Cos’è la traslitterazione e in cosa consiste?

Anche se la traslitterazione può sembrare un’operazione complicata, in realtà è piuttosto semplice, o almeno lo è la maggior parte delle volte.
Una tastiera con caratteri latini e cirillici

Comprendere una lingua scritta con cui non avete molta dimestichezza è già abbastanza difficile anche quando utilizza un alfabeto latino, ma se usa un altro sistema di scrittura e non avete nemmeno un simbolo familiare che possa guidarvi, allora risulterà completamente incomprensibile. Per fortuna, esiste un modo per aggirare questo problema: la traslitterazione.

Che cos’è la traslitterazione?

La traslitterazione è la pratica che consente di convertire un testo scritto in una determinata lingua da un sistema di scrittura a un altro. È diversa dalla traduzione, perché il risultato non è un testo in un’altra lingua, ed è differente anche dalla trascrizione perché, mentre quest’ultima si concentra unicamente sul suono della lingua, la traslitterazione riflette i suoni di una lingua solo in parte e non applica la stessa precisione.

La traslitterazione può anche assumere altri nomi, per esempio la traslitterazione di un testo scritto nell’alfabeto latino viene chiamata comunemente “romanizzazione”, mentre la traslitterazione nell’alfabeto cirillico è nota anche come “cirillizzazione”. Potete anche trovare termini come “sinizzazione” o “francesizzazione”, che possono sembrare simili, ma questi ultimi in realtà si riferiscono a un processo culturale e non alla conversione a un sistema di scrittura differente. Detto ciò, la diffusione culturale e la traslitterazione sono certamente due fenomeni collegati.

Come funziona la traslitterazione?

Se vi state avvicinando alla traslitterazione per la prima volta, potreste pensare che alla base vi sia qualche formula linguistica avanzata. In realtà, però, una volta che ci si mette al lavoro si tratta di un processo piuttosto semplice. L’unica cosa che vi serve per iniziare è una tabella con i simboli equivalenti alle combinazioni di lettere dell’alfabeto latino. Dato che probabilmente è più facile da spiegare con un esempio pratico, prendiamo in esame l’alfabeto cirillico, utilizzato in russo, ucraino, ceco, macedone e altre lingue. Per questo esempio, ci concentreremo sul russo.

Guida alla traslitterazione del cirillico

CirillicoLatinoCirillicoLatinoCirillicoLatinoCirillicoLatino
аaзzпpчch
бbиiрrшsh
вvйjjсsщshh
гgкkтtъ
дdлlуuыy
еeмmфfэeh
ёjoнnхkhюju
жzhooцcяja

Nota: sebbene tecnicamente non sia una lettera, dobbiamo includere il suono dolce ь, che viene traslitterato con il segno .

Esempi di traslitterazione dall’alfabeto cirillico a quello latino

Ora che avete a disposizione la tabella riportata sopra, potete cominciare a traslitterare dal cirillico. Per iniziare, prendiamo in esame una parola comune con cui potete imbattervi, Россия, il termine russo che significa “Russia”.

La prima lettera è la Р, quindi se consultate la tabella potete vedere che equivale alla nostra R. La seconda lettera è la o, che fortunatamente per noi non cambia e rimane tale, seguita dalla doppia cc che per noi corrisponde alla doppia ss. Quindi, ci sono due lettere che sembrano due lettere latine scritte al contrario, ma non temete, la и corrisponde alla i, mentre la я corrisponde al suono ja. Se ora mettete tutte le lettere insieme, otterrete la parola “Rossija”.

Anche se sicuramente non è necessario che vi guidiamo in questo modo per ogni parola, vogliamo comunque includere alcuni esempi con altre lettere, così se volete potete esercitarci.

  • Да. — Da. (“Sì.”)
  • Нет. — Net. (“No.”)
  • Привет! — Privet! (“Ciao!”)
  • До свидания! — Do svidanija! (“Arrivederci!”)
  • Спасибо! — Spasibo! (“Grazie!”)

Sebbene ogni lingua e sistema di scrittura abbia necessità differenti per la traslitterazione, il concetto di base rimane lo stesso: non ci sono incantesimi o formule segrete, si tratta semplicemente di un processo di sostituzione.

Quali problemi si possono incontrare durante la traslitterazione?

Anche se abbiamo affermato più volte che la traslitterazione è un processo semplice, in realtà abbiamo descritto la migliore delle ipotesi. A dire il vero, la traslitterazione a volte può risultare piuttosto complicata. Di seguito troverete un breve un riepilogo di alcuni dei problemi tipici della traslitterazione.

1. Non esiste una corrispondenza univoca

L’alfabeto latino ha 26 lettere, quello cirillico ne ha 32, mentre quello arabo ne ha 28, senza contare il numero totale di kanji utilizzati in giapponese, che ne annovera decine di migliaia. Sebbene non sia un problema insormontabile, tuttavia è necessario prendere delle decisioni per stabilire le combinazioni di lettere, accenti o punteggiatura da utilizzare per esprimere le diverse sfumature.

2. Esistono più standard

Come conseguenza del problema precedente, non esiste un unico standard universale per la traslitterazione. Per la maggior parte esistono norme concordate, tuttavia continuano ad esserci molti casi limite. Tornando all’alfabeto cirillico, la lettera я ad esempio viene traslitterata come ja, ya, ia o â.

Sebbene questa differenza non rappresenti un problema serio purché un numero sufficiente di persone concordino sullo stesso punto, può comunque creare confusione tra i principianti.

3. Alcuni suoni non esistono in altre lingue

Quando si impara una nuova lingua, i suoni più difficili da pronunciare sono quelli completamente nuovi che non esistono nella vostra lingua. Che si tratti della R arrotata dello spagnolo o del CH duro del tedesco, ogni lingua ha dei suoni completamente nuovi che non avete mai ascoltato (in effetti, alcuni suoni potrebbero essere impossibili da notare, ma si tratta di un argomento di per sé complesso).

Come è possibile, allora, rappresentare questi suoni con la traslitterazione? Non è facile: prendete, ad esempio, i tre “clic” o schiocchi della lingua xhosa. Per riprodurli, è necessario creare un vuoto all’interno della bocca usando la lingua, che quindi viene fatta schioccare contro i denti per emettere un suono (simile al “nch” siciliano, ovvero il suono che si fa per esprimere il proprio dissenso senza articolare parola).

Poiché non esiste un suono simile nelle lingue che usano l’alfabeto latino, è semplicemente impossibile da traslitterare. La migliore soluzione di solito è utilizzare i simboli specialistici dell’alfabeto fonetico internazionale, dove è possibile trovare un simbolo per tutti i suoni delle lingue umane. Purtroppo non esiste un unico modo per risolvere ogni problema di traslitterazione che funzioni per tutti.

Il motivo alla base di questo problema è che la lingua scritta e quella parlata, sebbene siano strettamente correlate, non corrispondono alla perfezione. Quando si cerca di traslitterare, tradurre o trascrivere un testo, ci sarà sempre un certo grado di confusione.

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