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Italiano

Le espressioni latine che usiamo tutti i giorni

Le espressioni latine che usiamo tutti i giorni

Altro che lingua morta! Potreste rimanere sorpresi nel rendervi conto di quanti termini latini sono usati nella lingua corrente. Ecco un essenziale “vademecum”.
L’italianità, tra emigrazione e letteratura

L’italianità, tra emigrazione e letteratura

Italia: terra di arrivi, ma anche terra di partenza. Tra gli italiani e le italiane che hanno lasciato le loro terre d’origine, alcuni si sono dedicati alla scrittura: uno strumento per raccontare la loro condizione.
Culture a confronto con la Teoria dei Prototipi

Culture a confronto con la Teoria dei Prototipi

Cosa sono i prototipi? Per spiegarvelo, abbiamo posto alcune domande a dei volontari italiani e non italiani. Curiosi di scoprire le loro risposte?
La lingua dei marinai: il vademecum del neofita

La lingua dei marinai: il vademecum del neofita

“Strambare”, “cazzare”, “orzare”, “bordeggiare”. Ecco a voi un prontuario minimo di termini marinareschi, utile per non fare la parte della zavorra, caso mai doveste trovarvi a bordo di un’imbarcazione.
Lingue italiane che scompaiono: il grico

Lingue italiane che scompaiono: il grico

Salento: terra di ulivi, orti, masserie e storie fuori dal tempo. Qui si parla ancora il grico, una lingua ha attraversato l’Adriatico assieme agli antichi messapi ed è giunta fino ai giorni nostri: oggi viene parlata e cantata in poche piccole comunità.
Vecchi gerghi di piazza: il Furbesco e la Parlesìa, tra malavita e musica

Vecchi gerghi di piazza: il Furbesco e la Parlesìa, tra malavita e musica

Ci sono lingue fatte apposta per non essere comprese; o, meglio, per essere comprese da pochi. Come l’antica lingua dei “furbi”. E un’altra, utilizzata nei secoli scorsi da malviventi e musicisti.
L’evoluzione della lingua italiana attraverso la letteratura

L’evoluzione della lingua italiana attraverso la letteratura

Prima dell’invenzione della radio e della televisione, l’italiano giunse in contatto con la popolazione soprattutto grazie alla letteratura: vediamo assieme come si è svolto questo processo.
Lingue italiane che scompaiono: l’arbëreshë

Lingue italiane che scompaiono: l’arbëreshë

Cinque secoli fa, l’arbëreshë è sbarcato sulla penisola italiana assieme ad alcuni profughi albanesi che fuggivano dall’avanzata ottomana. Oggi viene parlato in alcune zone del Sud Italia da circa centomila persone disseminate in una cinquantina di comunità.
Lingue italiane che scompaiono: il walser

Lingue italiane che scompaiono: il walser

Nel medioevo fu la lingua parlata dagli uomini più “alti” delle Alpi, capaci di spingersi dove la maggior parte della gente riteneva che abitassero solo demoni e animali più mostruosi. Attorno a quei pendii, ancora oggi si possono sentire le ultime testimonianze del walser, un fossile raro e immutato da secoli.
La lingua dei segni, dalle origini ad oggi

La lingua dei segni, dalle origini ad oggi

La lotta contro l’emarginazione delle persone non udenti passa attraverso la lingua dei segni: è iniziata con alcuni pionieri e si è protratta fino al ‘900.
Lingue italiane che scompaiono: il tabarchino

Lingue italiane che scompaiono: il tabarchino

Il tabarchino è una lingua che ha viaggiato per mare, che si è arricchita di contaminazioni e che oggi viene parlata solo in due centri insulari della Sardegna.
L’italiano standard è davvero la lingua che parliamo?

L’italiano standard è davvero la lingua che parliamo?

L’italiano standard è inteso come l’italiano che si riferisce e che segue le regole della grammatica, ben strutturato sintatticamente e privo di particolari tratti sociolinguistici: è davvero la lingua che parliamo?
Gli aspetti della lingua italiana più ostici per un anglofono

Gli aspetti della lingua italiana più ostici per un anglofono

L’inglese vi sembra difficile? Forse perché non avete mai davvero pensato a quanto sia complessa la lingua italiana…
Lingue italiane che scompaiono: l’occitano

Lingue italiane che scompaiono: l’occitano

L’occitano è una lingua senza patria. O meglio, è una lingua che una patria ce l’ha da quasi un millennio, ma non è mai esistita burocraticamente o sulle carte geografiche: si chiama Occitania e si estende dai Pirenei – al confine tra Francia e Spagna – fino alle Alpi italiane.