7 capolavori letterari e l’arte di tradurne i titoli in italiano

Dietro alla scelta dei titoli di molti libri tradotti in italiano, c’è spesso una ricerca approfondita riguardante i lettori e i temi portanti dei libri stessi. Vediamo assieme alcuni casi emblematici.
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7 capolavori letterari e l’arte di tradurne i titoli in italiano

I libri, si sa, non si giudicano dalla copertina, eppure un titolo azzeccato può incidere molto sul successo di un testo: la scelta del titolo per la diffusione in Italia di un’opera straniera è un momento cruciale della filiera editoriale.
Capita che i titoli originali siano pressoché intraducibili, perché la loro trasposizione letterale suonerebbe davvero male in italiano. È qui che entrano in gioco il preziosissimo lavoro del traduttore e le sue capacità.
Tradurre implica sempre competenza, estro, talento, ingegno.
Tradurre significa fare delle scelte.
E dietro ogni scelta c’è una storia.
Vediamone assieme alcuni casi emblematici di titoli di libri tradotti in italiano.

1) “Преступление и наказание”, alias “Delitto e castigo”

Il titolo originale, “Il delitto e la pena”, fu ispirato dall’opera di Cesare Beccaria “Dei delitti e delle pene”, che circolava, in traduzione russa, fin dal 1803.
Il titolo della prima versione italiana del romanzo, “Il delitto e il castigo”, si deve al fatto che l’opera fu tradotta in prima battuta non dal russo ma dal francese.
In francese il titolo era, infatti, “Le crime et le châtiment”: il termine “châtiment” diventò l’italiano “castigo”, perdendo il riferimento al testo di Beccaria e la sfumatura giuridica della parola “pena”.
In seguito, l’articolo “il” cadde e voilà, ecco l’immortale “Delitto e castigo”.

2) “The catcher in the rye”, alias “Il giovane Holden”

Il titolo originale riprende un verso di “Comin’ Through the Rye” del poeta Robert Burns ed è un’espressione quasi intraducibile in italiano: “catcher” indica il ricevitore nelle squadre di baseball, “rye” significa “segale”, quindi potremmo dire “L’acchiappatore nella segale”.
Holden immagina un campo di segale dove i bambini corrono ignari del burrone che li attende ai suoi confini e dice alla sorella che da grande vorrebbe fare appunto il “catcher in the rye”, ovvero essere in grado di salvare i bambini dalla morte, afferrandoli quando stanno per cadere.
La prima edizione italiana s’intitolava “Vita da uomo” (bruttino, diciamocelo).
La successiva edizione Einaudi lo ribattezzò “Il giovane Holden” per richiamare altri grandi libri del passato (“I dolori del giovane Werther”, “I turbamenti del giovane Törless”) e rendere il romanzo in qualche modo familiare ai lettori.

3)

“To kill a mockinbird”, alias “Il buio oltre la siepe”

Anche il celebre romanzo di Harper Lee ha un titolo che non suonerebbe bene in italiano, letteralmente “Uccidere un mimo”, dove “mimo” sta per un particolare tipo di uccello (ritratto sulla copertina italiana), detto anche tordo beffeggiatore.
Il titolo originale fa riferimento a una scena in cui Atticus Finch dice ai suoi figli di non sparare agli uccelli (i “mockingbird”, appunto).
La versione italiana si rifà, invece, a un altro passaggio cruciale del romanzo (i bambini protagonisti non sanno cosa ci sia oltre la siepe di casa loro e per questo ne hanno paura) e, più in generale, al tema del male che assedia la vita dell’uomo spesso molto più da vicino di quanto non si creda.

Siete interessati all’argomento? Qui c’è un altro articolo relativo ai titoli dei film anglosassoni tradotti in italiano.

4) “The man in the high castle”, alias “La svastica sul sole”

Il titolo originale, “L’uomo nell’alto castello”, diventa il suggestivo “La svastica sul sole”, che fa riferimento alla vicenda ucronica raccontata nel libro: vi si immagina, infatti, un mondo in cui il Giappone e la Germania nazista hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale, diffondendo la dittatura in tutto il globo, Stati Uniti compresi.
La traduttrice, Roberta Rambelli, concordò il titolo italiano con l’autore, il grande Philip K. Dick, e il risultato fu davvero notevole.

5) “Reunion”, alias “L’amico ritrovato”

Il titolo originale indica il ritrovarsi dopo una separazione: è quello che accade, metaforicamente, ai due protagonisti del libro: Hans, ragazzo di origine ebrea, e Konradin, di famiglia aristocratica e antisemita.
Il romanzo venne inizialmente pubblicato in Italia con il titolo “Ritorno”.
La successiva versione, “L’amico ritrovato”, torna al concetto espresso dall’originale, affinandolo e sottolineando il tema dell’amicizia, fondamentale nel romanzo.

Meglio la versione doppiata dei film o quella originale? In questo articolo ne abbiamo parlato.

6) “The stand”, alias “L’ombra dello scorpione”

Il celebre romanzo di Stephen King narra la lotta tra Bene e Male in un modo post-apocalittico in cui i personaggi si trovano a vivere dopo una tremenda epidemia.
“The Stand” (non facile da tradurre) fa riferimento alla resistenza messa in atto da un gruppo di sopravvissuti che si oppongono al malvagio Randall Flagg.
In Italia la scelta cadde su un titolo più esotico e misterioso, che poteva avere un appeal maggiore sul pubblico di King e sugli appassionati del genere horror in generale.

7) “A visit from the Goon Squad”, alias “Il tempo è un bastardo”

Il titolo del romanzo di Jennifer Egan, premio Pulitzer nel 2011, fa riferimento alla canzone di Elvis Costello “Goon Squad” (“banda di picchiatori”).
La versione italiana sceglie, invece, di riprendere un’espressione spesso ripetuta nel libro, “time is a goon”, ovvero “il tempo è un bastardo”, rendendo molto bene quello che è il tema portante di tutta la narrazione: il tempo picchia duro e non fa sconti a nessuno.

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