzazione rappresenta la combinazione di varie abilità, le quali vengono sviluppate in ambienti formativi a partire dalle basi del sistema educativo di istruzione, come ad esempio la lettura, la scrittura e il calcolo. L’alfabetizzazione funzionale invece simboleggia l’alfabetizzazione ad un livello più elevato e si prospetta all’uso perpetuo delle abilità apprese. Lo scopo principale di queste competenze non è il semplice “saper leggere e scrivere” ma è rappresentato dall’uso di tali abilità per un intervento attivo ed efficiente nelle attività che richiedono una determinata comunicazione verbale.

Un individuo completamente analfabeta non è in grado di leggere e/o scrivere mentre un analfabeta funzionale possiede una padronanza basilare di queste competenze ma non è abile nell’utilizzarle efficacemente nella vita quotidiana. Si può dire in maniera più elaborata che un individuo affetto da analfabetismo funzionale possiede delle difficoltà nel comprendere testi semplici e non è capace di sviluppare un proprio pensiero critico. Quest’incapacità di comprendere e utilizzare le informazioni ostacola l’individuo da una propria partecipazione attiva nella società. L’analfabeta funzionale è contrassegnato da una limitata e superficiale conoscenza dei fenomeni politici, sociali e storici e li generalizza a causa dell’influenza di episodi strettamente legali alle proprie esperienze personali. Inoltre l’uso di stereotipi e pregiudizi è molto frequente.

Un’altra caratteristica causata dall’analfabetismo funzionale è l’incapacità di distinguere le notizie vere da quelle false e conseguentemente l’identificazione delle fonti attendibili non viene realizzata. La mancata verifica dell’attendibilità delle notizie false porta alla diffusione della disinformazione in molteplici campi. Questo è inoltre dovuto dalla mancanza dell’elaborazione di un proprio parere e dalla totale assenza della messa in discussione di una determinata informazione. Le abilità per un’analisi delle informazioni sono sfruttate in maniera basilare e di fronte allo studio di temi complessi, il disorientamento ne rappresenta il risultato.

Le cause sono principalmente di carattere socio-culturale. Il livello basso di istruzione, la mancanza di esercizio mentale e l’utilizzo della televisione (e dei social media) come unico strumento di informazione rappresentano le principali cause di questo fenomeno. L’analfabetismo funzionale può essere contrastato attraverso l’allenamento delle capacità mentali, stimolando sia il linguaggio che il pensiero critico. Tuttavia, non è scontato dire che i diplomati e i laureati siano esenti da questo fenomeno. L’analfabetismo funzionale può emergere attraverso un processo di retrocessione se non viene effettuato un costante allenamento mentale. Le competenze acquisite devono essere sollecitate continuamente per mezzo della lettura e dell’informazione, permettendo all’individuo di elaborare un pensiero critico. Mantenere o addirittura sviluppare le proprie conoscenze permette di contrastare questo fenomeno e le varie attività di apprendimento dovrebbero essere sostenute anche in età adulta.

Rassegnarsi e abbandonare le persone affette da analfabetismo funzionale alla banalità e alla stereotipizzazione non è di certo una soluzione. Un rimedio è rappresentato da vari percorsi di apprendimento che racchiudono l’analisi di diversi documenti e testi, la verifica dell’acquisizione dei contenuti e la capacità di utilizzare le informazioni comprese, per poi commentare ed argomentarle in maniera personale e critica. Un altro rimedio contro l’analfabetismo funzionale può essere raffigurato dalla presenza di vari tutor all’interno dell’istruzione per la formazione, lo sviluppo e l’aggiornamento delle proprie competenze. Ciò può influenzare in maniera positiva la totale assimilazione delle capacità di lettura, ascolto, elaborazione, sintesi ed approfondimento.

Inoltre la condivisione dei saperi e delle competenze, andando al di fuori della didattica tradizionale, può condurre ogni comunità verso uno sviluppo migliore delle proprie abilità. Fondamentale è rendere alla portata di tutti l’inclusione alla formazione, sia nella scuola che nel lavoro, in modo da permettere una maggiore diffusione delle capacità e delle competenze funzionali ai rapporti interpersonali. Il miglioramento delle conoscenze rimane di grande importanza soprattutto nel coinvolgimento di un maggior numero di persone, partendo dal territorio locale fino ad arrivare ad un livello internazionale.

Sfortunatamente però, non è possibile imporre a tutti di formarsi in maniera avanzata ed efficiente. Il ritorno all’istruzione o ad un’educazione diretta possono creare l’effetto contrario a quello desiderato,  cioè una mancata accettazione di tale pensiero attraverso il sollevamento di varie polemiche.

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