Parla le lingue come hai sempre sognato

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Imparare una lingua (in questo caso lo spagnolo) distesi sul divano? Provare per credere

Se state studiando lo spagnolo e siete appassionati di serie TV… questo articolo fa proprio al caso vostro.

Quando a Wagner Moura hanno proposto il ruolo di Pablo Escobar nella serie "Narcos", la sfida da affrontare – anche per un attore fantastico come lui – è stata decisamente impegnativa.

Prendere quasi 20 chili (Pablo Escobar era piuttosto in carne) è stata la parte facile di tutta la faccenda. Ma che fare con lo spagnolo? Con quel forte accento brasiliano da eliminare e da sostituire con quello colombiano del temibile lord della cocaina?
Decisamente più semplice a dirsi che a farsi.

Il risultato, comunque, parla da solo: la serie tv dedicata ai celeberrimi trafficanti di cocaina colombiani è una delle migliori degli ultimi dieci anni e tutti ne siamo, è proprio il caso di usare questa parola, drogati!

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Wagner Moura, come ci si aspetta da un attore che vuole veramente ottenere una determinata parte, ha preso sul serio la sfida e, come ha dichiarato in una divertente intervista rilasciata al "Late Night Show" di Jimmy Fallon, non si è perso d’animo. Ha fatto le valigie ed è partito alla volta di Medellín, la città in cui Pablo Escobar ha costruito la sua – ehm – fiorente carriera. Si è iscritto a un corso universitario di spagnolo per stranieri con un obiettivo davvero ambizioso: non solo imparare la lingua (come lui stesso ha ammesso, infatti, non ne conosceva che una manciata di parole) ma anche di parlarla fluentemente con l’inconfondibile inflessione del nostro amico Pablo.

Ci è riuscito? Giudicate voi. Il mondo è in fremente attesa della seconda serie. Per fortuna, almeno, non c’è nessun pericolo di spoiler: tutti conosciamo già la fine che farà Pablo Escobar.

Il fatto che Wagner Moura abbia imparato lo spagnolo e sia riuscito a recitare con accento colombiano è già di per sé una cosa abbastanza notevole. Anche agli altri attori, tuttavia, va riconosciuto lo stesso merito: tra brasiliani, messicani e portoricani, c’è stato davvero molto lavoro da fare, ma possiamo acclamare a gran voce che ne è valsa davvero la pena. Il prodotto finale è davvero credibile e autentico e comunica perfettamente le torbide atmosfere degli ambienti dei narcotrafficanti della Colombia degli anni ‘80 e ‘90.

In aggiunta a ciò, "Narcos" ha un altro ineguagliabile pregio: è totalmente e perfettamente bilingue. Anziché "far parlare" i sudamericani in inglese (o nel corrispettivo doppiato) con un artificiale accento ispanico, i produttori hanno compiuto una scelta coraggiosa e geniale.
La vicenda, che si svolge quasi esclusivamente in Colombia, è narrata dal protagonista (o antagonista? Dipende dalle opinioni…), l’agente della DEA Steve Murphy – che ovviamente parla inglese – ma circa la metà dei dialoghi si svolge per forza di cose in spagnolo sottotitolato.

La scelta è perfetta, poiché non solo contribuisce ad aumentare l’autenticità della storia e mette bene in chiaro la dicotomia buono-cattivo (l’agente della DEA che vuole fermare il fiume di cocaina che Pablo Escobar sta allegramente mandando negli Stati Uniti vs. Pablo Escobar & company), ma spinge anche i telespettatori a confrontarsi con una lingua straniera diversa dall’inglese e con dei modi di dire, delle inflessioni e degli accenti certamente poco conosciuti.

Di conseguenza, "Narcos" è perfetta anche per chi si sta cimentando nell’apprendimento di una lingua straniera, lo spagnolo in questo caso, e si vuole mettere alla prova.
Anche se tutti apprezziamo la tenacia di Wagner Moura, di sicuro non è indispensabile saltare sul primo aereo per Medellín per imparare lo spagnolo. No?

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