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7 parole dello slang americano degli anni ’20 che dovrebbero tornare in voga

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7 parole dello slang americano degli anni ’20 che dovrebbero tornare in voga

I ruggenti anni ‘20 del ventesimo secolo sono noti soprattutto per la movimentata vita notturna e per gli importanti contributi nel campo della musica, della letteratura, dell’arte e della moda. Questo periodo post-bellico dal fascino decadente si è poi concluso rovinosamente con la Grande Depressione. A partire da allora, gli anni ‘20 hanno visto innumerevoli momenti di revival. Anche di recente, a metà degli anni ‘10 del 2000, c’è stato un periodo in cui le feste a tema Great Gatsby andavano molto di moda. Ora che siamo nuovamente negli anni ‘20 (anche se non sono altrettanto “ruggenti”), abbiamo pensato che fosse un buon momento per passare in rassegna lo slang americano degli anni ’20.

Certo, anche per quanto riguarda le parole, le mode vanno e vengono. Tuttavia, proprio come l’iconico caschetto degli anni ‘20, non pensate che alcune parole meritino di tornare alla ribalta?

Il meglio dello slang americano degli anni ‘20

The Cat’s Pajamas

Significato: il migliore, il più figo

Questa espressione dello slang americano degli anni ’20 si traduce letteralmente con “il pigiama del gatto” e viene usata per fare riferimento a una persona che è parecchio cool o ha particolare talento in ciò che fa. Altre bizzarre versioni di questa espressione sono the eel’s ankle (“la caviglia dell’anguilla”) o the monkey’s eyebrows (“le sopracciglia della scimmia”), ma nessuna delle due si è diffusa ampiamente. Un gatto in pigiama è di certo sorprendente (o, ancora meglio, adorabile), ma come è nato esattamente questo strano complimento? 

Di fatto si trattava di un modo di dire parecchio sensato ai tempi. Cat era un termine usato per descrivere i tipi più cool in assoluto (ossia le flapper o i musicisti jazz). Pajamas (scritto anche pyjamas al di fuori degli Stati Uniti) viene dall’indostano pāy-jāma o dal persiano pāy-jāmeh e si riferisce ai vestiti comodi e larghi che si indossano quando non si vuole uscire di casa.  Ai tempi, si trattava di una tendenza che si stava imponendo nell’ambito della moda. 

(Leggi anche: 15 espressioni tipicamente australiane)

Juice Joint

Significato: club notturno

Ovviamente i cool cats avevano bisogno di un luogo altrettanto alla moda per incontrarsi: quale posto migliore del juice joint (letteralmente: “locale del succo”) di quartiere? Potrebbe sembrare il nome di una catena di negozi che vendono smoothie, ma non fatevi ingannare.  Negli anni ‘20 gli Stati Uniti erano nel pieno del Proibizionismo: l’alcool era proibito e i bar illegali e gli speakeasy spuntavano come funghi nella principali aree metropolitane, più rapidamente del tempo necessario a dire I have to go see a man about a dog (che letteralmente significa “Devo andare a vedere un uomo riguardo a un cane”, ma che in realtà era un’espressione in codice per indicare che si stava andando ad acquistare un whiskey).  

I nomi in codice per tutto ciò che riguardava il consumo di alcolici erano molto diffusi ai tempi, perché bere era illegale. Ci si doveva ingegnare a trovare nuovi nomi per sostanze e attività, di modo da proteggere la scena legata alla vita notturna. Di fatto, juice (“succo”) è un termine usato ancora oggi come eufemismo per indicare le bevande alcoliche. Se volete uscire a divertirvi, in inglese, potreste usare “Let’s hit up the juice joint” al posto di “Let’s hit up the club”:  forse non suona benissimo, ma sicuramente si tratta di un’espressione più originale.

On A Toot

Significato: andare in giro a bere

Proseguendo con il tema delle bevute, pensiamo di non aver mai sentito un modo più divertente di chiamare una nottata all’insegna dell’alcool.  Identificare l’origine esatta dell’espressione non è facile, ma toot è una parola estremamente versatile.  È un termine che sta ad indicare quelle poco educate emissioni gassose che tutti gli umani emettono dal lato B, ma anche la cocaina, l’atto di suonare il clacson o un mucchio di spazzatura. 

L’espressione to toot one’s horn (letteralmente: “suonare il proprio clacson”), che significa “darsi delle arie”, potrebbe avere giocato un ruolo nella nascita di questa espressione; infatti, prima di essere eccessivamente ubriachi e terminare la serata, spesso si raggiunge un livello di sicurezza in se stessi al di sopra della media. In ogni caso, è piuttosto divertente pensare alle persone che negli anni ‘20 proponevano di trascorrere la serata andando on a toot, per poi ritrovarsi completamente sbronzi e a corto di contanti qualche ora più tardi. 

Giggle Water/Juice

Significato: alcool

Ok, vi promettiamo che questa è l’ultima espressione alcolica nella nostra lista relativa allo slang americano degli anni ‘20 (cosa possiamo farci? A quanto pare la gente che viveva durante il Proibizionismo non riusciva a pensare ad altro). Come già detto, ai tempi era necessario inventare nomi creativi per i liquori fuori legge e giggle water (“l’acqua delle risatine”) è uno dei più graziosi che abbiamo sentito. 

La parola juice, nello slang degli anni ‘20, sembra esser stata particolarmente in voga, perché veniva usata anche in contesti che non avevano a che vedere con l’alcool.  Un esempio è l’espressione noodle juice (“succo della pasta”), che, di fatto,  sta ad indicare il té e suona molto meglio dell’espressione alternativa brain juice (“succo di cervello”). 

(Leggi anche: 10 insulti inglesi vecchio stile che meritano di tornare in voga)

Egg 

Significato: un uomo; una persona che ama le spese folli

Se siete stati in Nuova Zelanda o avete conosciuto delle persone di nazionalità neozelandese, questa potrebbe suonarvi familiare: da quelle parti, si tratta di un insulto usato comunemente nei confronti dei rompiscatole. Non è nemmeno strano chiamare una persona dalle cattive intenzioni rotten egg (“uovo marcio”) o bad egg (“uovo cattivo”). Si può anche chiamare una brava persona good egg (“uovo buono”), anche se non è esattamente il complimento più comune al mondo.  

Negli anni ‘20, il termine egg veniva usato come appellativo generico al posto di man, come in: “What’s up, egg?”. Poteva essere usato anche per indicare una persona benestante che viveva in maniera esagerata. L’uso del termine, in quest’ultima accezione, potrebbe derivare da West Egg, il sobborgo immaginario creato da F. Scott Fitzgerald, dove il Grande Gatsby organizzava feste eleganti e viveva una vita all’insegna dello sfarzo all’interno di una cerchia di nuovi ricchi. 

Know Your Onions

Significato: sapere di cosa si sta parlando, essere ben informati 

“Conoscere le proprie cipolle” è un modo sicuramente creativo di elogiare qualcuno che sa cosa sta facendo. La domanda che sorge spontanea è: questa espressione è dovuta alle molteplici conoscenze necessarie a tagliare una cipolla senza versare una singola lacrima? 

Non è dato saperlo. Alcuni hanno ipotizzato che il modo di dire provenga da C.T. Onions, che è il nome di uno dei curatori dell’Oxford Dictionary. Siamo sicuri che il signor Onions conoscesse molto bene la sua materia, ma purtroppo questa teoria è stata smentita. Di fatto, il riferimento alle cipolle non sembra avere particolare rilevanza in questo contesto, perché esistono diverse versioni di questo modo di dire che utilizzano altri cibi al loro posto: oats (“avena”), apples (“mele”) o, proprio così, persino eggs (“uova”).

(Leggi anche: 9 parole dello slang inglese che dovreste conoscere)

Glad Rags

Significato: vestiti eleganti che si indossano per uscire la sera

Un po’ di allegria extra potrebbe fare bene a ognuno di noi quest’anno; perciò, di tutte le espressioni dello slang americano degli anni ‘20 presenti all’interno della nostra lista, speriamo davvero che questa faccia ritorno nel nostro vocabolario. Glad deriva da varie parole germaniche che vogliono dire “lucente”, “scintillante” o “liscio”. Nel tempo, il significato del termine è diventato “brillante”, “splendente” o “gioioso”. Oggi come oggi, glad rags è considerata un’espressione britannica antiquata per descrivere un abbigliamento elegante. Definire i vestiti eleganti rags (“stracci”) può sembrare un ossimoro, ma l’espressione, di per sé, rimane piuttosto orecchiabile. 

In verità, questo modo di dire risale all’inizio del secolo scorso, ma i ruggenti anni ‘20 sono stati di fatto l’epoca migliore per rispolverare gli abiti più belli, mettersi in tiro e andare a ballare! Oggi come oggi, non è necessario essere un egg o una flapper per indossare dei glad rags: metti semplicemente la tua canzone preferita a palla e indossa un outfit che ti faccia sentire in grado di conquistare il mondo. 


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