Parla le lingue come hai sempre sognato

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Le mie parole preferite in francese

In francese esistono parole ed espressioni splendide che non hanno equivalenti in altre lingue. Ecco una lista delle mie parole francesi preferite.

Quando stai imparando una lingua straniera, per varie ragioni, ci sono parole che rimangono impresse nella tua memoria più di altre. Alcune esprimono un concetto culturale oppure un’idea intrinsecamente legata all’idioma e alla cultura che stai studiando, altre trasmettono significati che ti sono familiari ma che, allo stesso tempo, non hanno un equivalente esatto nella tua lingua. Altre ancora, infine, colpiscono semplicemente per la loro bellezza, per il loro suono soave e poetico e perché ti toccano nel profondo.

Nombrilisme

sostantivo: egocentrismo, egoismo, narcisismo
Nombril significa ombelico, quindi la corrispondenza pedissequa di nombrilisme dovrebbe essere “ombelichismo”.
La parola viene comunemente tradotta con “egocentrismo, egoismo o narcisismo”, e indica l’atteggiamento di chi è limitato, pedante, fissato su qualcosa in modo puerile.
Malgrado l’espressione esista anche nella lingua inglese (“fissare il proprio ombelico”), è nombrilisme a spiegare in modo incisivo il concetto, elevandolo all’ennesima potenza.
L’“ombelichismo” è anche un fenomeno collettivo, a volte addirittura nazionale, che si verifica quando si tende a confrontare qualsiasi cosa con quello che avviene entro i confini del proprio paese (nombrilisme américain, nombrilisme français, ecc.)
Attenzione: il nombrilisme è da evitare come la peste se ci si vuole addentrare in una nuova cultura e studiarne la lingua!




Vachement

avverbio: molto, veramente
Tra i simboli distintivi della cultura e dell’identità francesi, il più preponderante è sicuramente la mucca – la vache – un animale che non può certamente essere ignorato in questo Paese di formaggi e latticini e che, data la sua importanza, è addirittura diventato un avverbio da utilizzare per aggiungere enfasi a verbi o aggettivi.
Il vocabolo “vachement”, la cui traduzione letterale è “vaccamente”, significa “molto, estremamente, veramente” e rappresenta un’alternativa più colorita al tradizionale très.
L’espressione è così diffusa da aver ormai perso qualsiasi collegamento con il significato della parola da cui deriva (la vache).




Chauve-souris

sostantivo: pipistrello
Chauve significa calvo e souris significa topo, quindi un chauve-souris – un pipistrello – è letteralmente un “topo calvo”.
Ma siamo sicuri che la mancanza di pelo sia la differenza principale tra questi due animali? Ci siamo dimenticati che, a differenza del topo, il pipistrello è in grado di VOLARE?
Non sarebbe più corretto chiamarlo souris volante (“topo volante”)? Probabilmente, chi ha scelto il nome francese del pipistrello, lo ha visto per la prima volta addormentato. Ma, anche in questo caso, il nome sarebbe dovuto essere “topo a testa in giù” piuttosto di “topo calvo”.
Quel che è certo è che si tratta di un topo molto strano. Anzi… vachement bizarre.




Avoir le cafard

espressione idiomatica: essere tristi, depressi
Ti senti un po’ triste? Giù di corda? Forse… hai lo scarafaggio.
Già, perché avoir le cafard letteralmente significa proprio quello: “avere lo scarafaggio”. E in effetti, chi non si sentirebbe un po’ giù di morale a ritrovarsi addosso uno di quei cosi?




Chou

sostantivo: cavolo
aggettivo: carino

Chou significa cavolo e, come in italiano, si usa anche in combinazione ad altre parole per indicare le diverse varietà di questo ortaggio: chou de Bruxelles è il cavoletto di Bruxelles, chou chinois è il cavolo cinese, chou-fleur è il cavolfiore, chou-rave è il cavolo rapa, e così via.
In francese, la parola “cavolo”, è anche utilizzata con un’accezione che va ben oltre l’ambito culinario: si usa, ad esempio, quando si vuole vezzeggiare un bambino (mon petit chou = “il mio cavoletto”), un neonato (bout de chou = “pezzetto di cavolino”) oppure la propria dolce metà (je t’aime, mon chou ! = “ti amo, cavoluccio mio!”).
Chou si usa, inoltre, come aggettivo per indicare qualcosa di adorabile, incantevole, carino, dolce, grazioso, ecc. Tu m’as apporté des fleurs?! Comme tu es chou! – “Mi hai portato dei fiori?! Ma come sei cavolesco!”. Regarde ce bébé-là, comme il est (vachement) chou – “Guarda quel bimbo, è così (vaccamente) cavolesco!”




Ronronner

verbo: fare le fusa, ronzare
Oltre ad essere un modo ottimo per far pratica con la erre moscia, il verbo ronronner è perfettamente onomatopeico. Il suono di questo vocabolo, infatti, ne richiama il significato: fare le fusa (come un gatto) o ronzare (come un motore).





Dépanneur

sostantivo: meccanico, tecnico riparatore (francese europeo); negozietto all’angolo, minimarket (francese del Québec)
Per una lista di tutte le parole ed espressioni più affascinanti del francese parlato in Québec ci vorrebbe un articolo intero: in questa sede, tuttavia, è interessante ricordare il particolare uso del sostantivo dépanneur.
In francese, come anche in italiano, panne indica un’avaria o un guasto meccanico. Il verbo dépanner significa “riparare”, ma assume anche il significato più ampio di “aiutare, dare una mano, venire in soccorso”. Un dépanneur (nel francese europeo) è per estensione il meccanico o il tecnico che ripara il guasto.
Gli abitanti del Québec fanno un passo in più, arrivano alla conclusione logica di questo concetto e chiamano dépanneur anche il tipico negozietto all’angolo che vende patatine e bevande.
Se vi capita di andare in panne quando rimanete senza birra e snack… il dépanneur arriverà in vostro soccorso!



Grazie mille a Julie P., Patrick R. e Agathe C.

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