Come destreggiarsi tra più lingue quando si lavora all’estero

5 consigli molto utili per tirare il fuori il meglio dal multilinguismo al lavoro.
Due persone in ufficio davanti a una scrivania su cui sono appoggiate varie cartoline

In un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, saper parlare le lingue rappresenta un indubbio vantaggio. Questo ha fatto sì che il posto di lavoro, soprattutto nel settore terziario, ma non solo, sia sempre più “multilinguistico”, perché le aziende hanno cominciato ad attrarre persone da tutto il mondo. Si tratta chiaramente di un effetto molto positivo, ma bisogna tener presente che la compresenza di molte lingue comporta anche delle conseguenze inaspettate, delle quali occorre essere consapevoli, quando per esempio si comincia un nuovo lavoro in un nuovo paese. Insomma, le aziende sono sempre più multilingue, ma come destreggiarsi tra più lingue quando si lavora all’estero?

Quali sono le lingue più richieste nel mondo del lavoro?

L’inglese è indubbiamente la lingua essenziale da conoscere per chi si vuole trasferire all’estero (ma non solo: oggigiorno, può capitare di dover preparare un colloquio di lavoro in inglese anche rimanendo in Italia). Da più di qualche decennio, l’inglese è la lingua franca nel mondo del lavoro e non potrebbe essere altrimenti, essendo al primo posto tra le lingue più diffuse al mondo. Ovviamente la lingua più parlata al mondo in termini di madrelingua, il cinese mandarino, ha una certa rilevanza, perché tantissimi sono i rapporti commerciali con la Cina.

Per chi vuole restare in Europa, il tedesco è una lingua sempre più importante da conoscere, basti pensare a quante persone continua ad attrarre Berlino ogni anno. Ma ovviamente non va sottovalutato il peso di francese e spagnolo, due lingue che in termini di parlanti totali sono molto più diffuse del tedesco.

5 consigli su come destreggiarsi tra più lingue quando si lavora all’estero: una guida pratica

Imparate dalle altre culture

Un aspetto fondamentale del multilinguismo al lavoro è quello culturale. Quando si hanno a che fare con tante lingue si ha inevitabilmente a che fare con tanti tipi di cultura diversa dalla nostra, alcune più vicine, alcune più lontane. Discutere queste differenze culturali è una parte importante non solo per capire meglio chi lavora con noi, ma anche la loro lingua. Per esempio: è vero che in Italia le persone gesticolano di più che negli altri paesi? Con quanti baci ci si saluta? E le buone maniere a tavola? Tutti questi argomenti sono degli ottimi modi per rompere il ghiaccio facendo small talk, certo, ma vi aiuteranno a capire meglio come ragiona chi vi sta davanti.

Usate i gesti con parsimonia

Tra le differenze culturali più spiccate, anche in culture molto vicine a quella italiana, c’è quella della comunicazione coi gesti. È vero: chi è nato in Italia tende ad usare molto le mani quando sta comunicando, non è solo un cliché. In un contesto internazionale, però, è meglio non gesticolare troppo perché quello che per voi può sembrare un gesto innocente, potrebbe essere visto come strano o offensivo da qualcun altro.

Parlate semplice

Uno scoglio da tenere conto quando ci si deve destreggiare tra più lingue quando si lavora all’estero è che non tutte le persone conoscono una certa lingua allo stesso livello: anzi, sarebbe bizzarro il contrario. Ecco perché è consigliabile evitare di usare espressioni idiomatiche troppo arzigogolate e, in generale, frasi troppe complesse. Non è una competizione a chi sa meglio l’inglese: la cosa più importante è comunicare in maniera chiara ed efficiente.

Non abbiate paura di dire che non avete capito

Per quanto si possa parlare semplice, però, in un contesto lavorativo dove si parlano lingue diverse, è inevitabile che qualcosa venga perso. Perciò, occorre ricordarsi che non c’è niente di male nel chiedere di ripetere e ammettere di non avere capito. Ecco qualche frase in inglese che potete usare in questi casi:

  • I don’t know. (“Non lo so“)
  • I don’t understand. (“Non capisco“)
  • Sorry, I’m afraid I don’t follow you. (“Mi dispiace, ma non ti seguo.“)
  • I’m not quite sure if I understood you well. (“Non sono sicura/o di aver capito bene”)
  • I didn’t catch that. (“Non ho capito”)
  • Could you possibly speak more slowly? (“Potresti parlare più lentamente per favore?”)
  • Could you say that a little louder? (“Potresti parlare un po’ più forte?”)
  • Could you repeat the question, please? (“Potresti ripetere la domanda per favore?”)
  • Could you explain that to me again? (“Potresti spiegarmelo di nuovo?”)

Privilegiate la forma scritta a quella parlata

Ovviamente parlare faccia a faccia è la cosa più naturale, ma a volte una comunicazione scritta diventa fondamentale. Tanto più se ci si deve destreggiare tra più lingue quando si lavora all’estero. In tal caso, è buona norma usare la forma scritta per le comunicazioni più importanti. Come abbiamo visto, a volte le persone sono troppo timide per ammettere di non aver capito e se si tratta di una questione cruciale, è meglio andare sul sicuro. 

Insomma, avere tante lingue a disposizione nello stesso ufficio è certamente meglio che averne poche, perché i benefici sono tantissimi. Ma è altrettanto vero che a volte possano sorgere dei problemi: seguendo questi consigli, potrete ridurli e apprezzare tutti i vantaggi del multilinguismo al lavoro!

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