“Ci sono poco più di 1000 traduttori nel Parlemento europeo”

Come destreggiarsi tra le 24 lingue ufficiali parlate dai 751 deputati che siedono al Parlamento europeo? Intervista a Luis Martinez-Guillen, direttore dell’ufficio di collegamento del Parlemento.
16/09/2020
“Ci sono poco più di 1000 traduttori nel Parlemento europeo”

Con 751 deputati provenienti da 28 paesi diversi, il Parlemento europeo deve garantire traduzioni in 24 lingue ufficiali. Non sorprende quindi che l’Istituzione europea ospiti il più grande servizio di traduttori e di interpreti del mondo.
Ma come è organizzata questa gigantesca torre di Babele? Luis Martinez-Guillen, direttore dell’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo, ha accettato di rispondere alle nostre domande. Scoprite la nostra intervista.

Luis Martinez-Guillen, ci può spiegare chi è in poche parole?

Sono il responsabile dell’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo dal 2012. Il nostro servizio intende informare e comunicare ai cittadini le diverse attività svolte dal Parlamento europeo. Lavoro nelle istituzioni europee dagli anni Ottanta. Ho lavorato in particolare a Bruxelles alla Commissione europea, in Lussemburgo e a Madrid. Anch’io ho esercitato la funzione di interprete quando ero più giovane. Quindi conosco abbastanza bene gli ingranaggi dell’amministrazione europea.

Nei corridoi del Parlamento, in quali lingue i deputati e i funzionari parlano?

Nel Parlamento europeo, si parla molto spesso francese lungo i corridoi. Non è sorprendente visto che Bruxelles si trova in una regione francofona mentre Strasburgo è in Francia. In ogni caso, dall’ultimo allargamento della comunità europea con l’integrazione di diversi paesi dell’Europa orientale, l’inglese viene sempre più praticato. Molto spesso accade che i parlamentari discutano in inglese senza alcun deputato britannico nella discussione. Bisogna però precisare che i deputati europei migliorano notevolmente il proprio livello delle lingue straniere durante il mandato.

Luis Martinez-Guillen, direttore dell'ufficio di collegamento del Parlamento europeo
Luis Martinez-Guillen, direttore dell’ufficio di collegamento del Parlamento europeo

Quante lingue ufficiali vengono parlate e tradotte nel Parlamento europeo?

In tutte le istituzioni europee, ci sono 24 lingue ufficiali, quindi 24 lingue di lavoro, tra cui il gaelico. Questo vuol dire che tutti i testi ufficiali, tutti i trattati e tutte le sessioni parlamentari devono essere tradotte nelle 24 lingue ufficiali.

Quando facciamo riunioni o sessioni di lavoro con una delegazione straniera o alcuni deputati europei, scegliamo solitamente tre lingue ufficiali di lavoro per semplificare le cose. Chiedamo ai deputati con quali lingue vogliono lavorare e ne facciamo le nostre lingue di lavoro.

Come si organizza il Parlamento per fare in modo di tradurre gli scambi?

Abbiamo tre principali attori che garantiscono una comunicazione perfetta tra i vari deputati e funzionari: gli interpreti, i traduttori e i giuristi-linguisti. Va precisato che il Parlamento europeo dispone del più grande servizio di interpretazione e di traduzione del mondo. Ci sono poco più di 1000 traduttori e interpreti che lavorano per il Parlamento europeo.

Gli interpreti hanno un ruolo importante durante le sessioni parlamentari. Si trovano in cabine a vetri e devono trascivere in tempo reale le parole e i discorsi tenuti dai diversi responsabili politici. Gli interpreti possono anche essere avvicinati dai deputati per riunioni di lavoro o pranzi di lavoro.

I traduttori, sono incaricati di tradurre tutti i testi e i documenti in tutte le lingue ufficiali. Per quanto riguarda le traduzioni, vengono sempre più digitalizzate, abbiamo strumenti efficaci per fare questo lavoro. Tuttavia, un revisore e correttore verifica sistematicamente le traduzioni effettuate prima di trasmettere i documenti e di pubblicarli. I documenti non devono contenere errori. Infine, ricorriamo a giuristi-linguisti per i testi particolarmente importanti che presentano problemi in una lingua o che devono usare un vocabolario giuridico particolarmente complesso.

Qual è lo status dei traduttori e interpreti europei? Sono giurati?

Gran parte dei traduttori e interpreti sono funzionari europei, quindi lavorano esclusivamente per il Parlamento europeo. Hanno superato i concorsi di pubblica amministrazione, non sono dunque giurati per un qualsiasi organismo esterno. È importante dire che tali interpreti non sono “legati” a nessuno, possono lavorare presso diversi deputati, in diverse commissioni parlamentari, ecc. 

Ricorriamo spesso a traduttori o interpreti freelance, remunerati su base giornaliera. Tali traduttori freelance hanno superato un test attitudinale e ci capita di contare su di loro per tradurre riunioni, elaborare protocolli, ecc. Bandiamo anche regolarmente gare d’appalto in materia di traduzione dove le aziende si impegnano a tradurre migliaia di pagine di testi normativi in una determinata lingua. Comunque, quando un testo viene tradotto da un organismo esterno, effetuiamo sistematicamente un controllo di qualità con riletture incrociate fatte dai nostri revisori e giuristi.

“Abbiamo bisogno di almeno 144 interpreti per sessione plenaria classica”

Come viene organizzata una sessione parlamentare classica?

Il lavoro di interprete è importantissimo. Quando c’è una sessione plenaria, i deputati e i gruppi parlamentari prendono la parola a turno. Per assicurare il servizio d’interpretariao, abbiamo cabine di vetro che si trovano in alto nell’emiciclo. Gli interpreti sono insediati in queste cabine e devono trascivere le parole dei deputati trasmesse nei loro auricolari.

Prendiamo un martedì ad esempio, una sessione classica ha inizio alle 9 di mattina e finisce alle 13.00, poi dalle 15.00 fino alle 18.00 e dalle 19.00 alle 24.00. Considerando che ci sono 24 lingue ufficiali, ci sono quindi 552 combinazioni possibili in materia di traduzione istantanea. Abbiamo bisogno di due squadre, di almeno tre interpreti per cabina e 24 cabine, cioè 144 interpreti per sessione plenaria classica. Gli interpreti sono spesso in grado di trascivere in più lingue ma questo richiede un’estrema concentrazione.

Il Parlamento europeo conduce azioni specifiche per favorire gli scambi tra i deputati?

Certo, abbiamo sempre cercato di offrire corsi di lingue ai funzionari europei. Usiamo anche software di e-learning che consentono ai funzionari di migliorare la loro conoscenza delle lingue straniere. Per quanto riguarda i deputati, offriamo anche lezioni private con insegnanti di lingue qualificati. I deputati possono beneficiare di uno, due o tre corsi di lingua alla settimana, basta farne richiesta. I rappresentanti conoscono bene questa possibilità e sono in molti a farne richiesta. Secondo noi, è molto importante che i deputati possano comunicare, esporre le proprie idee e scambiare opinioni senza necessariamente ricorrere a un interprete. 

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Martin des Brest
Appassionato di nuove tecnologie, di economia, di politica e cultura in generale, Martin è prima di tutto un insaziabile curioso che lavora nel mondo della comunicazione e del giornalismo. Dopo aver vissuto a Dublino e Parigi, si è ora trasferito a Limoges dove ha fondato la sua agenzia di comunicazione.
Appassionato di nuove tecnologie, di economia, di politica e cultura in generale, Martin è prima di tutto un insaziabile curioso che lavora nel mondo della comunicazione e del giornalismo. Dopo aver vissuto a Dublino e Parigi, si è ora trasferito a Limoges dove ha fondato la sua agenzia di comunicazione.

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