Spagnoli e italiani… fratelli, ma non gemelli

Quante volte vi è capitato di dire che non serve studiare lo spagnolo perché è molto simile all’italiano? Un luogo comune molto facile da sfatare.
Spagnoli e italiani… fratelli, ma non gemelli

Ilustrazioni di Mónica Andino 

A volte, quando si impara una lingua, commettere errori ci porta a situazioni davvero divertenti. Dopo aver già fatto una figuraccia è difficile poi ricadere nel tranello. In questo articolo, vedremo insieme alcuni dei malintesi più divertenti in “itañol”, lo spassoso mix tra italiano ed español!

Se siete italiani e state imparando lo spagnolo vi sarete già resi conto che i false friends tra le due lingue abbondano. Anche noi spagnoli che ci siamo avvicinati alla lingua di Dante, comunque, lo abbiamo imparato a nostre spese. Come recita il detto: “fidarsi e bene, non fidarsi è meglio”.

Vi voglio raccontare alcuni dei malintesi più comuni e divertenti di cui sono stata protagonista… vi saranno sicuramente familiari, scommettiamo?

Se c’è una cosa per cui i “false friends” sono utili è che, una volta appresa la lezione, difficilmente finiamo per scordarcela. Il malinteso si trasforma ben presto in un aneddoto esilarante. Così facendo, il ricordo del tranello linguistico ci rimane più impresso.

Anche se è ormai trascorso molto tempo, dei miei 10 mesi d’Erasmus in Italia ho un ricordo incredibile. Indelebile direi. Oltre a essermi divertita tantissimo, ho conosciuto persone stupende e che fanno ancora parte della mia vita. E, ovviamente, ho imparato un nuovo idioma… volevo dire “lingua”!

Imparare l’italiano è stato facile, divertente e soprattutto molto gratificante. È stata la lingua ideale sotto molti punti di vista: mi è bastato studiare un po’ i tempi verbali e il vocabolario, ascoltare e conoscere un po’ la vostra cultura e i vostri modi di dire, e in men che non si dica ho imparato a parlare a un livello medio-alto! Niente a che vedere con il tedesco, che solo dopo anni di pratica, tra generi, pronuncia e grammatica, vi farà sentire a vostro agio.

L’italiano, per chi è madrelingua spagnolo, è davvero una ventata d’aria fresca: la sua musicalità ci affascina. Sentirvi parlare è come ascoltare una melodia che ci fa venire voglia di ballare!

Essendo una lingua che invita così tanto a buttarsi, sono moltissimi gli hispanohablantes che la imparano per piacere invece che per dovere. E non è forse questo il trucco per imparare divertendosi? Ad ogni modo, è proprio quando ci si lancia in una conversazione senza troppe esitazioni che fanno capolino i false friends. Il fatto è che italiani e spagnoli, pur essendo certamente fratelli, non sono proprio gemelli… e le differenze a volte possono sorprendere!

Alcuni equivoci sono già diventati dei classici tra gli appassionati. Uno fra tutti? Fare gli auguri a una signora “imbarazzata” invece che “incinta”. Che ridere! Quello sì che è imbarazzante… nel senso italiano dico!

A tavola poi, se ci si distrae, il rischio di scambiare l’aceto con l’aceite è altissimo; con l’ovvia conseguenza di annegare l’insalata nell’aceto anziché condirla con del buon olio d’oliva. Qualcosa di simile mi è successo anche quando un amico italiano mi ha chiesto, a tavola, di passargli il burro… cioè, la mantequilla! Il burro per me era sempre stato solo un dolcissimo animale.

Rimanendo in tema pasti, prima di mangiare, è buona norma apparecchiare. Il termine toalla corrisponde al vostro “asciugamano”… comprenderete allora la mia esitazione quando mi è stato detto di “stendere la tovaglia” per la cena.

Un altro momento imbarazzante l’ho vissuto quando ho offerto “setas di stagione” ad alcuni amici di Roma. Mi hanno guardato davvero con una faccia strana! Pensavano che volessi regalargli delle stoffe (di seta) e non, invece, dei semplici e gustosi funghi.

E che dire poi delle “gambe” degli italiani? Anche noi spagnoli, ovviamente, abbiamo le gambe, ma le chiamiamo piernas… anche perché le nostre gambas sono invece i vostri “gamberoni”. Beh, sta di fatto che all’inizio del mio soggiorno in Italia ero convinta che gli italiani parlassero sempre di crostacei! Comunque, per risolvere gli equivoci, a volte basta solo sforzarsi un po’. Infatti, riflettendoci, mi sono poi ricordata che in spagnolo abbiamo un modo di dire che è “meter la gamba”, con lo stesso significato di “meter la pata” (pata è “zampa”) ossia “sbagliare”. Forse, a ben guardare, ci assomigliamo più di quello che pensiamo…

Una volta, ricordo che il mio coinquilino mi disse che in una discoteca non lo avevano fatto entrare perché aveva i pantaloni troppo larghi. Malgrado continuasse a ripetermelo, io ribattevo che era impossibile… quanto dovevano essere lunghi quei calzoni? Ci abbiamo messo almeno 5 minuti per capire l’equivoco. Se ci ripenso mi viene ancora da ridere!

In un’altra occasione, un’amica mi aveva detto di andare a prendere un caffè al banco e io avevo pensato: “che strano invito”… non sapevo che il “banco” fosse un altro modo per dire “bancone”! Io lo avevo associato direttamente al suo significato in spagnolo: “panchina” o “banca”… non so quale delle due fosse la più assurda!

Di seguito vi lascio una lista di false friends e del loro significato:

Spagnolo Italiano Significato in spagnolo
aceite aceto olio
andar andare camminare
autista autista affetto da autismo
banco banco panchina/banca
burro burro asino
caldo caldo brodo
carta carta lettera
embarazada imbarazzata incinta
esposar sposarsi ammanettare
gamba gamba gamberone
hacienda azienda finanza / tenuta di campagna
largo largo lungo
licenciarse licenziarsi laurearsi
nudo nudo nodo
pisar pisciare calpestare
salir salire uscire
seta seta fungo
toalla tovaglia asciugamani
topo topo talpa
vaso vaso bicchiere

Ci sono altre lingue facili da imparare e con cui divertirsi commettendo errori.

Ci vuoi provare?
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Cristina Gusano
Cristina Gusano Sanz ha imparato a parlare molto prima di camminare, e alcuni potrebbero confermare che da allora non ha mai smesso. Ha studiato storia dell'arte per poi specializzarsi in comunicazione, social network e marketing culturale. Vive a Berlino dal 2011 e si è unita al team di Babbel nel 2015. Preferisce scrivere lettere "alla vecchia maniera" alla sua famiglia e ad i suoi amici e le piace molto cantare mentre va in bicicletta. Seguimi su Twitter.
Cristina Gusano Sanz ha imparato a parlare molto prima di camminare, e alcuni potrebbero confermare che da allora non ha mai smesso. Ha studiato storia dell'arte per poi specializzarsi in comunicazione, social network e marketing culturale. Vive a Berlino dal 2011 e si è unita al team di Babbel nel 2015. Preferisce scrivere lettere "alla vecchia maniera" alla sua famiglia e ad i suoi amici e le piace molto cantare mentre va in bicicletta. Seguimi su Twitter.