La lingua de “Il Trono di Spade”

Per creare un mondo alternativo coerente, occorre un panorama linguistico coerente.
Daenerys Targaryen guarda Jon Snow, due personaggi della serie televisiva Il trono di spade

Il 14 aprile 2019 veniva lanciata su HBO l’ottava e ultima stagione de Il Trono di Spade. Al di là della trama coinvolgente, delle sue avvincenti scene d’azione, così come dell’atteggiamento e l’atmosfera da tutti contro tutti, la serie è senza dubbio famosa per l’attenzione ai dettagli. Per fare un esempio molto rappresentativo, basti pensare alla lingua de Il Trono di Spade: gli autori hanno fatto di tutto per creare un mondo con personaggi dinamici che si muovono all’interno di un contesto culturale proprio, e la lingue parlate ne sono una parte essenziale.

Perché creare una lingua per Il Trono di Spade?

Nei libri della saga de le Cronache del ghiaccio e del fuoco (titolo originale: “A Song of Ice and Fire”), George R. R. Martin fa regolarmente riferimento al fatto che i personaggi parlino diverse lingue. Ad eccezione però di qualche parola d’effetto, tutti i dialoghi sono in realtà scritti in inglese.

Quindi, gli sceneggiatori de Il Trono di Spade si sono posti il problema di dover scrivere dialoghi in lingue che, allora, non esistevano ancora. I produttori esecutivi David Benioff e Daniel Brett Weiss presero la decisione di non costringere gli attori a recitare in un inglese dal forte accento esotico, né di farli parlare in modo incomprensibile affinché sembrassero stranieri.

Piuttosto, la HBO e la Language Creation Society, specializzata nella creazione di lingue artificiali, decise di indire un concorso per determinare chi tra i propri associati avrebbe elaborato la lingua dothraki. Ed ecco così giungere David J. Peterson, linguista e co-fondatore della Language Creation Society, a cimentarsi con una bozza della lingua dothraki, la prima lingua del “Trono di Spade”, completa di una grammatica funzionale e di quasi 2.000 parole.

Peterson si è approcciato al processo di creazione in modo antropologico, tenendo cioè conto della storia, della geografia e della cultura dei popoli che avrebbero parlato questa lingua. Per esempio, in dothraki non esistono termini per dire né “grazie” né “trono”.

È stato proprio grazie a questo approccio attento ai dettagli che Peterson ottenne il posto di consulente linguistico della serie. Diamo un’occhiata ad alcuni dei suoi migliori lavori, dai più popolari dothraki e valyriano ad alcune delle lingue meno conosciute di Westeros, Essos e Sothoryos.

Le lingue ne Il Trono di Spade: il Continente Occidentale

Se state leggendo questo articolo saprete già che il Continente Occidentale (“Westeros”) è il luogo in cui si svolge la maggior parte della trama de Il Trono di Spade. Pur avendo più o meno le dimensioni del Sud America, Westeros è governato da un’unica entità politica nota come i Sette Regni. Ecco alcune delle lingue parlate in Game of Thrones!

La lingua comune degli Andali

Parlanti più famosi: praticamente tutti

La lingua comune è l’idioma parlato dalla maggior parte degli abitanti del Continente Occidentale. Nei libri e nelle serie televisive è rappresentata dall’inglese, e lo sviluppo di queste due lingue è abbastanza simile.

La lingua comune venne infatti introdotta dagli Andali quando questi invasero Westeros 6.000 anni prima, evento che ricorda l’invasione delle isole britanniche da parte di Angli, Sassoni e Frisoni nell’Alto Medioevo. L’invasione degli Andali, e con questi della lingua comune, rimase inizialmente contenuta nel nord del continente, sicché l’antico linguaggio prevalse a nord della Barriera (un po’ come avvenne per lo scozzese con il Vallo di Adriano).

Nel corso dei secoli la lingua comune si è quindi affermata come lingua franca, tanto da essere parlata da molte persone al di fuori di Westeros, proprio come avviene con l’inglese nel nostro mondo.

L’antico linguaggio dei Primi Uomini

Parlanti più famosi: i Bruti (quando non usano la lingua comune)

Prima di venire soppiantato dalla lingua comune, l’antico linguaggio era parlato in tutto Westeros. Attualmente, viene ancora utilizzato a nord della Barriera dalla maggior parte dei Bruti, anche se quasi la metà di loro conosce anche la lingua comune.

Secondo i libri, l’antico linguaggio è l’unica lingua esistente oltre la Barriera. Nella serie televisiva, invece, Mance Rayder afferma che i diversi clan di Bruti del suo esercito parlino sette lingue diverse. Per questo motivo possiamo supporre che il cosiddetto “antico linguaggio” sia in realtà una famiglia di dialetti che si sono talmente differenziati tra loro da poter essere considerati lingue a sé stanti.

L’antico linguaggio ha un sistema di scrittura basato su rune che assomigliano molto a quelle usate dalle tribù germaniche, ma il cui uso non è mai andato oltre le iscrizioni tombali.

Skroth

Parlanti più famosi: le Ombre Bianche (in orig. “The White Walkers”), altrimenti chiamati gli Estranei (“the Others”)

Chi si imbatte in un Estraneo ha certamente preoccupazioni più urgenti che studiarne la lingua. Ad ogni modo, quest’ultima è chiamata Skroth. Viene detto che il suo suono assomigli al crepitio del ghiaccio, anche se la serie la rappresenta con una discreta quantità di stridori e ringhi spaventosi.

Nonostante Peterson avesse sviluppato una lingua anche per gli Estranei, questa alla fine non è stata utilizzata sullo schermo. Al suo posto, per il parlato delle Ombre Bianche sono stati utilizzati effetti sonori di scricchiolio del ghiaccio prodotti dal designer del suono Peter Brown.

Le lingue del Continente Orientale ne Il Trono di Spade

“Essos” è il nome dell’immenso continente situato ad est di Westeros e che, a differenza dei Sette Regni, offre un’ampia scelta delle più svariate lingue. Per via della serie, probabilmente conoscerete meglio le Città Libere, il Mare Dothraki e le città della Baia degli Schiavisti. Ecco alcune delle lingue che queste regioni hanno da offrire.

L’alto valyriano

Parlanti più famosi: Daenerys della Casa Targaryen

Esempio: dracarys — “fuoco di drago”

L’alto valyriano era un tempo la lingua dominante di Essos ma – a seguito della caduta del regno di Valyria, 400 anni prima dell’inizio della trama – è ormai in declino. Attualmente, solo una delle famiglie dei Signori dei Draghi sopravvive nel continente orientale: la Casa Targaryen.

Dato che Daenarys dice al mercante di schiavi Kraznys mo Nakloz che l’alto valyriano è la sua lingua materna (subito prima di ordinare al proprio drago di arrostire il suddetto mercante), se ne può supporre che i Targaryen abbiano continuato a educare i propri figli in alto valyriano.

Anche se non viene parlato comunemente, è ancora usato come lingua di cultura dagli studiosi di Essos e Westeros. Tyrion Lannister imparò l’alto valyriano dai suoi tutori, proprio come Samwell Tarly e Arya Stark, e anche Melisandre e altri sacerdoti del Dio Rosso usano questo idioma come lingua franca.

I parallelismi tra l’alto valyriano e il latino del mondo reale sono presto detti: entrambi sono lingue morte legate ad un antico impero decaduto e, in un contesto medievale, vengono usate da studiosi, nobili istruiti e in ambito ecclesiastico. Non risulta dunque sorprendente che George R. R. Martin abbia dichiarato che, nel suo mondo fantastico, l’antica Libera Fortezza di Valyria sarebbe l’equivalente dell’Impero Romano.

La versione di Peterson dell’alto valyriano conta più di 5.000 parole, oltre a quattro generi grammaticali che classificano i sostantivi in lunari, solari, terrestri o acquatici. I sostantivi per gli esseri umani sono tipicamente lunari, le professioni e le parti del corpo generalmente solari, il cibo e le piante sono per lo più terrestri e i liquidi sono acquatici.

Il basso valyriano

Parlanti più famosi: Verme Grigio, il comandante degli Immacolati

Esempio: Dovoghedhy — “immacolato”

Senza l’influenza centrale dell’impero valyriano, la parlata delle ex colonie si è trasformata in un gruppo linguistico noto come basso valyriano. Come per il linguaggio antico, quello che viene definito basso valyriano non è un’unica lingua, ma piuttosto una famiglia di dialetti. Questi dialetti sono parzialmente incomprensibili tra loro e possono dunque essere considerati come lingue separate.

Ognuna delle nove Città Libere possiede una propria varietà di basso valyriano: il braavosi parlato a Braavos, il lorathi a Lorath, il pentoshi a Pentos, il norvoshi a Norvos, il qohorik a Qohor, il volantene a Volantis, il lysene a Lys, il myrish a Myr e il tyroshi a Tyrosh.

Anche la Baia degli Schiavisti possiede una propria varietà di basso valyriano, il ghiscari, con i sottodialetti astapori, yunkish e meereenese. L’evoluzione delle “lingue bassovalyriane” potrebbe essere paragonata a quella delle odierne lingue romanze dal latino.

Il dothraki

Parlanti più famosi: Khal Drogo

Esempio: Hash yer dothrae chek? — Letteralmente “Cavalchi bene?”, ovvero “Come stai?”

Come già accennato, il dothraki – lingua parlata dalle tribù nomadi a cavallo delle pianure centrali di Essos – è stata la prima lingua inventata per Il Trono di Spade.

Peterson sostiene che il dothraki non sia molto diverso dal russo e dice di aver preso spunto dall’arabo per i suoi “bei suoni aspirati”. Il vocabolario dothraki è strettamente legato a quello dei Mongoli dell’epoca di Gengis Khan, adattandosi al loro stile di vita e alle loro abitudini.

L’asshai’i

Parlanti più famosi: gli incantesimi cantati dalla Strega del Sangue Mirri Maz Duur sono pronunciati in asshai’i. Anche Melisandre, la Sacerdotessa del Dio Rosso, è originaria di Asshai, ma non l’abbiamo mai vista parlarne la lingua.

Le terre semi-leggendarie del lontano est, Asshai e la Terra delle Ombre, possiedono un proprio idioma, utilizzato per gli incantesimi. Peterson ha creato un bozzetto della lingua degli Asshai’i nella Stagione 1, ma l’unica volta che possiamo sentirla parlare è quando Mirri Maz Duur, la Strega del Sangue, impiega la propria magia per “salvare la vita” di Khal Drogo, lasciandolo alla fine in stato vegetativo e prendendo il figlio non ancora nato di Daenerys come prezzo di sangue.

Qarth

Parlanti più famosi: Xaro Xhoan Daxos, il principe mercante di Qarth che cerca di rubare i draghi di Daenarys.

Separata geograficamente dai territori dei Dothraki da un vasto deserto e mai entrata a far parte dell’antica Libera Fortezza di Valyria, la città di Qarth possiede una lingua propria. Purtroppo tutto ciò che sappiamo della lingua qartheen è che, in genere, è molto difficile da pronunciare per gli stranieri, motivo per cui i gartheen, con mercanti e visitatori provenienti dal Continente Occidentale, sono soliti esprimersi nella lingua comune.

La lingua de “Il Trono di Spade”: e le lingue di Sothoryos?

Sothoryos è il terzo continente del Mondo Conosciuto delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Risulta vagamente somigliante all’Africa, così come Essos lo è all’Eurasia. Poiché Sothoryos è rimasto per lo più inesplorato dagli abitanti dei Sette Regni e delle Città Libere, non ne sappiamo molto, meno ancora riguardo alle sue lingue.

📸 by HBO

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Katrin Sperling

Katrin (Kat) Sperling è nata e cresciuta a Potsdam, Germania, e dopo il liceo si è trasferita a Toronto, Canada. Non avendo ancora ricevuto la sua lettera da Hogwarts per il suo ventesimo compleanno nel 2011, ha deciso di affrontare finalmente la realtà e andare a studiare linguistica inglese e tedesca a Berlino. Fortunatamente, la linguistica si è rivelata altrettanto magica e ora Kat è felicissima di scrivere articoli sullo studio delle lingue per il magazine di Babbel.

Katrin (Kat) Sperling è nata e cresciuta a Potsdam, Germania, e dopo il liceo si è trasferita a Toronto, Canada. Non avendo ancora ricevuto la sua lettera da Hogwarts per il suo ventesimo compleanno nel 2011, ha deciso di affrontare finalmente la realtà e andare a studiare linguistica inglese e tedesca a Berlino. Fortunatamente, la linguistica si è rivelata altrettanto magica e ora Kat è felicissima di scrivere articoli sullo studio delle lingue per il magazine di Babbel.