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Una guida alla pronuncia dell’alfabeto norvegese

L’alfabeto norvegese potrebbe sembrarvi ostico, ma non è così. Basta far attenzione a un paio di regole di pronuncia: eccole qui.
Una guida alla pronuncia dell’alfabeto norvegese

L’alfabeto è una nozione davvero elementare e forse è per questo che, quando impariamo una nuova lingua con un alfabeto simile al nostro, spesso tendiamo a trascurare le singole lettere e consideriamo solo le parole nella loro interezza. Concentrandosi sull’alfabeto norvegese sin dall’inizio, invece, si possono evitare un sacco di problemi di pronuncia in futuro.

Per darvi una mano, abbiamo preparato una guida all’alfabeto norvegese, concentrandoci sulle combinazioni di lettere che potrebbero darvi problemi. La pronuncia norvegese non è difficile da imparare, ma ci sono alcuni dettagli a cui è necessario prestare attenzione.

👉 Leggi anche: Un’introduzione alla lingua norvegese

L’alfabeto norvegese

L’alfabeto norvegese ha 29 lettere. Le prime 26 lettere sono identiche a quelle dell’alfabeto italiano (nella versione che include anche le lettere straniere come K o J); ci sono solo tre lettere extra alla fine.

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z Æ Ø Å

Le lettere C, Q, W, X e Z fanno tutte parte di questo alfabeto, ma vengono di fatto utilizzate solo all’interno di prestiti da altre lingue e non sono presenti in parole originariamente norvegesi.

Il norvegese fa anche uso di accenti, ma non troppo spesso. In generale, vengono utilizzati soltanto per sottolineare il significato diverso di parole che, altrimenti, avrebbero un aspetto identico. Alcune persone potrebbero ad esempio usare un accento acuto per la parola en, di modo da distinguere tra ein (“uno”, articolo indeterminativo) e éin (“uno”, aggettivo numerale). Gli accenti non modificano la pronuncia delle parole.

È importante inoltre specificare che il norvegese non ha una pronuncia standard. Esistono due modi convenzionali di scriverlo: Nynorsk e Bokmål. La maggior parte delle persone, tuttavia, utilizza il secondo (e questa lezione è in Bokmål). In ogni caso, anche all’interno di queste convenzioni, la pronuncia può differire. Condivideremo quindi alcune pronunce diffuse delle varie lettere, ma è bene tenere presente che, come per qualsiasi altra lingua, non tutti pronunciano le parole allo stesso modo.

👉 Leggi anche: 5 modi in cui imparare una nuova lingua può rendervi più felici

Le vocali dell’alfabeto norvegese

Se volete perfezionare la pronuncia del norvegese, imparando le vocali sarete già a metà dell’opera (ok, quasi). Infatti, non solo il norvegese ha tre vocali in più rispetto all’italiano, ma anche quelle identiche all’italiano spesso si pronunciano in maniera differente. Qui di seguito riportiamo alcune delle pronunce su cui dovrai esercitarti.

O

  • Nella maggior parte dei casi, la “o” norvegese si pronuncia come la “u” italiana.
    • bo — vivere
    • hvor — dove
  • La “o” norvegese può anche essere pronunciata come la “o” chiusa della parola italiana “giorno”. Purtroppo, non c’è una regola che ci aiuta a capire quando usare una pronuncia anziché l’altra. Dovrete scoprirlo e memorizzare la pronuncia di volta in volta durante il tuo percorso di apprendimento.
    • komme — venire
    • norsk — norvegese

Æ

  • Il suono della lettera norvegese “æ” è una combinazione della “a” e della “e” lunga.
    • en pære — una pera
    • lære — insegnare
    • være — essere
    • et bær — una bacca

Ø

  • La lettera norvegese “ø” ha due possibili pronunce. La prima è una “ø” lunga: ha un suono analogo alla “ö” tedesca, che si pronuncia disponendo la bocca come se fosse una “o”, ma pronunciando invece una “e”.
    • et brød — una pagnotta
    • kjøpe — comprare
  • L’altra è una Ø breve, che ha un suono simile, semplicemente più breve.
    • en øl — birra
    • tørst — assetato/a

Å

  • La “å” norvegese non ha un esatto corrispettivo in italiano, ma si pronuncia più o meno come una “o” molto larga; più larga della nostra “o” aperta di “orto” o “soia”. 
    • gå —  e
    • et språk — una lingua
    • så fint — che bello!

👉 Leggi anche: Parole uniche al mondo: 8 termini intraducibili

Le consonanti norvegesi

Nella maggior parte dei casi, le consonanti norvegesi non ti creeranno particolari problemi, perché la loro pronuncia non è dissimile dall’italiano. Detto questo, ci sono comunque alcune lettere e alcune combinazioni di lettere la cui pronuncia è diversa e a cui va prestata particolare attenzione.

K

  • La lettera “k” può essere pronunciata in due modi, in base alla vocale da cui è seguita. Se la “k” è seguita da una vocale dura (“a”, “o”, “u”, “å”), suona come la “c” gutturale italiana di “cane”.
    • en kaffee — una caffè
    • en kopp — una tazza
    • kunne — potere (verbo modale)
    • en kål — un cavolo
  • Se la lettera “k” è seguita da una vocale dolce (“i”, “y”, “ø”), invece, “s” e “k” si uniscono a formare un suono “sc” analogo a quello della parola italiana “sciatto”.
    • en kino — un cinema
    • en kylling — un pollo

SK

  • Se è preceduta da una “s”, la lettera “k” ha due pronunce diverse. Quando è seguita da vocali dure (“a”, “o”, “u”, “å”), la “k” si pronuncia come la “c” gutturale (come nella parola italiana “scatto”).
    • et skap — un armadietto
    • en skole — una scuola
    • Skål! — Alla salute! (brindisi)
  • Se la lettera “k” è seguita da una vocale dolce (“i”, “y”, “ø”, invece, “s” e “k” si uniscono a formare un suono “sc” analogo a quello della parola italiana “sciatto”.
    • en ski — uno sci
    • en sky — una nuvola
    • ei skøyte — un pattino da ghiaccio

KJ, TJ, SJ e SKJ

  • Le combinazioni “kj” e “tj” vengono pronunciate non troppo diversamente dalla “k” dolce che abbiamo appena citato. La pronuncia non ha un corrispettivo in italiano ed è simile al “ch” tedesco di “Ich”.
    • tjue — venti
    • tjene — guadagnare
    • kjøpe — comprare
    • kjær — caro/a
  • “sj” e “skj”, invece, si pronunciano come “sc” nella parola italiana “sci”.
    • sju — sette
    • en sjanse — un’opportunità
    • ei skjorte — una maglietta
    • ei skje — un cucchiaio

Lettere mute

  • Se una parola termina in –ig o –lig, la “g” alla fine è muta.
    • hyggelig — gentile, simpatico/a
    • ledig — libero/a
    • dårlig — cattivo/a
  • La lettera “d” è muta quando è l’ultima lettera di una parola ed è preceduta da “l”, “n” o “r”.
    • unnskyld — scusa/scusi
    • land — paese
    • bord — tavolo

Questo articolo è apparso originariamente nell’edizione inglese di Babbel Magazine.

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Thomas Moore Devlin
Thomas è nato in una periferia del Massachusetts e si è trasferito a New York per frequentare l'università. Ha studiato Letteratura inglese e Linguistica alla New York University ma ha trascorso la maggior parte del tempo a lavorare al giornale scolastico. Nel suo tempo libero, ama leggere e arrabbiarsi su Twitter.
Thomas è nato in una periferia del Massachusetts e si è trasferito a New York per frequentare l'università. Ha studiato Letteratura inglese e Linguistica alla New York University ma ha trascorso la maggior parte del tempo a lavorare al giornale scolastico. Nel suo tempo libero, ama leggere e arrabbiarsi su Twitter.

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