Come salutare e presentarsi in spagnolo

Quanti modi ci sono per salutare in spagnolo? Scopritelo assieme alla nostra madrileña Cristina.
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Come salutare e presentarsi in spagnolo

¡Hola! Me llamo Cristina, y tú, ¿cómo te llamas?
Bene! Avete appena capito una frase completa in spagnolo.

¡Felicidades!
(Complimenti!)

Aspettate però, non è il caso di mettersi già a ballare “La Macarena”! Se vi è già capitato di battere in ritirata nel bel mezzo di una conversazione in spagnolo (a causa della valanga di domande e commenti incomprensibili), avrete già realizzato che gli hispanohablantes sono MOLTO loquaci. State pure certi che, dopo aver chiesto il vostro nome, continueranno a farvi dozzine di domande a raffica.

Volete fare una buona impressione fin da subito? Lasciate che vi introduca, con appena un paio di frasi essenziali, ai migliori modi di iniziare e finire una conversazione in spagnolo.

 

Hola

Hola è l’equivalente di “ciao” e sono sicura che lo abbiate già sentito svariate volte. Alcuni modi più formali per salutare sono poi buenos días (lett. “buoni giorni”) al mattino, buenas tardes (lett. “buoni pomeriggi”) il pomeriggio e buenas noches (lett. “buone notti”) la sera o più tardi.

Gli hispanohablantes, in generale, scandiscono il tempo in maniera diversa e mangiano spesso ad orari insoliti; non stupitevi dunque se dovessero rivolgervi un “buenos días” verso le 3 del pomeriggio. Allo stesso modo, “buenas tardes” può essere utilizzato senza alcun problema fino alle 8 di sera.

In Spagna poi ¡la noche es joven! (la notte è giovane) anche quando in realtà è già anzianotta: potete iniziare a usare “buenas noches” già dalle 9 di sera.

Per finire, anche se in italiano siete abituati a dare la buonanotte a qualcuno solamente prima di andare a letto, in spagnolo è perfettamente normale farlo anche prima nel corso della serata.

Come ti chiami?

Dopo aver detto ciao, è forse il caso che vi presentiate!
Yo me llamo _ _ _ _ _. (Io mi chiamo _ _ _ _ _.) Cerchiamo però di non rendere la conversazione unidirezionale… Ecco come chiedere il nome a qualcun altro:
¿Cómo te llamas?

Malgrado le molte somiglianze linguistiche, alcuni nomi italiani potrebbero suonare esotici, anche solo per la pronuncia, all’orecchio di uno spagnolo. Spinto dalla curiosità, il vostro interlocutore potrebbe dunque essere intenzionato a saperne di più su di voi!

 

Di dove sei?

¿De dónde eres?

A cui voi risponderete:

Yo soy de _ _ _ _ _ _  (Io sono di _ _ _ _ _)

Attenzione: a differenza dell’italiano, lo spagnolo preferisce spesso la forma “de + nome del paese” invece dell’aggettivo corrispondente: “de Italia” invece di “italiano”.

(Imparate i nomi dei paesi in spagnolo e inseriteli nello spazio bianco per cambiare la vostra nazionalità).

 

Ciao!

Per concludere una conversazione potete dire semplicemente dire ¡Adiós!, oppure utilizzare il più informale chao (la versione spagnolizzata del nostro italianissimo saluto!). Se invece pensate di rivedere presto l’altra persona potete sempre combinare hasta (lett. “a”) con luego (“dopo”), pronto (“presto”) o mañana (“domani”).

È semplice, ripassiamoli velocemente:

– ¡Hasta luego! (A dopo!)

– ¡Hasta pronto! (A presto!)

– ¡Hasta mañana! (A domani!)

 

Adesso tocca a voi!

Non dimenticate quanto avete appena imparato e pensate a come tradurreste la seguente frase:

“Buon pomeriggio! Mi chiamo Cristina e vengo dall’Argentina. Ci vediamo domani!”

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Cristina Gusano
Cristina Gusano Sanz ha imparato a parlare molto prima di camminare, e alcuni potrebbero confermare che da allora non ha mai smesso. Ha studiato storia dell'arte per poi specializzarsi in comunicazione, social network e marketing culturale. Vive a Berlino dal 2011 e si è unita al team di Babbel nel 2015. Preferisce scrivere lettere "alla vecchia maniera" alla sua famiglia e ad i suoi amici e le piace molto cantare mentre va in bicicletta. Seguimi su Twitter.
Cristina Gusano Sanz ha imparato a parlare molto prima di camminare, e alcuni potrebbero confermare che da allora non ha mai smesso. Ha studiato storia dell'arte per poi specializzarsi in comunicazione, social network e marketing culturale. Vive a Berlino dal 2011 e si è unita al team di Babbel nel 2015. Preferisce scrivere lettere "alla vecchia maniera" alla sua famiglia e ad i suoi amici e le piace molto cantare mentre va in bicicletta. Seguimi su Twitter.
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