Parla le lingue come hai sempre sognato

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I linguaggi inventati de “Il trono di spade”

Quali sono le lingue parlate nell’universo de “Il trono di spade” e qual è il loro equivalente nella vita reale?

©HBO



L’inizio della sesta stagione de “Il Trono di Spade” è previsto per il 24 aprile e i fan di tutto il mondo stanno già aspettando trepidanti di fronte al televisore!
Se anche voi siete appassionati di questa straordinaria saga, certamente avrete avuto modo di notare la maniacale attenzione che i creatori hanno dedicato a tutti i dettagli, a partire da vestiti e acconciature per finire con armature e ambientazioni.
E che dire delle lingue parlate nello show?
Lingue come il dothraki e il valyriano vengono menzionate più volte da George R.R. Martin nei libri, eppure – a parte qualche parola e frase – i dialoghi hanno luogo perlopiù in inglese.
Possiamo comprendere il dilemma che si è presentato agli occhi degli autori della serie TV quando si sono cimentati nell’opera di adattamento: come realizzare una lingua che non esiste nella realtà e che viene solo menzionata nei libri?
Sia la possibilità di far parlare i personaggi con uno spiccato accento inglese, sia l’idea di inserire solamente qualche parola o frase straniera estrapolata dal libro sono state entrambe scartate come soluzioni. La HBO e la Language Creation Society, alla fine, hanno deciso che la cosa migliore da fare era quella di inventare per davvero le lingue menzionate dal prolifico e spietato scrittore americano.
Ed ecco il risultato!

Alto valyriano

È molto facile scorgere un parallelismo tra l’alto valyriano e il latino: entrambe sono lingue cadute in disuso dopo la caduta di un grande impero e entrambe vengono ancora utilizzate da studiosi, nobili istruiti e per scopi ecclesiastici. Nei libri, la lingua viene descritta come “liquida”; per quanto riguarda il valyriano parlato nella serie tv, esso possiede quattro generi grammaticali dove i nomi vengono caratterizzati come lunari, solari, acquatici o terrestri. Daenarys Targaryen, la bionda madre dei draghi esponente dell’ultima famiglia valyriana sopravvissuta alla scomparsa del regno, parla correntemente questa lingua.

Basso valyriano

Questa lingua, conosciuta anche come “valyriano bastardo”, sembra essere composto in realtà da una famiglia di dialetti, ognuno dei quali rappresentante una variante di basso valyriano. L’evoluzione della lingua sembra ricalcare quella del latino che, con il passare del tempo, si è scisso nelle varie lingue romanze che parliamo oggi (e che quindi corrisponderebbero a tutte le varietà di basso valyriano).

Dothraki

Il Dothraki è la prima lingua inventata per “Il Trono di Spade” ed è parlata dalle popolazioni nomadi delle pianure centrali di Essos: assomiglia al russo, con molti suoni che richiamano le lingue arabiche. I corrispondente storico reale sembra essere il mongolo parlato durante l’era di Gengis Kahn (XII-XIII secolo).

Skroth

Anche se questa lingua non ha una vera e propria evoluzione (nel libro viene descritto come il suono scricchiolante del ghiaccio che si spezza), è bene includerla ugualmente nella nostra lista: non si sa mai che vi troviate di fronte a un esercito di ombre bianche e dobbiate invocare pietà…

Hodor

E va bene, questa non è una vera lingua, ma non siamo proprio riusciti a resistere: l’unico esponente del “metodo comunicativo” formato dalla sola parola “hodor” è Hodor stesso, il servitore della casa Stark il cui vero nome in realtà è Walder. Hodor!

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