Come scrivere un essay accademico in inglese

Tutte le dritte per scrivere un essay accademico in inglese coi fiocchi, raccolte da chi ha dovuto affrontare questa sfida: quali strumenti usare, come strutturarlo, lo stile più indicato.
Come scrivere un essay accademico in inglese

Dopo quattro anni all’University College London, posso annunciarvi con estrema gioia di aver trovato il bandolo della matassa e quindi vi posso parlare di come ottenere risultati eccellenti negli essay accademici in inglese. L’inizio non era stato dei migliori, ma dopo un po’ di tempo, a furia di thus, therefore, ricerche accurate e strutture logicamente impeccabili, ho trovato la chiave.

Sei vi state per iscrivere all’Università, o siete già iscritti ma finora l’avete scampata in qualche modo, preparatevi a tribolare, perché le vie di fuga dall’essay in inglese sono diventate sempre più esigue. Ormai in qualsiasi università del mondo, infatti, viene offerto un numero sempre maggiore di corsi in inglese, alcuni di questi obbligatori, e gli essay accademici sono molto più frequenti dei classici esami ‘all’italiana’. Gli esami in inglese sono quelli che dividono gli studenti e le studentesse tra quelli che passano in scioltezza e quelli che si trascinano l’esame per tre o addirittura cinque anni, sperando in un qualche miracolo divino.

E c’è ancora di peggio. In alcuni casi, interi corsi di laurea vengono svolti interamente in lingua inglese, non solo nei paesi anglofoni ma anche in moltissimi paesi dell’Unione Europea, Italia compresa. Si tratta della cosiddetta arma a doppio taglio: può permettervi di andare a studiare in qualsiasi paese dell’Unione, anche solo per un Erasmus, ma vi può anche creare grossissime difficoltà.

Eppure, una serie di trucchetti possono far lievitare considerevolmente i vostri voti. Certo, una buona base d’inglese è necessaria, ma l’inglese accademico varia moltissimo da quello normalmente parlato. Per questo, in questo articolo scomponiamo un essay in tutte le sue componenti: struttura, argomentazione e linguaggio. Per farvi meglio comprendere cosa intendo, userò dei pezzi di un mio essay sul rispetto dei diritti umani in Giappone.

(Leggi anche: Come preparare un elevator pitch)

Le basi: cos’è un essay in inglese e perché vi serve una tesi

1. Cos’è un essay accademico in inglese

Prima di iniziare a scrivere come dei forsennati bisogna fare qualche chiarimento sulla natura dell’essay accademico. I corsi di laurea in lingua inglese lo prediligono perché non si tratta del solito esame in cui le nozioni vengono rigettate a macchinetta, ma devono essere comprese, interiorizzate e rielaborate. Le conoscenze, infatti, non sono il punto di arrivo ma solo la base su cui costruire un’argomentazione complessa e originale. In altre parole, l’università in stile anglosassone predilige l’essay accademico perché insegna agli studenti a fare ricerca, portare avanti un’argomentazione e soprattutto sfruttare le conoscenze che ha studiato, che sono tutto tranne che fini a sé stesse.

2. Ricerca: Google Scholar è la vostra Bibbia

Una volta compresa la sua natura, la prima cosa da fare è partire dall’essenza stessa dell’essay accademico in lingua inglese: la ricerca, che si divide in due passaggi.

Il primo, più breve, consiste nella scelta della traccia. Solitamente, infatti, agli studenti vengono offerte varie tracce da cui scegliere, o nei corsi più estremi, in cui in qualche modo finivo sempre, si devono addirittura scegliere la traccia da soli. Dopo una breve selezione in cui individuate due o tre possibilità, una breve ricerca su Google Scholar vi permetterà di capire la facilità con cui potete trovare le vostre fonti: articoli accademici e libri sull’argomento. Se già da questa prima fase di ricerca vi accorgete che le fonti sono esigue, ve lo dico subito: desistete e cambiate traccia.

Il secondo step della ricerca, invece, è la parte più lunga e importante del processo di preparazione dell’essay accademico in inglese. In questa fase, infatti, dovrete leggere numerosi articoli accademici, libri e capitoli di libri, individuando le informazioni che pensate possano essere più utili nel vostro essay. In questa fase vi consiglio di prendere numerosissimi appunti, divisi per autore della fonte, possibilmente al computer per ritrovare le informazioni utili con facilità tramite la funzione ‘cerca’. Generalmente, un essay di 2500 parole ha circa 12 fonti accademiche, o primarie, più articoli di giornali come The Economist che costituiscono le cosiddette fonti non accademiche, o secondarie.

Il mio essay, di 2000 parole, aveva 11 fonti accademiche, come ad esempio:

– Barrett, K., 2004. Women in the Workplace: Sexual Discrimination in Japan. Human Rights Brief, 11(2), pp.1-4.

3. Tesi dell’essay in inglese

A metà o addirittura alla fine della vostra ricerca, dovrete quasi sempre scegliere una tesi da sostenere nell’essay. Nella mia esperienza, le tesi specifiche hanno maggiori possibilità di ottenere buoni voti perché portano alla stesura di un essay specifico e non vago, la cui argomentazione è quindi molto forte. Ogni professore o professoressa ha delle preferenze molto specifiche sul tipo di tesi di loro gradimento, dunque vi consiglio di chiedere a loro qualche dritta.

Nel mio essay, la tesi era:

when international and Japanese norms and customs clash there is a compliance gap between pressured ratification of treaties and the country’s norms, which result in human rights violations.

4. Colloquio o mail al docente

A questo punto, infatti, anche se purtroppo è una pratica ancora poco diffusa in Italia, la cosa migliore è rivolgersi direttamente al docente. Non abbiate paura di rompere loro le scatole: anche se a volte non sembra, è il loro lavoro! In una mail o in un breve incontro vi consiglio di presentare loro la vostra tesi e la vostra ricerca, per capire se la direzione che sta prendendo il vostro essay è di loro gradimento.

Su le maniche: il labor limae

5. Struttura di un essay in inglese

Con le dritte ricevute (si spera) dal docente, vi tocca ora risedervi alla scrivania e riorganizzare tutti i vostri appunti, per delineare una struttura logica e che sostenga la vostra tesi.

Lo so, lo so: non avete mai creduto veramente in questa faccenda della struttura. Neanche io, a dir la verità, prima di trasferirmi a Londra. In tutti i miei anni in Italia l’ho sempre trovata semplicemente una enorme perdita di tempo. Negli essay accademici in inglese, però, la struttura è fondamentale, tant’è che a volte viene inserita nei punti da valutare per calcolare il voto finale.

Un essay accademico è solitamente diviso in: introduzione, corpo (o main body) e conclusione. Il main body, che è la parte che ci interessa adesso, deve essere composto da tanti paragrafi di 250-350 parole. I paragrafi sono i blocchi logici a sostegno della vostra tesi: ogni paragrafo deve portare un’argomentazione diversa a sostegno della loro tesi, e i paragrafi, tra loro, si devono susseguire in ordine logico.

Il main body del mio essay era costituito da sei paragrafi: il primo esaminava il modello teorico su cui si basava l’essay, spiegando quali teorie di politica internazionale venivano utilizzate. I due successivi analizzavano come gli ideali di genere stereotipati e di famiglia tradizionale portassero alla discriminazione contro le donne (nel secondo) e la comunità LGBTQ+ (nel terzo). Il quarto e il quinto, successivamente, dimostravano come gli ideali di etnia, pura, giapponese, portasse a discriminazioni contro le minoranze etniche (nel quarto) e i migranti e i rifugiati (nel quinto). Il sesto, infine, spiegava i passi avanti che si sarebbero potuti fare per migliorare la situazione.

6. PQE

Ogni singolo paragrafo è come se costituisse un mini essay, e deve seguire una struttura ben precisa, il famigerato PQE: Point (punto, argomentazione), quote (citazione), explanation/examples (spiegazione ed esempi). In altre parole, la prima frase deve costituire l’argomentazione del paragrafo.

Ecco un esempio dal mio essay: La prima frase costituisce P, la seconda Q, e quelle dopo E.

Japan’s traditional gender and family ideals also result in a discrimination against members of the LGBTQ+ community. McLelland observes how in Japanese society ‘little space is given to reflection on issues concerning gay rights, […] lifestyle or […] identity.’ (2000: 460). These categories clash with Japan’s traditionalist society and the idea of nation as a family, although theoretically protected by the International Covenant on Civil and Political Rights (ICCPR). The country fails to respect the rights of these groups, lacking a comprehensive anti-discrimination legislation against discrimination on the grounds of sexual orientation, gender identity and expression (Amnesty International 2020: 5). Moreover, Japan does not recognise same-sex marriage at national level, violating the rights of same-sex partners to marry and have a family, breaching articles 17 and 23 of the ICCPR. This could also stem from Japan’s dramatic birth rate, as homosexuals have been defined ‘unproductive’ (6). Conversely, one criterion that allows transgender people to change their birth gender is sterilisation, violating the prohibition of inhuman or degrading treatment under article 7 (6). Such inadequate respect inevitably streams in the failure to protect and fulfil. The absence of same-sex marriage implies the inability to access a partner’s health insurance, to claim tax exemption, or to have joint custody of an adopted child (Amnesty International 2020: 6). Moreover, LGBTQ+ members risk violence, harassment and other abuses and are often forcibly outed, violating their right to privacy. For instance, in 2016 two transgender women were placed in a male detention facility where they faced physical and mental abuse and had their hair shaved off because their gender identity was not recognised (7). Thus, in implementing the ICCPR norms, Japan has localised them with highly traditional gender roles, politics of shame and rejection of what is different.

7. Citazioni e bibliografia

Come vedete, quando cito un articolo accademico lo riporto tra le virgolette e alla fine scrivo, tra parentesi, il cognome dell’autore, l’anno della pubblicazione della fonte e la pagina in cui si trova la citazione. Questo stile, che è lo stesso con cui ho costruitio la mia bibliografia di cui vi ho fatto vedere un esempio nella sezione ‘Ricerca’, si chiama Harvard, ma ne esistono moltissimi e vi conviene, di nuovo, chiedere al docente quale preferisce.

Buone regole per un essay in inglese: non si parte mai dall’introduzione!

8. Introduzione

Una volta scritto il main body e concluse le citazioni, potete finalmente scrivere introduzione e conclusione. Fino a qualche anno fa io iniziavo un essay sempre dall’introduzione, ma questo è un errore, lasciatemelo dire, da principiante.

L’introduzione, infatti, deve essere scritta per ultima perché delinea il percorso del vostro essay, che quindi è necessario aver già scritto. Normalmente è più corta di un paragrafo normale, deve contenere una breve introduzione dell’argomento, lunga circa metà dell’introduzione, e poi il cosiddetto signposting, in cui fornite al lettore una mappa per leggere il vostro essay, spiegando quale tesi sostenete e con quali paragrafi a supporto.

Ad esempio:

in this essay I argue that when international and Japanese norms conflict there is a compliance gap between pressured ratification of treaties and the country’s norms, stemming in human rights violations. To do so, I will examine how the traditional notions of ethnic purity and fixed gender societal roles result in discriminations against women, members of the LGBTQ+ community, ethnic minorities and refugees, migrants and asylum seekers.

Un’altra cosa fondamentale da fare è delimitare il raggio d’azione del vostro essay: se omettete informazioni che potrebbero essere rilevanti, per motivi chiaramente di spazio, specificarlo vi salverà da molti problemi.

Ad esempio:

Although violations also occur in relation to the rights of children, freedom of assembly, comfort women and the death penalty, these go beyond the scope of this essay.

9. Conclusione

Lo stesso discorso vale per la conclusione, che va scritta per ultima. In questa, dovrete riassumere il contenuto del vostro essay evitando a tutti i costi di aprire nuove parentesi o formulare nuove domande.

10. Stile e vocabolario di un essay accademico in inglese

Infine, last but not least, lo stile! Per prima cosa, il vostro essay non può contenere termini troppo colloquiali, e deve per questi evitare il più possibile verbi separabili, ma usare il loro corrispondente latino, come continue al posto di carry on per ‘continuare’. Le contrazioni, inoltre, sono assolutamente vietate! Dimenticatevi i vari can’t, won’t e hasn’t, dovrete sempre scrivere la forma non contratta: cannot, will not e has not.

Infine, i connettori sono importantissimi: imparate a usare indeed (infatti), all’inizio delle frasi, however (tuttavia), moreover e furthermore (inoltre), nevertheless e nonetheless (ciononostante).

Siete pronti a ricevere dei voti spaziali nel prossimo essay in inglese che scriverete?

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Paola Liberati
Studentessa di European Studies a Londra, Paola passa le sue giornate a dispensare sapere sulla sua amata madrepatria, l'Italia. Oltre ad essere una divoratrice di romanzi e libri fantasy (scusatela per questo suo lato nerd), ama improvvisarsi critica culinaria, discutere di politica e battersi per cause perse. Il suo lato avventuroso ed artistico l'ha portata alla volta di Berlino per il suo erasmus.
Studentessa di European Studies a Londra, Paola passa le sue giornate a dispensare sapere sulla sua amata madrepatria, l'Italia. Oltre ad essere una divoratrice di romanzi e libri fantasy (scusatela per questo suo lato nerd), ama improvvisarsi critica culinaria, discutere di politica e battersi per cause perse. Il suo lato avventuroso ed artistico l'ha portata alla volta di Berlino per il suo erasmus.

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