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I brand che diventano nomi comuni

Ormai non ci rendiamo nemmeno più conto che molti termini derivano in realtà da nomi di brand. Quale sinonimo utilizzereste per la parola “frisbee”?
I brand che diventano nomi comuni

Googlate qualcosa, prendere appunti su un post-it, avere disperatamente bisogno di uno scottex perché avete rovesciato l’olio: probabilmente avete già affrontato diverse volte situazioni simili. Queste parole sono di fatto nomi propri di marchi, ma sono diventate così comuni da entrare a far parte del linguaggio di tutti i giorni come nomi generici. Kleenex, scottex, scotch: si usano i nomi di marchi per questi prodotti anche in altre lingue? Questo fenomeno si chiama “volgarizzazione del marchio” ed è qualcosa di molto tipico per quella che viene definita “società dei consumi”.

Che cos’è la volgarizzazione del marchio?

Quando si parla di uno scottex, non ci si riferisce necessariamente a un pezzo di carta da cucina di quella marca: il termine indica ormai, in maniera generica, qualsiasi tipo di carta da cucina. Non è un fenomeno limitato soltanto all’italiano, naturalmente. Anche in tedesco, infatti, sono numerosi gli esempi di volgarizzazione del marchio: per esempio, per riferirsi ai fazzoletti, i tedeschi usano il nome del brand Tempo. Il termine è diventato tanto comune da essere inserito anche nel dizionario Duden.  

In linguistica questo tipo di parole si chiamano anche deonimici…  oppure eponimi? Scopriamo qual è la differenza.

Deonimici vs. eponimi

La distinzione tra deonimici ed eponimi è rilevante soltanto in ambito linguistico. Gli eponimi sono di solito nomi generici che derivano dal nome di una persona. Gli eponimi dunque sono di solito parole nuove, anche dette neologismi, che prima non esistevano. Per esempio Disneyland o torta Sacher sono eponimi, in quanto derivano dai nomi di due persone: rispettivamente Walt Disney e Franz Sacher. Post-it, invece, è un deonimico, perché è il nome di un prodotto specifico, che indica un foglietto con una striscia adesiva sul retro. I due termini, tuttavia, vengono spesso usati come sinonimi.

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Una buona conoscenza della volgarizzazione del marchio, dei suoi esempi e delle sue dinamiche, possono aiutarvi anche nell’apprendimento delle lingue. Come? I nomi propri di marchi hanno sostituito i nomi comuni non solo in italiano, ma anche in altre lingue. Quando abbiamo sete, di solito in italiano ordiniamo una coca; in Germania, invece, si ordina una cola e negli Stati Uniti una coke. Tutti questi termini fanno riferimento alla bevanda contenente caffeina prodotta dalla Coca Cola®. 

La volgarizzazione del marchio è molto importante da conoscere se volete parlare, come si suol dire, come i locali: se state imparando il tedesco, per esempio, potrebbe capitarvi di apprendere la parola “Klebeband” per “nastro adesivo”. Nella vita di tutti i giorni, tuttavia, quasi nessuno usa quel termini, e tutti usano il “marchio volgarizzato”, cioè “Tesa”: esattamente come succede in Italia per “nastro adesivo” e “scotch”. Ed è una tendenza che esiste in tante altre lingue!

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Imparara vocaboli della vita di tutti i giorni… con i brand

Ecco quindi alcune parole, il cui nome originale non è stato mantenuto ma è stato sostituito con quello del brand più famoso.

Altri esempi di volgarizzazione del marchio

  • adidasy® per scarpe da ginnastica in generale (polacco)
  • pampersy® per pannolini (italiano, polacco)
  • K-way® per giacca impermeabile (italiano, francese)
  • Boules quiès® per cuffie (francese)
  • Frigo/Frigidaire® per frigorifero (italiano, francese)
  • BIC® per penna a sfera (italiano, francese)
  • Kitty Litter® per lettiera per gatto (inglese)
  • Popsicles® per ghiacciolo (inglese)
  • Memory® per i giochi con le carte (tedesco, inglese, italiano)
  • Weckglas® per barattolo da conserva (tedesco)
  • Knirps® per ombrello pieghevole (tedesco)
  • Frisbee® per disco di plastica leggera da lancio (tedesco, inglese, italiano)
  • Cappy® per succo d’arancia (tedesco austriaco)
  • Uhu® per colla (tedesco)
  • Tampax® per assorbente interno (italiano)
  • Sottilette® per formaggio fuso a fette (italiano)

Questo articolo è apparso originariamente nell’edizione tedesca di Babbel Magazine.

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