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Le più belle locuzioni avverbiali in italiano

L’italiano abbonda di locuzioni avverbiali, anzi, ne ha a bizzeffe. Vediamo, a macchia di leopardo, qualche esempio alla rinfusa.
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Le più belle locuzioni avverbiali in italiano

Illustrazioni di Marta Duarte Dias

Le locuzioni avverbiali sono spesso utilizzate come rafforzativi di certi concetti e rappresentano una comoda scorciatoia espressiva. Per gli italiani sono modi di dire d’uso comune, ma chi parla una lingua diversa non sempre può tradurli letteralmente, perché diverrebbero incomprensibili. Vediamone alcune insieme.

 

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A tutta birra

Questa espressione, che significa “alla massima velocità” (o efficienza produttiva), sembrerebbe non avere nessuna pietà per gli astemi. In realtà “a tutta birra” trova la sua origine nel francese “à toute bride”, cioè “a briglia sciolta”, che si usa per indicare la libertà lasciata ai cavalli di andare alla massima velocità.

Esempio: “Claudio è stato fermato dalla polizia: stava andando a tutta birra nel centro urbano”.

A gonfie vele

Sicuramente una barca che va con le vele gonfie di vento cammina veloce e nella giusta direzione. Un affare va “a gonfie vele” quando si è certi del suo esito positivo, così come va “a gonfie vele” chi sta facendo una rapida carriera, scolastica o lavorativa.

Esempio: “In italiano è scarso, ma in matematica va a gonfie vele”

vele

A rotoli

Deriva dall’atto di “cadere rotolando”, quindi cadere in modo rovinoso, a precipizio. Si usa esclusivamente nel senso lato di “fallire”, “andare in rovina”, particolarmente in senso economico.

Esempio: “La ditta X, per colpa della cattiva gestione, è andata a rotoli”.

A crepapelle

Composto da “crepare” e “pelle”, vuol dire “in modo esagerato”, tanto (al limite) da scoppiarne. Comune nella lingua parlata della prima metà del novecento, è oggi in disuso.

Esempio: “Cristina è un’ottima cuoca: abbiamo mangiato a crepapelle”

A macchia di leopardo

Così come sono distribuite le macchie nere sulla pelliccia dello splendido felino, la locuzione indica una distribuzione sparsa, senza regole precise. Un’indagine “a macchia di leopardo” è svolta in modo aleatorio, in un gruppo o entità geografica, per motivi economici, sociali o politici. Usata anche nella variante “a pelle di leopardo”.

Esempio: “Il sondaggio è stato effettuato a macchia di leopardo”

A pennello

Andare o stare “a pennello” significa adattarsi perfettamente, nella moda come in tutte le situazioni in cui si ricerca un preciso accordo. Trae origine dall’atto di dipingere, che richiede estrema precisione e misura.

Esempio: “Quest’abito le sta a pennello!”

pennello

A sbafo

Deriva dal poco usato “sbafare”, riportato in letteratura con il significato di mangiare avidamente e in abbondanza, oppure a spese di altri. “A sbafo”, tuttavia, è sempre usato nel senso di “gratis” e “a spese altrui”.

Esempio: “Alcuni ragazzi hanno scavalcato la palizzata per entrare a sbafo al concerto”

Di punto in bianco

Le situazioni che mutano rapidamente vengono rafforzate con questa locuzione, che vuol dire “inaspettatamente”. Il termine proviene dal gergo militare: deriva infatti dall’atto di sparare senza regolare l’inclinazione di un’arma pesante, orientandosi solo sulla parte bianca della scala graduata che normalmente si utilizza per prendere la mira. È un gesto che non richiede calcoli e può essere eseguito in modo repentino, risultando quindi imprevedibile. Ha il suo corrispettivo nel francese “de but en blanc”.

Esempio: “Devo decidere ora? Di punto in bianco?”

In quattro gatti

Come dice la stessa locuzione, essere “in quattro gatti” è rafforzativo dell’essere in poche persone, magari quando se ne aspettavano molte. La curiosità è che se in italiano si usa “quattro gatti”, in russo si usa “mezza persona”. Paese che vai, gatto che trovi…

Esempio: “Altro che folla, al concerto c’erano quattro gatti!”

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Per miracolo

Di una cosa che riesce bene in via del tutto eccezionale, nonostante i cattivi auspici, si dice che costituisca un miracolo. Così, qualcuno può salvarsi “per miracolo” da un terribile incidente stradale, ma può anche riuscire ad essere promosso “per miracolo”, magari con l’intercessione di qualche santo professore.

Esempio: “Gianni è caduto in un dirupo e si è salvato per miracolo”

Per un pelo

Significa “per poco”, e può essere usato sia positivamente che negativamente. Nella sua accezione positiva è simile alla locuzione precedente, ma qui la probabilità di riuscire nell’intento è maggiore. È vero, ci si può salvare “per un pelo” da un incidente, ma con la fredda constatazione che farlo fosse, benché improbabile, possibile, non un miracolo. In accezione negativa, indica qualcosa che va male all’ultimo momento.

Esempio (in senso positivo): “La mia tasca era bucata; per un pelo non ho perso i miei soldi”

Esempio (in senso negativo): “Marina ha perso il treno per un pelo; le porte le si sono chiuse davanti”

 

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