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12 modi di dire italiani che ci invidiano in tutto il mondo

Acqua, preti, diavoli e chiodi: ecco la lista dei modi di dire italiani più belli!
12 modi di dire italiani che ci invidiano in tutto il mondo

I modi di dire italiani più curiosi e divertenti sono tantissimi: alcuni hanno radici bibliche, altri vengono dalla letteratura, gran parte di essi hanno invece un origine popolare che racconta un pezzetto della nostra storia. È questo il principale motivo per cui ci piacciono così tanto. Ma che cosa sono i modi di dire? E qual è la loro storia?

Che cosa sono i modi di dire?

I modi di dire, o espressioni idiomatiche, sono un insieme di parole il cui significato non è interpretabile letteralmente, ma deve essere invece considerato in senso figurato. Quando, per esempio, diciamo a qualcuno di “togliersi dai piedi”, non stiamo chiedendo a una persona di spostarsi dai nostri piedi, ma piuttosto di andarsene e lasciarci in pace. Insomma: “togliersi dai piedi” è un modo di dire.

Il nome più corretto sarebbe espressioni idiomatiche, o idiomatismo. Come detto, un modo di dire non ha senso di per sé, o meglio, il suo senso deve essere traslato: a volte può essere una metafora, altre volte il suo significato viene da un aneddoto particolare o da una leggenda e così via.

Una definizione condivisa dei modi di dire, ad ogni modo non esiste. Per esempio: generalmente parlando, i non si possono tradurre letteralmente nelle altre lingue, ma non è vero. Quel che è certo è che ogni lingua ha i suoi modi di dire, e l’italiano non fa certo eccezione.

Ma perché sono così importanti? Beh, all’interno di una conversazione le espressioni idiomatiche sono come le spezie: aggiungono valore a quello che state dicendo, visto che ogni modo di dire aggiunge una particolare sfumatura alla conversazione. E proprio come le spezie, se ne sconsiglia l’abuso!

I modi di dire nelle altre lingue

Ci sono tantissimi esempi di modi di dire in italiano, certo, ma le altre lingue non scherzano affatto. In inglese, per esempio, ci sono tantissime espressioni idiomatiche curiose e alcuni di questi modi di dire inglesi non hanno proprio senso: per esempio, quando piove a dirotto gli inglesi dicono che “stanno piovendo cani e gatti”.

Un altro aspetto molto curioso delle espressioni idiomatiche è che lo stesso concetto può essere espresso in maniera molto diversa da lingua a lingua: in italiano, per esempio, diciamo “volere la botte piena e la moglie ubriaca”, quando intendiamo che qualcuno sta esagerando con le pretese o che vuole avere due cose allo stesso momento che non si possono avere assieme.

Gli inglesi dicono “have your cake and eat it too” (avere la torta e mangiarsela), i tedeschi dicono “du kannst nicht auf zwei Hochzeiten gleichzeitig tanzen” (non si può ballare contemporaneamente a due matrimoni”), gli spagnoli “no se puede estar en misa y repicando” (non si può assistere alla messa e suonare le campane) mentre i francesi dicono “vouloir le beurre et l’argent du beurre” (volere il burro e i soldi del burro).

E poi ci sono espressioni idiomatiche per ogni aspetto della vita quotidiana: per esempio, ci sono tantissimi modi di dire francesi sugli animali e alcuni sono particolarmente divertenti: per esempio, in Francia, si dice “non svegliare il gatto che dorme”, non “il cane”.

A volte alcuni modi di dire sono più elaborati e in questo caso li chiamiamo proverbi: non è facile distinguere tra un modo di dire e un proverbio, ma in generale possiamo dire che dietro un proverbio c’è sempre un insegnamento morale, una lezione; in alcuni casi, descrivono delle situazioni, appunto, proverbiali, ossia ricorrenti.

Prendete uno a caso di questi proverbi spagnoli: “En casa del herrero, cuchillo de palo” (cioè: “in casa del fabbro, coltello di legno”): questo proverbio viene utilizzato quando si vuole parlare delle insospettabili pecche di qualcuno.

I modi di dire regionali

Come detto, l’italiano non è certo in difetto di modi di dire divertenti. Un piano che aggiunge ulteriore fascino è che l’Italia è ricchissima di dialetti e, com’è ovvio che sia, ogni dialetto porta con sé delle espressioni particolari. Alcuni di questi vengono utilizzati anche nel resto del paese, ma la maggioranza rimane limitata al contesto.

Se un abitante di Milano si rivolge al suo interlocutore usando uno dei modi di dire milanesi più comuni come “fa ballaa l’oeucc, me racomandi”, un altro abitante della stessa città capirà immediatamente che cosa intende, mentre un turista romano si guarderebbe intorno, spaesatissimo.

Allo stesso modo, se lo stesso turista romano rispondesse con uno dei modi di dire romani tipo “mica piscio dal ginocchio” c’è una concreta possibilità che l’interlocutore milanese non avrà assolutamente idea di che cosa gli si sta dicendo.

I dialetti italiani presentano delle sostanziali differenze, le quali si riflettono anche nell’italiano usato al nord e quello usato al centro-sud. Perciò, i modi di dire toscani saranno molto diversi dai modi di dire napoletani, così come i modi di dire siciliani saranno tutt’altra cosa rispetto ai modi di dire veneti o ai modi di dire torinesi.

Ma bando alle ciance! È il momento di scoprire la lista d’oro delle espressioni italiane che tutto il mondo ci invidia.

12 modi di dire italiani che tutti ci invidiano

Stare con le mani in mano

Non è un luogo comune: gli gesticolano come pazzi e spesso riusciamo a riassumere un intero discorso con un leggero sventolio di mani e dita. Proprio come fanno i tedeschi con le loro interminabili parole che esprimono concetti astrusi e complicati..

Bene, ora che abbiamo appurato il nostro amore per il linguaggio del corpo… ripensiamo un attimo a questa espressione: certo, ora è più facile comprenderne la connotazione negativa. Dopotutto, dire a un italiano che se ne sta “con le mani in mano” è come spogliarlo di uno dei suoi tratti distintivi.

L’espressione si usa nei confronti di una persona che non sta lavorando mentre tutti quelli attorno a lui si danno da fare (“Non stare lì con le mani in mano, aiutami con questa valigia!”).

Illustrazione di stare con le mani in mano

Non ci piove

Questo modo di dire di origine popolare – come la maggior parte delle espressioni che coinvolgono fenomeni atmosferici e calamità – descrive perfettamente l’idea di sicurezza e ineluttabilità di ciò che viene espresso.
Se “non ci piove”, vuol dire che ci si trova in un posto protetto e irraggiungibile da qualsiasi dubbio, no?

Mandare a quel paese

Gli insulti, quando fatti in modo scherzoso, possono essere davvero divertenti, inoltre hanno spesso delle origini misteriose che li rendono ancora più affascinanti. In italiano, per esempio, quando qualcuno ci ha fatto esasperare, o ci ha fatto un torto, lo mandiamo a quel paese: ma quale paese? Nessuno lo sa, ma sapeste quanta gente che c’è andata…

Piove sul bagnato

Assieme a “chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti”, questo modo di dire esprime in modo perfetto tutta la mia indignazione quando succede qualcosa di veramente ingiusto a chi non se lo merita per niente. Se, ad esempio, un miliardario vince la lotteria oppure uno che è appena stato mollato dalla fidanzata perde anche il portafoglio… ecco, in quei casi “piove proprio sul bagnato” e a me non va giù!

Acqua in bocca!

Narra la leggenda che una donna molto devota ma allo stesso tempo particolarmente pettegola avesse chiesto aiuto al suo confessore. “Che cosa devo fare” chiedeva “per non sparlare più della gente e smetterla di commettere questo peccato?” Il prete, decisamente saggio, le suggerì un liquido miracoloso che, a suo dire, avrebbe frenato il desiderio di sparlare e rivelare i segreti altrui. “Ne prenda alcune gocce e le tenga in bocca” le disse “vedrà che è miracoloso!”

Come? State pensando che per trattenere un liquido sia necessario tenere la bocca chiusa ed evitare assolutamente di parlare? Beh, l’importante è che l’espediente del parroco sia stato efficace!

Pietro torna indietro

Questa frase, che per via della rima assomiglia più che altro a una filastrocca, di per sé non ha assolutamente senso. Chi è questo Pietro? E dove è andato? Nessuno lo sa. Quel che è certo, pare, è che tornerà. Ci vogliamo fidare? Fidiamoci.

Ecco perché lo chiamiamo in causa così tante volte quando prestiamo qualcosa: Pietro torna sempre indietro, su questo non ci piove (a proposito). L’uso di questa locuzione è talmente radicato che, molte volte, non serve neanche pronunciare l’intera frase ma basta sottintenderla.

“Mi presti questo libro?”
“Certo, sai come si chiama, vero?”
“Ok, messaggio ricevuto.”

Illustrazione di Pietro torna indietro

Non sei capace di tenerti un cece in bocca

Questo è quello che succede quando le signore chiacchierone non ascoltano i consigli del parroco e non riescono a tenersi in bocca né acqua né tantomeno ceci!

Chiodo scaccia chiodo

Alcuni pensano che per superare qualche “dramma del passato” (una relazione finita male o un licenziamento, tanto per fare qualche esempio) sia necessario trovare dentro di sé la forza per dimenticare e andare avanti. Certo, belle parole, ma nella realtà non è forse meglio risolvere il problema sostituendolo con qualcosa di bello ed emozionante?

Chiodo scaccia chiodo! Quel chiodo vecchio e arrugginito che tanto vi fa stare male deve lasciare il posto a un chiodo nuovo e scintillante. La soluzione è a portata di mano… e martello!

Illustrazione di Chiodo schiaccia chiodo | Modi di dire italiani

Non avere peli sulla lingua

Ce l’avete anche voi quell’amico che vi dice le cose come stanno, senza filtri tra cervello e bocca e senza alcun riguardo per la vostra sensibilità? Certo, siamo tutti d’accordo sul fatto che forse potrebbe dimostrare più delicatezza nel comunicarvi le cose, questo è sicuro… Tuttavia, che cosa preferite? Uno che vi mente con il sorriso oppure uno che vi ferisce in nome della verità? Io non ho dubbi ed ecco perché, quando mi dicono che “non ho peli sulla lingua”, lo prendo sempre come un complimento!

Avere un diavolo per capello

C’è forse un’espressione più adatta a descrivere una persona furiosa? Non si tratta semplicemente di essere così arrabbiati da temere di essere posseduti dal demonio (e chiamare un esorcista di conseguenza), non si tratta nemmeno di avere pensieri negativi e maligni – come suggeriti da un diavoletto seduto sulla vostra spalla – per le persone che vi disturbano. No. La situazione è decisamente più problematica. Qui, di satanassi che vi turbano la mente ce ne sono a migliaia e sono lì a saltellarvi sulla testa e a tirarvi i capelli come pazzi. C’è quasi da aver paura.

Illustrazione di Avere un diavolo per capello | Espressioni idiomatiche italiane

Da che pulpito viene la predica!

Mia nonna me lo raccontava sempre: una volta, quando nelle chiese venivano usati i pulpiti (in molte chiese moderne non vengono neanche più costruiti), il prete si divertiva a lanciare anatemi dal pulpito, facendo morire di vergogna i parrocchiani. Naturalmente il segreto della confessione era al sicuro ma, come si suol dire, chi aveva la coda di paglia si sentiva sempre preso in causa.

Ai giorni nostri, “predicare dal pulpito” è diventato un modo di dire riferito a chi si prodiga in consigli e raccomandazioni nei confronti di qualcuno che, presumibilmente, è in difetto. Se però la persona che parla non è esattamente senza peccato… la sua predica diventa ipocrita e la posizione di superiorità – il pulpito – risulta decisamente poco credibile.

Illustrazione di un uomo che cavalca un cavallo | Modi di dire italiani

È il mio cavallo di battaglia

Niente a che vedere con cruenti duelli medievali e terribili galoppate verso il nemico. Il povero cavallo che viene preso in causa è solo una metafora per indicare il meglio del meglio, la punta di diamante oppure il non plus ultra del nostro repertorio.

Illustrazioni di Elena Lombardi

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