Un abbraccio? Due baci? La guida definitiva ai saluti di tutto il mondo

Come sono i saluti in francese? Quali sono gli argomenti di conversazione per rompere il ghiaccio in Giappone? Ecco la nostra guida.
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Un abbraccio? Due baci? La guida definitiva ai saluti di tutto il mondo

Il più delle volte, quando ci si saluta, si scambiano anche due chiacchiere di cortesia: quello che gli americani chiamano “small talk”, la conversazione spicciola, il parlare del più e del meno. Brevi discorsi di circostanza sul tempo, sulle ultime notizie, su cosa si è fatto nel weekend e altre banalità quotidiane. Per alcuni lo scopo di questi discorsi è semplicemente quello di evitare silenzi imbarazzanti, per altri si tratta di un momento piacevole e simpatico di interazione con conoscenze occasionali, ad esempio durante un viaggio condiviso con una persona che non conoscete.
Ma che succede se andate in un altro Paese e non conoscete la lingua? In quel caso il ruolo da protagonista passa alla comunicazione non verbale e ai gesti.

Vediamo un po’ quindi che gesti si usano e cosa si dice quando ci si incontra in altri Paesi e in diverse lingue e culture – e come potete evitare momenti di confusione e imbarazzo.

I saluti in Giappone

In Austria il saluto più diffuso è “serwas” o “zerwas”. Gli austriaci tendono a non perdere tempo con le chiacchiere di cortesia, ma tengono molto ai titoli, quindi se vi rivolgete a un professore universitario, dovrete stare attenti a usare il suo titolo accademico. Le donne si salutano spesso tra loro con due bacini sulle guance, partendo da destra. Anche gli uomini a volte si salutano così, ma in genere una stretta di mano ben ferma è l’opzione più adatta.

In Brasile ci si bacia sulle guance, ma, come in Francia, non c’è unanimità sul numero di baci. I saluti includono parole brevi come “oi” e “e ai,” oltre al più familiare “tudo bem?”. Volete fare due chiacchiere di cortesia? Parlate di calcio e andrete a colpo sicuro.

Anche in Bulgaria ci si bacia sulle guance, ma da sinistra a destra. I bulgari hanno anche la curiosa abitudine di usare lingue diverse per le varie situazioni della vita quotidiana: dicono “ciao” in italiano, ma solo per i saluti finali di congedo, e “merci” in francese per ringraziare. Se fate un viaggio in Bulgaria, quindi, preparatevi a saluti multilingue.

I saluti in Svezia

In Francia ci si saluta con “bonjour” o “salut”, scambiandosi due baci sulle guance, che però, a seconda della regione, possono diventare tre o addirittura quattro. Bisogna fare attenzione alla forma di cortesia con il “vous”, che è usato anche più spesso del “Lei” formale in italiano, soprattutto come forma di rispetto quando ci si rivolge a persone anziane o sconosciute, mentre il “tu” come in italiano è per gli amici e le situazioni informali.

In Germania, in genere, il contatto fisico non è ben accetto e si cerca di evitarlo. I giovani tendono più spesso a salutarsi con un abbraccio, ma di solito ci si dà una stretta di mano oppure ci si scambia anche un semplice cenno del capo. Cosa si dice dipende anche dalla regione in cui vi trovate: a nord il saluto più diffuso è “moin”, mentre a sud capita più spesso di sentir dire “servus”. Ma il classico “hallo” o “guten Tag”, pronunciato a distanza di sicurezza, andrà sempre bene dappertutto.

In Giappone si evita del tutto ogni contatto fisico, preferendo come forma di saluto un veloce e silenzioso inchino, e, se capita di darsi la mano, si tiene lo sguardo abbassato in segno di rispetto per l’altra persona. Le chiacchiere di cortesia si fanno rigorosamente solo dopo il lavoro.

I saluti in Germania

In Gran Bretagna ci si saluta con un “how’s it going?” quasi biascicato o qualcosa che assomiglia a un “alright?”, stringendosi la mano o dandosi un veloce bacio sulla guancia. Se date due baci sulle guance, vi faranno notare con tono lievemente canzonatorio che è uno stile “very continental”. In quanto a “small talk”, parlare del tempo è sempre un classico.

In Olanda ci si saluta con baci sulle guance tra parenti e amici intimi, ma per tutti gli altri si va sempre sul sicuro con una salda stretta di mano. Per i saluti di congedo, gli olandesi usano le espressioni “doei doei” o “de mazzel!”.

Nella Repubblica Dominicana, tra uomini si usa salutarsi con il “fist bump” americano, il saluto pugno contro pugno, mentre tra donne ci si dà un bacio sulla guancia. A volte ci si scambia anche un abbraccio. La frase da usare per chiedere come va è “¿qué dicen?”, a cui si risponde con “to ta bien”; per congedarsi con un arrivederci si dice “a po ta to”.

In Spagna le donne si salutano con due bacini, spesso poggiando una mano sulla spalla dell’altra. La stretta di mano non è un approccio molto gradito agli spagnoli: è riservato alle situazioni più formali, di lavoro. Le chiacchiere di cortesia invece sono il loro forte e come altrove gli argomenti preferiti sono il tempo e il calcio, ovviamente.

Negli Stati Uniti ci si saluta proprio come si vede sempre nei film americani: con un caloroso abbraccio, oppure con un’amichevole stretta di mano. Il modo in assoluto più informale di salutarsi è darsi il cinque, il famoso “high-five”. E, proprio come nei film, i saluti sono spesso accompagnati da frasi informali come “what’s up?” o “how are you doing?”. In fatto di “small talk”, gli americani sono decisamente i più rilassati!

In Svezia, quando degli amici vi presentano ad altri amici, vi daranno la mano da stringere o un veloce abbraccio, o tutte e due le cose. O forse anche una veloce e cauta pacca sulla spalla. Ci si saluta con “hej”, che può diventare un lungo “heeeeej” quando si è particolarmente entusiasti di rivedere gli amici dopo lungo tempo. In quanto a chiacchiere di cortesia, si parla del tempo, delle vacanze e, a seconda del periodo dell’anno, dell’Eurovision.

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Cristina Gusano
Cristina Gusano Sanz ha imparato a parlare molto prima di camminare, e alcuni potrebbero confermare che da allora non ha mai smesso. Ha studiato storia dell'arte per poi specializzarsi in comunicazione, social network e marketing culturale. Vive a Berlino dal 2011 e si è unita al team di Babbel nel 2015. Preferisce scrivere lettere "alla vecchia maniera" alla sua famiglia e ad i suoi amici e le piace molto cantare mentre va in bicicletta. Seguimi su Twitter.
Cristina Gusano Sanz ha imparato a parlare molto prima di camminare, e alcuni potrebbero confermare che da allora non ha mai smesso. Ha studiato storia dell'arte per poi specializzarsi in comunicazione, social network e marketing culturale. Vive a Berlino dal 2011 e si è unita al team di Babbel nel 2015. Preferisce scrivere lettere "alla vecchia maniera" alla sua famiglia e ad i suoi amici e le piace molto cantare mentre va in bicicletta. Seguimi su Twitter.
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